giovedì 28 dicembre 2017

Nell'era dell'invasione delle fake news. La nuova guerra dei mondi.

Anche lo scherzo radiofonico di Orson Welles del 1938,  "La guerra dei mondi" in cui l'attore fingeva una invasione aliena e la commentava in diretta, era una specie di fake news.
Quella notizia ascoltata alla radio, nonostante ci fossero stati degli annunci nei giorni precedenti creò il panico tra i radio ascoltatori.  Si trattava di finzione ma gli ascoltatori non seppero interpretarla in tal modo e caddero nella trappola. Oggi la trappola delle notizie false corre sul web, all'interno dei social. Nella rubrica Ponte Radio in onda questa settimana cerchiamo, partendo proprio dal celebre scherzo radiofonico di
Welles, di capire cosa si cela dietro una fake news, chi ha interesse a diffonderle sui social network e come poterle riconoscere per non abboccare all'amo. Roberto con il supporto di un articolo scritto da Simone Stefanini dal titolo "Fake news: il tam tam delle bufale" e pubblicato sulla rivista "Crime" di novembre, parla di questo fenomeno sempre più di attualità, soprattutto perchè vengono utilizzate sempre di più come un'arma per colpire e denigrare l'avversario politico. Un esempio di questo è stata una foto falsa che ritraeva Renzi e Boschi ai funerali di un noto personaggio mafioso, condivisa sul web in modo virale.
Sono migliaia gli utenti dei social network che ogni giorni, ogni minuto, condividono notizie false con la convinzione che anche se la notizia non fosse vera, comunque non potrebbe nuocere. E invece notizie false muovono milioni di Euro. Ogni utente che condivide qualche notizie dovrebbe prima accertarsi delle sua fondatezza, per esempio osservando bene il sito che ha pubblicato la notizia, molti sono l'imitazione di quotidiani on line e si chiamano per esempio La Rebubblica, oppure il Corriere della Pera, o Il fatto quotidaino. Oppure bisogna fare una ricerca su google e vedere se autorevoli testate giornalistiche riportano la stessa notizia. Ad aiutarci in questo compito ci sono gli specialisti del "debunking" ovvero la pratica di mettere in dubbio o smentire, basandosi su metodologie scientifiche, affermazioni false, esagerate, antiscientifiche.

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Puntuale anche quest’anno torna la rassegna culturale “Arte per la libertà”. Un ricco calendario di appuntamenti che ci terranno compagnia...

giovedì 28 dicembre 2017

Nell'era dell'invasione delle fake news. La nuova guerra dei mondi.

Anche lo scherzo radiofonico di Orson Welles del 1938,  "La guerra dei mondi" in cui l'attore fingeva una invasione aliena e la commentava in diretta, era una specie di fake news.
Quella notizia ascoltata alla radio, nonostante ci fossero stati degli annunci nei giorni precedenti creò il panico tra i radio ascoltatori.  Si trattava di finzione ma gli ascoltatori non seppero interpretarla in tal modo e caddero nella trappola. Oggi la trappola delle notizie false corre sul web, all'interno dei social. Nella rubrica Ponte Radio in onda questa settimana cerchiamo, partendo proprio dal celebre scherzo radiofonico di
Welles, di capire cosa si cela dietro una fake news, chi ha interesse a diffonderle sui social network e come poterle riconoscere per non abboccare all'amo. Roberto con il supporto di un articolo scritto da Simone Stefanini dal titolo "Fake news: il tam tam delle bufale" e pubblicato sulla rivista "Crime" di novembre, parla di questo fenomeno sempre più di attualità, soprattutto perchè vengono utilizzate sempre di più come un'arma per colpire e denigrare l'avversario politico. Un esempio di questo è stata una foto falsa che ritraeva Renzi e Boschi ai funerali di un noto personaggio mafioso, condivisa sul web in modo virale.
Sono migliaia gli utenti dei social network che ogni giorni, ogni minuto, condividono notizie false con la convinzione che anche se la notizia non fosse vera, comunque non potrebbe nuocere. E invece notizie false muovono milioni di Euro. Ogni utente che condivide qualche notizie dovrebbe prima accertarsi delle sua fondatezza, per esempio osservando bene il sito che ha pubblicato la notizia, molti sono l'imitazione di quotidiani on line e si chiamano per esempio La Rebubblica, oppure il Corriere della Pera, o Il fatto quotidaino. Oppure bisogna fare una ricerca su google e vedere se autorevoli testate giornalistiche riportano la stessa notizia. Ad aiutarci in questo compito ci sono gli specialisti del "debunking" ovvero la pratica di mettere in dubbio o smentire, basandosi su metodologie scientifiche, affermazioni false, esagerate, antiscientifiche.

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