domenica 27 marzo 2016

Polesine Coast to Coast arriva a 100 puntate e festeggia


Raggiunto il traguardo delle prime 100 puntate, i ragazzi di Polesine Coast to Coast hanno deciso di festeggiare invitando in trasmissione moltissimi degli ospiti che sono passati negli studi di Radio Kolbe in questi due anni di esperienza.
Tanti di loro non hanno potuto essere presenti ma diversi hanno accolto l'invito e sono ritornati per questa occasione speciale. Tra loro Davide Trevisan che per il primo anno ha condiviso il tavolo di regia con Enrico De Stefani. La formazione iniziale era formata infatti da Thomas Paparella, Alberto Boldrini ai microfoni ed appunto Enrico e Davide in regia. 
Poi strada facendo, si sono aggiunte le due voci femminili della rubrica, prima Chiara Stecca e poi Chiara Rodella che si è unita al gruppo dalla seconda stagione della rubrica. Presente per la centesima puntata pure Giuseppe Mortella, un amico della nostra radio che oltre ad essere stato ospite di Polesine Coast to Coast è anche stato conduttore della rubrica Linea di Meta con Andrea Nalio. E' tornato a trovarci pure il rapper Luca Cirigliano, che era stato ospite nella puntata numero 46, un ragazzo molto seguito e conosciuto dai giovani di Rovigo e non solo.
Cirigliano che come ha annunciato durante la trasmissione, ha realizzato il nuovo disco, assieme all'amico Andrea, che sarà diffuso prossimamente. Ospite anche Alessandro Milan che era stato ospite nella puntata 56, assieme al conduttore sportivo Salvatore Binatti ed era tornato alcuni mesi fa. Alessandro compie dei viaggi in luoghi lontani del mondo, in particolare nell'Indocina ed adesso si prepara a compiere un viaggio in Cambogia. E' stata poi la volta di Michele giovane imprenditore che aveva aperto un negozio on line e che adesso è anche diventato uno spazio fisico e non solo virtuale. E' stata poi la volta di Sara Libanore in rapperesentanza del Gruppo Giovani di Arquà Polesine che ha organizzato l'evento con i The Sun, animato proprio dai ragazzi di Polesine Coast to Coast. In studio a portare il loro saluti infine, anche  Giorgia Brandolese ed Emma Borgato.  
Ascolta la puntata












Qui sotto il video della puntata...

sabato 26 marzo 2016

Legambiente e Cei: "Ecco perchè votare SI"


Il 17 aprile saremo chiamati a votare ad un referendum abrogativo sulle trivellazioni in mare, entro le 12 miglia, più o meno entro 22 chilometri dalla costa. Precisamente, saremo chiamati ad abrogare un articolo della legge di Stabilità che permette alle compagnie petrolifere di estrarre senza limiti di tempo, gas e petrolio lungo le coste italiane. Di questo referendum si sta parlando poco, ma noi abbiamo voluto fare chiarezza e capire perchè è importante andare a votare e soprattutto votare sì a questo quesito, con Giorgia Businaro, presidente di Legambiente Veneto.
A favore della abolizione di questo articolo si sono espressi anche i Vescovi Italiani che invitano tutti i cristiani cattolici ad andare a votare anche in coerenza con quanto richiamato nella enciclica di Papa Francesco "Laudato Sii", che è incentrata appunto sul dovere cristiano di salvaguardare il creato. Anche le associazioni dei pescatori e le associazioni del turismo, oltre a quelle ambientaliste si sono schierate
«Averemmo volentieri fatto a meno di questo referendum - ha detto Giorgia - se il nostro Governo avesse messo mano anche a questo quesito come ha fatto con i precedenti. I quesiti propositi dalle Regioni, in opposizione all'art. 38 del Decreto Salva Italia. Parte di queste norme sono state riviste ed è rimato questo unico quesito che riguarda appunto la durata delle concessioni. La norma attuale dice che se nel giacimento di petrolio rimane una goccia di petrolio o un metro cubo di gas, finchè il giacimento non è esaurito la compagnia petrolifera mantiene la propria concessione. Precedentemente invece le concessioni erano  di durata trentennale con possibilità di proroga di vent'anni. Con l'abolizione di questo quesito, noi chiediamo dunque che si torni alla vecchia normativa, quindi la scadenza trentennale delle concessioni. Le ragioni del comitato che propone il No, vale a dire quella dei posti di lavoro che verrebbero persi sono bufale clamorose perchè anche se vincesse il Sì, il 18 aprile non verrebbe chiusa nessuna piattaforma, quindi i posti di lavoro sarebbero garantiti lo stesso ancora per molti anni, fino alla scadenza della concessione. Io porto sempre un esempio in questo caso, chiedendo alle persone: "Voi affittereste la vostra casa a sconosciuti a tempo indeterminato senza la possibilità di ricontrattare il canone di locazione senza la possibilità di chiedere assicurazioni sull'utilizzo dell'immobile? Ecco il nostro mare verrebbe dato in affitto per sempre a delle compagnie petrolifere senza limiti di tempo. Ecco secondo noi questo è sbagliato, come è sbagliato che non se ne parli».
Ascolta la puntata

Qui sotto la locandina del referendum


Fare volontariato in ospedale è stata una bellissima esperienza


Non è vero che ai giovani non interessi il volontariato. Occorre, però, saper fare la proposta giusta. Anna, Lucrezia ed Eleonora, tre studentesse del liceo “Roccati” di Rovigo, hanno provato due brevi esperienze nel periodo estivo. Le raccontano nella nuova puntata di Radio Volontariato, in onda nella seconda metà di marzo. Tutto inizia a scuola. Racconta Lucrezia: “Ero in seconda superiore e, su suggerimento di una professoressa, ho contattato il Csv per conoscere un’associazione in cui fare un’esperienza di volontariato. Poi ho coinvolto le altre”.
 Nel mese di luglio hanno affiancato i volontari dell’Associazione Volontari Ospedalieri di Rovigo, facendo attività di ascolto e supporto a persone ricoverate. In seguito, Lucrezia ed Eleonora, assieme ad alcuni amici, hanno dato una mano all’associazione Olga, occupandosi dell’animazione dei bambini bielorussi in “vacanza terapeutica” nella nostra provincia.
Tutte stanno studiando nell’ambito delle Scienze Umane. “Questa esperienza ci ha aiutato a orientarci verso il futuro e toccare con mano ciò che studiamo nei libri”, dice Eleonora. “In ospedale, ho imparato ad essere umile e capito che molte volte esageriamo i nostri problemi quotidiani”, dice Lucrezia. Anche per Anna l’esperienza in corsia è servita per “imparare ad ascoltare di più le altre persone”. Apparentemente molto più divertente, anche l’animazione con i bambini bielorussi ha insegnato molto. Tra le tante sfide, quella di relazionarsi con ragazzini che non conoscevano una parola di italiano. “Molti ragazzi della nostra età sono interessati al volontariato – spiegano – ma spesso manca l’informazione, non si sa che esiste il Csv e non si conoscono le tante forme di volontariato”. La puntata è condotta da Francesco Casoni e Giulia Ranzani del Centro servizi volontariato di Rovigo. Nel consueto notiziario, oltre alle iniziative delle associazioni, una serie di proposte di impegno tra volontariato saltuario, campi di volontariato estivi e servizio civile per i giovani.
Ascolta la puntata







domenica 20 marzo 2016

Il cinema a Costa? Ci pensa il Cineforaggio!




Sono un gruppo di giovani appassionati di cinema ed a Costa di Rovigo, da qualche anno organizzano delle vere e proprie maratone cinematografiche. I tre componenti di questo gruppo stati ospiti la scorsa settimana alla rubrica Polesine Coast to Coast, condotta in questo caso da Thomas, Alberto e Chiara Rodella, con il supporto in regia di Enrico De Stefani. Due erano presenti in studio, Riccardo Di Giovanni e Mattia Sarti, mentre Mariangela De Luca era in collegamento telefonico, da Pisa dove frequenta l'Università. «Il cineforaggio è un La nostra idea - ha detto Riccardo - è stata quella di spostare, quello che in genere tutti i giovani specialmente fanno nel divano di casa ovvero guardare tantissimi film consecutivamente, per esempio una trilogia assieme agli amici,  in un ambiente più grande in questo caso un teatro, il teatro "Rossi" di Costa. Quindi abbiamo deciso di fare dei veri e propri eventi cinematografici, l'ultimo di questi è stato incentrato sul registra Miyazaki un regista di nicchia che magari non tutti conoscono ed offrendo la possibilità di conoscerlo. Abbiamo iniziato anche un cineforum per i bambini con "Frozen"». Nell'occasione fra l'altro Mariangela si è travestita dal protagonista di questo film ovvero il pupazzo di neve: «E' stato molto divertente - ha detto Mariangela perché ho ricevuto tantissimi abbracci da parte dei bambini».
Questo perché i film sono contornati da altri eventi contestuali: «Per esempio - ha detto Riccardo - abbiamo dato la possibilità ai bambini di fare dei disegni e poi c'era la truccabimbi ed anche due vere cospolayers che si sono vestite da Elsa ed Anna». «L'idea - ha detto Anna è quella di stare insieme non solo per guardare il film, ma anche per fare altre cose come giocare, rispondere a dei quiz a tema del film che viene proiettato».  I ragazzi hanno una loro pagina Facebook ed un loro sito all'indirizzo: http://cineforumilcineforaggio.it.
Ascolta la puntata








Qui sotto una foto dei tre giovani promotori del Cineforaggio


lunedì 14 marzo 2016

Le giornate di primavera del Fai ci portano alla scoperta di Bergantino



Il prossimo fine settimana (sabato 19 marzo e domenica 20 marzo) tornano le Giornate di primavera del FAI. A presentarci questo appuntamento nella rubrica Ponte Radio, è stata ospite Chiara Tosini, presidente della delegazione provinciale del FAI.
L’appuntamento quest’anno è a Bergantino. I luoghi che si potranno visitare sono: la chiesa di San Giorgio Martire (sabato dalle 15.00 alle 17.00 e domenica dalle 14.30 alle 17.00), Il museo della civiltà contadina e centro di documentazione ambientale del territorio (sabato dalle 15 alle 17.00, domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00). Il museo storico della giostra (sabato dalle 15 alle 17.00, domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00) ed il palazzo municipale dove è allestita la mostra documentaria sul musicista Bergantinese Stefano Gobatti (sabato dalle 15 alle 17.00, domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00). Durante la puntata abbiamo avuto modo di intervistare anche il Direttore del Museo della Giostra, il professor Tommaso Zaghini che ci ha spiegato come è nata la tradizione della giostra a Bergantino.
Il programma della giornata è consultabile sul sito del FAI .

Ascolta la puntata


Nella foto qui sotto il prof. Tommaso Zaghini 



MUSEO STORICO DELLA GIOSTRA E
DELLO SPETTACOLO POPOLARE BERGANTINO
(Intervista al Direttore Tommaso Zaghini) 

Come è nata e si è radicata nella mente dei bergantinesi l’idea della giostra, in un ambiente agricolo?
 Stupisce tutti il fatto che Bergantino abbia oggi circa 50 famiglie di spettacolisti itineranti (che in passato erano più di 100) su una popolazione che non arriva a 3000 abitanti. E’una peculiarità di Bergantino, che suscita curiosità anche nei visitatori del Museo Storico della Giostra, i quali immancabilmente pongono la domanda: “Perchè proprio qui, in un paese agricolo, nascono attività legate alle giostre, attività che non hanno alcun rapporto con la società contadina, radicata alla propria terra?”. Qual è stata, insomma, la molla che ha spinto una comunità di fermi a mettersi in un viaggio avventuroso che cambiò radicalmente il loro modo di vivere? Per dare una risposta dobbiamo calarci nella storia degli anni ’20, al periodo della grave crisi economica del ’29, crisi internazionale, ma soprattutto polesana per il male endemico che caratterizzava il Polesine: la diffusa disoccupazione, cui si legava il fenomeno dell’emigrazione. Ed è proprio allora che nasce e si fa strada nella mente di alcuni bergantinesi l’idea di una giostra come alternativa ad un’emigrazione permanente che li avrebbe sradicati dalla propria terra. L’idea della giostra, però, non faceva parte della cultura di questa comunità agricola, ma quell’idea fu puramente occasionale. In quegli anni, infatti, vivevano a Bergantino alcune persone dalla mente fervida, di intelligenza pronta. Sono coloro che diverranno i pionieri della giostra: Umberto Bacchiega, Umberto Favalli e un po’ più tardi Albino Protti, tutti e tre meccanici di biciclette. Erano quelli che, come artigiani, soffrivano di più in una società contadina perchè pagava le riparazioni delle biciclette solo a fine anno, a raccolto concluso. E così, per cercare qualche entrata supplementare, Umberto Favalli aveva inventato una macchina per fare le caramelle che vendeva alle fiere paesane. Lì incontrava anche l’amico Bacchiega, che girava in bicicletta di fiera in fiera per vendere biscotti fatti in casa, sempre per poter “sbarcare il lunario”, come dicevano a quel tempo. Un giorno, ad una fiera paesana, essi videro qualcosa che cambiò loro la vita: un’autopista, una giostra nuova,costituita da una pista ovale su cui correvano automobiline mosse da corrente elettrica, e rimasero sorpresi del fatto che tanta gente accorreva a quella giostra che riproduceva in piccolo, per uso famiglia, il Circuito di Monza appena inaugurato nel 1922. Ecco che cosa poteva risolvere i loro problemi: una giostra! Soprattutto perché per salirci sopra la gente doveva avere i soldi in mano per un pagamento in contanti, mentre i meccanici di biciclette dovevano accontentarsi di un pagamento a fine anno e magari in natura: una bottiglia di latte, un fiasco di vino. E fu così che i due amici, mettendo insieme le loro risorse economiche, cognitive ed umane, riuscirono a ricostruire a modo loro, con tanta semplicità e con grandi sacrifici e debiti quell’autopista della speranza, che a loro sembrava una fabbrica di Il 24 aprile 1929, giorno di fiera, i due meccanici di biciclette presentarono, con grande soddisfazione e orgoglio, la loro giostra sulla piazza di Bergantino, e fu un successo clamoroso, perchè essa, pur nella sua semplicità, rappresentava una grande novità fra le tradizionali altalene e giostre di barchette spinte a mano. Il giorno dopo iniziò il loro primo viaggio verso la prima Fiera che era a Novellara in Emilia: i due amici, che si erano inventati un mestiere nuovo, non potevano immaginare che stavano aprendo una strada sulla quale poi si sarebbero incamminate più di cento famiglie bergantinesi che sceglievano un’emigrazione stagionale per evitarne una permanente. Così, dalla grave crisi economica del ’29, aveva origine lo Spettacolo Viaggiante di Bergantino che a sua volta darà origine più tardi al Distretto Industriale Polesano di Bergantino-Melara, che conta oggi ben 68 imprese.
 Cosa significa oggi la giostra nel territorio altopolesano? 
 Qui la Giostra non è solo uno strumento di divertimento o un fenomeno da baraccone, ma diventa un elemento molto significativo soprattutto sul piano economico e culturale: la giostra qui è fonte di lavoro,di benessere, di sicurezza economica e anche di gratificazione. L’Alto Polesine, infatti, grazie all’intraprendenza locale, è diventato oggi un centro internazionale di produzione di giostre della più avanzata tecnologia e rappresenta un’avanguardia italiana che ha saputo conquistare i più importanti mercati del mondo, riscattandosi così da una secolare depressione economica e sociale. In quest’angolo di Polesine, formato dal territorio di Bergantino, Melara e dei paesi limitrofi, sono concentrate ben 68 aziende legate alla produzione di modernissime attrazioni, di lussuosi caravan, di spettacolari fuochi artificiali e di tutto ciò che può servire ad un Luna Park. Questa produzione, assai specialistica e tecnologicamente avanzata, attrae la clientela che ormai raggiunge Bergantino e l’Alto Polesine da tutta Europa, da vari Paesi dell’Asia, dall’America del Nord e del Sud e dai Paesi Arabi. Ecco perchè scaturisce quasi spontaneamente il Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare proprio a Bergantino, in perfetta sintonia con la realtà socio-economica del territorio altopolesano, collocato, però, nel contesto storico nazionale ed europeo. Non dimentichiamo che a caratterizzare Bergantino non è solo l’attività imprenditoriale, ma anche la presenza nel paese di tante famiglie che possiedono giostre e le portano per le fiere quali spettacolisti itineranti. Sono i cosiddetti Bergantini, gruppi professionali che non vanno confusi con i nomadi zingari, i quali hanno un’altra origine, una storia diversa e costituiscono un’etnia a se stante.
 Cosa racconta il Museo Storico della Giostra? 
 Il Museo di Bergantino è un centro di ricerca unico nel suo genere in Italia, che si occupa del complesso e variegato mondo culturale dello spettacolo popolare di piazza: dalla Fiera mercantile medievale al parco divertimenti dell'800 sino al Luna Park ipertecnologico di oggi. L'esposizione è prevalentemente documentaria, suffragata da curiosi oggetti d'epoca; per esempio, una bella collezione di preziosi e rari strumenti musicali da Fiera dell'800, modellini di giostre antiche e moderne, perfettamente funzionanti, manufatti artistici, immagini e filmati in monitor o in videoproiezione, il tutto lungo un affascinante percorso storico-antropologico dotato dei più moderni strumenti della comunicazione multimediale. Il visitatore che entra nel Museo, è perciò affascinato dal passato e dal presente dell’intero mondo dello spettacolo popolare itinerante, dalla Commedia dell’Arte al Teatro dei Burattini e delle Marionette, dai giochi rituali delle tradizionali feste popolari al Circo Equestre e all’avvento delle giostre che dànno origine al moderno e vertiginoso Luna Park. Il visitatore alla fine comprende che il Luna Park è una realtà molto complessa perché risulta dalla fusione di molte storie, che al Museo vengono analizzate e presentate in forme spettacolari.
 Come è nato il Museo e cosa rappresenta per il Distretto Polesano? 
 Il Museo Storico della Giostra è nato nel 1999 per volontà del Comune di Bergantino, che ne ha elaborato il progetto, e della Provincia di Rovigo, che ha fornito la sede. Fin dalla sua nascita, il Museo ha incontrato il favore e il sostegno, nel campo della ricerca storica, di importanti istituzioni: il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, il Centro Etnografico di Ferrara, l’Accademia dei Concordi di Rovigo. Il che vuol dire che questo tipo di Museo, unico nel suo genere in Italia, è piaciuto subito fin dal suo primo apparire sulla scena del mondo culturale. Nel 2010 il Museo ha ottenuto il riconoscimento da parte della Regione Veneto e un buon finanziamento da parte della Società Arcus del Ministero per i Beni e le Attività Culturali allo scopo di ampliare, arricchire e riallestire il percorso storico del Museo,che è divenuto così meta di un turismo in continua espansione anche in ambito internazionale. Il Museo Storico di Bergantino rappresenta già oggi un punto di sintesi significativo sul piano culturale e socio-economico; per il futuro il Museo ha molto da offrire: rimane, sotto certi aspetti, una risorsa molto promettente che può essere inserita in progetti creativi e lungimiranti da parte del potere politico ed economico. Cultura ed economia, quando si sostengono a vicenda, dànno sempre buoni frutti. Per le singole imprese il Museo Storico della Giostra è già un prestigioso biglietto da visita, per il Distretto Industriale Polesano è un vantaggioso fiore all’occhiello.

venerdì 11 marzo 2016

Il cinema d'autore abita a Polesella


Nona edizione del cineforum "Il cinema racconta" di Polesella. Come negli anni scorsi, anche per questa edizione, abbiamo avuto il piacere di accogliere gli organizzatori della rassegna durante la trasmissione "Per un pugno di film" condotta da Denis Maragno. Sono stati ospiti in studio, Ornella Astolfi, Romolina Trentini, Riccardo Zampieri, Laura Demetri e Sofia Muneratti. Quest'anno il titolo scelto è "Storie che diventano storia" e si svolgerà nell'arco di due mesi con tanti appuntamenti non solo di cinema ma anche di letteratura e arte. C'è già stata una anteprima, lo scorso 26 febbraio con la proiezione del film di Ettore Scola, Ballando Ballando, un omaggio al grande regista da poco scomparso. Sabato 5 marzo c'è stata poi la inaugurazione della mostra di pittura di Mario Chiarion ed il recital vocale strumentale curata dal Centro Veneto Esperienze Musicali. Per quanto riguarda il cinema, gli appuntamenti sono ogni mercoledì alle 21.00 presso la sala Agostiniani di Polesella. Tutte le proiezioni sono ad ingresso gratuito. Il prossimo appuntamento in programma è quello del 16 marzo con il film "Philomena" di Stephen Frears. Si continuerà mercoledì 23 marzo con il film "Still Alice" di Richard Glatzer per poi proseguire mercoledì 30 marzo con il film "Pina" di Wim Wenders. Mercoledì 6 aprile sarà la volta di "The Lady, l'amore per la libertà" di Luc Besson. Mercoledì 13 "We want sex" di Nigel Cole. Mercoledì 20 aprile "Pride" di Metthew Warcus ed infine mercoledì 27 aprile chiusura in grande stile con "Full Monty", film di Peter Cattaneo del 1997. Oltre a questo ogni sabato ci sarà spazio per gli aperitivi letterari, alle ore 17.00. Tutti gli appuntamenti si possono consultare nel depliant che abbiamo inserito in calce al presente post.

Ascolta la puntata





Qui un breve video della puntata

Qui sotto la locandina della rassegna


mercoledì 9 marzo 2016

Con noi la matematica è un gioco da ragazzi!

Ah la matematica! Che paura! Che difficile! Eppure se spiegata nella giusta maniera può diventare qualcosa di affascinante e divertente. Grazie al Festival del Pi Greco che quest'anno vivrà la sua seconda edizione ci sarà modo di vedere la matematica in maniera diversa, avvincente e appassionante.
L'evento che si aprirà ufficialmente il prossimo 11 marzo ci è stato presentato da due delle tre organizzatrici, vale a dire da Annalisa ed Erika Cecchi, nella rubrica "Polesine Coast to Coast" condotta da Thomas Paparella e da Chiara Stecca, con il sostegno in regia di Enrico De Stefani e di Maddì.
La manifestazione si svolge nel contesto della Giornata del Pi Greco, che è stata istituita alcuni anni fa e si celebra in tutto il mondo il 14 marzo (Giocando sul fatto che il numero del Pi Greco è 3,14).
«Ad aprire l'edizione di quest'anno - ha spiegato Annalisa - sarà Fernando Ferroni, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. L'incontro si svolgerà nel salone del grano della Camera di Commercio di Rovigo e vedrà la partecipazione anche di Silvia Bencivelli, giornalista scientifica». L'evento è organizzato dalla società "La vite di Archimede", fondata nel 2010 da Annalisa Cecchi e da Anna Marchesini. «E' una società che si occupa proprio della divulgazione scientifica all'interno delle scuole». L'evento è promosso dalla Provincia di Rovigo, con il sostegno della Fondazione Cariparo ed il patrocinio del CUR, della Camera di Commercio di Rovigo e del Comune di Rovigo.
Il 14 marzo sono in programma delle vere e proprie gare di matematica per gli studenti delle medie e delle superiori e poi nei giorni 18, 19, 20 marzo in vari luoghi della città di Rovigo sono previsti laboratori, gare di matematica, incontri, spettacoli e mostre.
Il programma preciso della manifestazione è disponibile sul sito www.pigrecorovigo.it. E' disponibile inoltre la pagina Facebook dell'evento.


















Questa la locandina dell'evento:



venerdì 4 marzo 2016

Avis Polesana, un'associazione sempre più giovane!


L’Avis polesana ha lo sguardo rivolto al futuro. Con 52 sedi comunali e 11 mila iscritti, in questi anni ha realizzato alcuni importanti progetti e ha messo al centro il tema del rinnovamento, che passa per il coinvolgimento dei giovani.
Alla guida dell’Avis provinciale di Rovigo nell’ultimo triennio, il presidente Massimo Varliero è l’ospite della puntata di “Radio Volontariato” in onda nella prima metà di marzo. Con l’occasione dell’assemblea annuale – che si svolge il 19 marzo ad Adria – abbiamo fatto il punto sulle novità, i risultati e le prospettive della più nota associazione di donatori di sangue.
Innanzitutto, il punto sull’anno ormai concluso: “Nonostante una leggera flessione del numero di donatori, si sono iscritti moltissimi giovani tra 18 e 35 anni e sono aumentate le donazioni, circa 21 mila nel 2015”.
I giovani sono stati fin dal principio una delle priorità del mandato dell’attuale presidente.
“Nel 2016 organizzeremo corsi di formazione, che saranno curati dai giovani. Dobbiamo dare dinamicità all’associazione, perché sia adatta ai giovani, alle loro esigenze e ai loro tempi”. 
In quest’ottica è nato anche il primo Gruppo giovani provinciale, che conta attualmente 26 iscritti e organizza attività soprattutto verso il mondo della scuola, fin dalla più giovane età.
Negli ultimi anni, l’Avis provinciale si è distinta anche oltre i confini del Polesine, ad esempio per l’Ufficio unico di chiamata, una realtà unica a livello regionale e oggetto di interesse anche a livello nazionale. Rispondendo alle peculiarità del nostro territorio, rende più efficiente il sistema della donazione: “Grazie a questo Ufficio facciamo sì che si doni esattamente il sangue di cui c’è bisogno. I donatori, così, sanno che non va sprecata nemmeno una goccia”.
Altro risultato importante è il protocollo siglato l’anno scorso a Fratta Polesine con l’Aido, che ufficializza la collaborazione tra le due associazioni di donatori. “Per quanto ci riguarda, sancisce un rapporto che esisteva già. Da tempo siamo convinti che occorre unire le forze, perché entrambe le associazioni hanno lo scopo di servire i malati”.

La puntata è condotta da Francesco Casoni e Giulia Ranzani del Centro servizi volontariato di Rovigo.

Ascolta la puntata

 




domenica 27 marzo 2016

Polesine Coast to Coast arriva a 100 puntate e festeggia


Raggiunto il traguardo delle prime 100 puntate, i ragazzi di Polesine Coast to Coast hanno deciso di festeggiare invitando in trasmissione moltissimi degli ospiti che sono passati negli studi di Radio Kolbe in questi due anni di esperienza.
Tanti di loro non hanno potuto essere presenti ma diversi hanno accolto l'invito e sono ritornati per questa occasione speciale. Tra loro Davide Trevisan che per il primo anno ha condiviso il tavolo di regia con Enrico De Stefani. La formazione iniziale era formata infatti da Thomas Paparella, Alberto Boldrini ai microfoni ed appunto Enrico e Davide in regia. 
Poi strada facendo, si sono aggiunte le due voci femminili della rubrica, prima Chiara Stecca e poi Chiara Rodella che si è unita al gruppo dalla seconda stagione della rubrica. Presente per la centesima puntata pure Giuseppe Mortella, un amico della nostra radio che oltre ad essere stato ospite di Polesine Coast to Coast è anche stato conduttore della rubrica Linea di Meta con Andrea Nalio. E' tornato a trovarci pure il rapper Luca Cirigliano, che era stato ospite nella puntata numero 46, un ragazzo molto seguito e conosciuto dai giovani di Rovigo e non solo.
Cirigliano che come ha annunciato durante la trasmissione, ha realizzato il nuovo disco, assieme all'amico Andrea, che sarà diffuso prossimamente. Ospite anche Alessandro Milan che era stato ospite nella puntata 56, assieme al conduttore sportivo Salvatore Binatti ed era tornato alcuni mesi fa. Alessandro compie dei viaggi in luoghi lontani del mondo, in particolare nell'Indocina ed adesso si prepara a compiere un viaggio in Cambogia. E' stata poi la volta di Michele giovane imprenditore che aveva aperto un negozio on line e che adesso è anche diventato uno spazio fisico e non solo virtuale. E' stata poi la volta di Sara Libanore in rapperesentanza del Gruppo Giovani di Arquà Polesine che ha organizzato l'evento con i The Sun, animato proprio dai ragazzi di Polesine Coast to Coast. In studio a portare il loro saluti infine, anche  Giorgia Brandolese ed Emma Borgato.  
Ascolta la puntata












Qui sotto il video della puntata...

sabato 26 marzo 2016

Legambiente e Cei: "Ecco perchè votare SI"


Il 17 aprile saremo chiamati a votare ad un referendum abrogativo sulle trivellazioni in mare, entro le 12 miglia, più o meno entro 22 chilometri dalla costa. Precisamente, saremo chiamati ad abrogare un articolo della legge di Stabilità che permette alle compagnie petrolifere di estrarre senza limiti di tempo, gas e petrolio lungo le coste italiane. Di questo referendum si sta parlando poco, ma noi abbiamo voluto fare chiarezza e capire perchè è importante andare a votare e soprattutto votare sì a questo quesito, con Giorgia Businaro, presidente di Legambiente Veneto.
A favore della abolizione di questo articolo si sono espressi anche i Vescovi Italiani che invitano tutti i cristiani cattolici ad andare a votare anche in coerenza con quanto richiamato nella enciclica di Papa Francesco "Laudato Sii", che è incentrata appunto sul dovere cristiano di salvaguardare il creato. Anche le associazioni dei pescatori e le associazioni del turismo, oltre a quelle ambientaliste si sono schierate
«Averemmo volentieri fatto a meno di questo referendum - ha detto Giorgia - se il nostro Governo avesse messo mano anche a questo quesito come ha fatto con i precedenti. I quesiti propositi dalle Regioni, in opposizione all'art. 38 del Decreto Salva Italia. Parte di queste norme sono state riviste ed è rimato questo unico quesito che riguarda appunto la durata delle concessioni. La norma attuale dice che se nel giacimento di petrolio rimane una goccia di petrolio o un metro cubo di gas, finchè il giacimento non è esaurito la compagnia petrolifera mantiene la propria concessione. Precedentemente invece le concessioni erano  di durata trentennale con possibilità di proroga di vent'anni. Con l'abolizione di questo quesito, noi chiediamo dunque che si torni alla vecchia normativa, quindi la scadenza trentennale delle concessioni. Le ragioni del comitato che propone il No, vale a dire quella dei posti di lavoro che verrebbero persi sono bufale clamorose perchè anche se vincesse il Sì, il 18 aprile non verrebbe chiusa nessuna piattaforma, quindi i posti di lavoro sarebbero garantiti lo stesso ancora per molti anni, fino alla scadenza della concessione. Io porto sempre un esempio in questo caso, chiedendo alle persone: "Voi affittereste la vostra casa a sconosciuti a tempo indeterminato senza la possibilità di ricontrattare il canone di locazione senza la possibilità di chiedere assicurazioni sull'utilizzo dell'immobile? Ecco il nostro mare verrebbe dato in affitto per sempre a delle compagnie petrolifere senza limiti di tempo. Ecco secondo noi questo è sbagliato, come è sbagliato che non se ne parli».
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Qui sotto la locandina del referendum


Fare volontariato in ospedale è stata una bellissima esperienza


Non è vero che ai giovani non interessi il volontariato. Occorre, però, saper fare la proposta giusta. Anna, Lucrezia ed Eleonora, tre studentesse del liceo “Roccati” di Rovigo, hanno provato due brevi esperienze nel periodo estivo. Le raccontano nella nuova puntata di Radio Volontariato, in onda nella seconda metà di marzo. Tutto inizia a scuola. Racconta Lucrezia: “Ero in seconda superiore e, su suggerimento di una professoressa, ho contattato il Csv per conoscere un’associazione in cui fare un’esperienza di volontariato. Poi ho coinvolto le altre”.
 Nel mese di luglio hanno affiancato i volontari dell’Associazione Volontari Ospedalieri di Rovigo, facendo attività di ascolto e supporto a persone ricoverate. In seguito, Lucrezia ed Eleonora, assieme ad alcuni amici, hanno dato una mano all’associazione Olga, occupandosi dell’animazione dei bambini bielorussi in “vacanza terapeutica” nella nostra provincia.
Tutte stanno studiando nell’ambito delle Scienze Umane. “Questa esperienza ci ha aiutato a orientarci verso il futuro e toccare con mano ciò che studiamo nei libri”, dice Eleonora. “In ospedale, ho imparato ad essere umile e capito che molte volte esageriamo i nostri problemi quotidiani”, dice Lucrezia. Anche per Anna l’esperienza in corsia è servita per “imparare ad ascoltare di più le altre persone”. Apparentemente molto più divertente, anche l’animazione con i bambini bielorussi ha insegnato molto. Tra le tante sfide, quella di relazionarsi con ragazzini che non conoscevano una parola di italiano. “Molti ragazzi della nostra età sono interessati al volontariato – spiegano – ma spesso manca l’informazione, non si sa che esiste il Csv e non si conoscono le tante forme di volontariato”. La puntata è condotta da Francesco Casoni e Giulia Ranzani del Centro servizi volontariato di Rovigo. Nel consueto notiziario, oltre alle iniziative delle associazioni, una serie di proposte di impegno tra volontariato saltuario, campi di volontariato estivi e servizio civile per i giovani.
Ascolta la puntata







domenica 20 marzo 2016

Il cinema a Costa? Ci pensa il Cineforaggio!




Sono un gruppo di giovani appassionati di cinema ed a Costa di Rovigo, da qualche anno organizzano delle vere e proprie maratone cinematografiche. I tre componenti di questo gruppo stati ospiti la scorsa settimana alla rubrica Polesine Coast to Coast, condotta in questo caso da Thomas, Alberto e Chiara Rodella, con il supporto in regia di Enrico De Stefani. Due erano presenti in studio, Riccardo Di Giovanni e Mattia Sarti, mentre Mariangela De Luca era in collegamento telefonico, da Pisa dove frequenta l'Università. «Il cineforaggio è un La nostra idea - ha detto Riccardo - è stata quella di spostare, quello che in genere tutti i giovani specialmente fanno nel divano di casa ovvero guardare tantissimi film consecutivamente, per esempio una trilogia assieme agli amici,  in un ambiente più grande in questo caso un teatro, il teatro "Rossi" di Costa. Quindi abbiamo deciso di fare dei veri e propri eventi cinematografici, l'ultimo di questi è stato incentrato sul registra Miyazaki un regista di nicchia che magari non tutti conoscono ed offrendo la possibilità di conoscerlo. Abbiamo iniziato anche un cineforum per i bambini con "Frozen"». Nell'occasione fra l'altro Mariangela si è travestita dal protagonista di questo film ovvero il pupazzo di neve: «E' stato molto divertente - ha detto Mariangela perché ho ricevuto tantissimi abbracci da parte dei bambini».
Questo perché i film sono contornati da altri eventi contestuali: «Per esempio - ha detto Riccardo - abbiamo dato la possibilità ai bambini di fare dei disegni e poi c'era la truccabimbi ed anche due vere cospolayers che si sono vestite da Elsa ed Anna». «L'idea - ha detto Anna è quella di stare insieme non solo per guardare il film, ma anche per fare altre cose come giocare, rispondere a dei quiz a tema del film che viene proiettato».  I ragazzi hanno una loro pagina Facebook ed un loro sito all'indirizzo: http://cineforumilcineforaggio.it.
Ascolta la puntata








Qui sotto una foto dei tre giovani promotori del Cineforaggio


lunedì 14 marzo 2016

Le giornate di primavera del Fai ci portano alla scoperta di Bergantino



Il prossimo fine settimana (sabato 19 marzo e domenica 20 marzo) tornano le Giornate di primavera del FAI. A presentarci questo appuntamento nella rubrica Ponte Radio, è stata ospite Chiara Tosini, presidente della delegazione provinciale del FAI.
L’appuntamento quest’anno è a Bergantino. I luoghi che si potranno visitare sono: la chiesa di San Giorgio Martire (sabato dalle 15.00 alle 17.00 e domenica dalle 14.30 alle 17.00), Il museo della civiltà contadina e centro di documentazione ambientale del territorio (sabato dalle 15 alle 17.00, domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00). Il museo storico della giostra (sabato dalle 15 alle 17.00, domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00) ed il palazzo municipale dove è allestita la mostra documentaria sul musicista Bergantinese Stefano Gobatti (sabato dalle 15 alle 17.00, domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00). Durante la puntata abbiamo avuto modo di intervistare anche il Direttore del Museo della Giostra, il professor Tommaso Zaghini che ci ha spiegato come è nata la tradizione della giostra a Bergantino.
Il programma della giornata è consultabile sul sito del FAI .

Ascolta la puntata


Nella foto qui sotto il prof. Tommaso Zaghini 



MUSEO STORICO DELLA GIOSTRA E
DELLO SPETTACOLO POPOLARE BERGANTINO
(Intervista al Direttore Tommaso Zaghini) 

Come è nata e si è radicata nella mente dei bergantinesi l’idea della giostra, in un ambiente agricolo?
 Stupisce tutti il fatto che Bergantino abbia oggi circa 50 famiglie di spettacolisti itineranti (che in passato erano più di 100) su una popolazione che non arriva a 3000 abitanti. E’una peculiarità di Bergantino, che suscita curiosità anche nei visitatori del Museo Storico della Giostra, i quali immancabilmente pongono la domanda: “Perchè proprio qui, in un paese agricolo, nascono attività legate alle giostre, attività che non hanno alcun rapporto con la società contadina, radicata alla propria terra?”. Qual è stata, insomma, la molla che ha spinto una comunità di fermi a mettersi in un viaggio avventuroso che cambiò radicalmente il loro modo di vivere? Per dare una risposta dobbiamo calarci nella storia degli anni ’20, al periodo della grave crisi economica del ’29, crisi internazionale, ma soprattutto polesana per il male endemico che caratterizzava il Polesine: la diffusa disoccupazione, cui si legava il fenomeno dell’emigrazione. Ed è proprio allora che nasce e si fa strada nella mente di alcuni bergantinesi l’idea di una giostra come alternativa ad un’emigrazione permanente che li avrebbe sradicati dalla propria terra. L’idea della giostra, però, non faceva parte della cultura di questa comunità agricola, ma quell’idea fu puramente occasionale. In quegli anni, infatti, vivevano a Bergantino alcune persone dalla mente fervida, di intelligenza pronta. Sono coloro che diverranno i pionieri della giostra: Umberto Bacchiega, Umberto Favalli e un po’ più tardi Albino Protti, tutti e tre meccanici di biciclette. Erano quelli che, come artigiani, soffrivano di più in una società contadina perchè pagava le riparazioni delle biciclette solo a fine anno, a raccolto concluso. E così, per cercare qualche entrata supplementare, Umberto Favalli aveva inventato una macchina per fare le caramelle che vendeva alle fiere paesane. Lì incontrava anche l’amico Bacchiega, che girava in bicicletta di fiera in fiera per vendere biscotti fatti in casa, sempre per poter “sbarcare il lunario”, come dicevano a quel tempo. Un giorno, ad una fiera paesana, essi videro qualcosa che cambiò loro la vita: un’autopista, una giostra nuova,costituita da una pista ovale su cui correvano automobiline mosse da corrente elettrica, e rimasero sorpresi del fatto che tanta gente accorreva a quella giostra che riproduceva in piccolo, per uso famiglia, il Circuito di Monza appena inaugurato nel 1922. Ecco che cosa poteva risolvere i loro problemi: una giostra! Soprattutto perché per salirci sopra la gente doveva avere i soldi in mano per un pagamento in contanti, mentre i meccanici di biciclette dovevano accontentarsi di un pagamento a fine anno e magari in natura: una bottiglia di latte, un fiasco di vino. E fu così che i due amici, mettendo insieme le loro risorse economiche, cognitive ed umane, riuscirono a ricostruire a modo loro, con tanta semplicità e con grandi sacrifici e debiti quell’autopista della speranza, che a loro sembrava una fabbrica di Il 24 aprile 1929, giorno di fiera, i due meccanici di biciclette presentarono, con grande soddisfazione e orgoglio, la loro giostra sulla piazza di Bergantino, e fu un successo clamoroso, perchè essa, pur nella sua semplicità, rappresentava una grande novità fra le tradizionali altalene e giostre di barchette spinte a mano. Il giorno dopo iniziò il loro primo viaggio verso la prima Fiera che era a Novellara in Emilia: i due amici, che si erano inventati un mestiere nuovo, non potevano immaginare che stavano aprendo una strada sulla quale poi si sarebbero incamminate più di cento famiglie bergantinesi che sceglievano un’emigrazione stagionale per evitarne una permanente. Così, dalla grave crisi economica del ’29, aveva origine lo Spettacolo Viaggiante di Bergantino che a sua volta darà origine più tardi al Distretto Industriale Polesano di Bergantino-Melara, che conta oggi ben 68 imprese.
 Cosa significa oggi la giostra nel territorio altopolesano? 
 Qui la Giostra non è solo uno strumento di divertimento o un fenomeno da baraccone, ma diventa un elemento molto significativo soprattutto sul piano economico e culturale: la giostra qui è fonte di lavoro,di benessere, di sicurezza economica e anche di gratificazione. L’Alto Polesine, infatti, grazie all’intraprendenza locale, è diventato oggi un centro internazionale di produzione di giostre della più avanzata tecnologia e rappresenta un’avanguardia italiana che ha saputo conquistare i più importanti mercati del mondo, riscattandosi così da una secolare depressione economica e sociale. In quest’angolo di Polesine, formato dal territorio di Bergantino, Melara e dei paesi limitrofi, sono concentrate ben 68 aziende legate alla produzione di modernissime attrazioni, di lussuosi caravan, di spettacolari fuochi artificiali e di tutto ciò che può servire ad un Luna Park. Questa produzione, assai specialistica e tecnologicamente avanzata, attrae la clientela che ormai raggiunge Bergantino e l’Alto Polesine da tutta Europa, da vari Paesi dell’Asia, dall’America del Nord e del Sud e dai Paesi Arabi. Ecco perchè scaturisce quasi spontaneamente il Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare proprio a Bergantino, in perfetta sintonia con la realtà socio-economica del territorio altopolesano, collocato, però, nel contesto storico nazionale ed europeo. Non dimentichiamo che a caratterizzare Bergantino non è solo l’attività imprenditoriale, ma anche la presenza nel paese di tante famiglie che possiedono giostre e le portano per le fiere quali spettacolisti itineranti. Sono i cosiddetti Bergantini, gruppi professionali che non vanno confusi con i nomadi zingari, i quali hanno un’altra origine, una storia diversa e costituiscono un’etnia a se stante.
 Cosa racconta il Museo Storico della Giostra? 
 Il Museo di Bergantino è un centro di ricerca unico nel suo genere in Italia, che si occupa del complesso e variegato mondo culturale dello spettacolo popolare di piazza: dalla Fiera mercantile medievale al parco divertimenti dell'800 sino al Luna Park ipertecnologico di oggi. L'esposizione è prevalentemente documentaria, suffragata da curiosi oggetti d'epoca; per esempio, una bella collezione di preziosi e rari strumenti musicali da Fiera dell'800, modellini di giostre antiche e moderne, perfettamente funzionanti, manufatti artistici, immagini e filmati in monitor o in videoproiezione, il tutto lungo un affascinante percorso storico-antropologico dotato dei più moderni strumenti della comunicazione multimediale. Il visitatore che entra nel Museo, è perciò affascinato dal passato e dal presente dell’intero mondo dello spettacolo popolare itinerante, dalla Commedia dell’Arte al Teatro dei Burattini e delle Marionette, dai giochi rituali delle tradizionali feste popolari al Circo Equestre e all’avvento delle giostre che dànno origine al moderno e vertiginoso Luna Park. Il visitatore alla fine comprende che il Luna Park è una realtà molto complessa perché risulta dalla fusione di molte storie, che al Museo vengono analizzate e presentate in forme spettacolari.
 Come è nato il Museo e cosa rappresenta per il Distretto Polesano? 
 Il Museo Storico della Giostra è nato nel 1999 per volontà del Comune di Bergantino, che ne ha elaborato il progetto, e della Provincia di Rovigo, che ha fornito la sede. Fin dalla sua nascita, il Museo ha incontrato il favore e il sostegno, nel campo della ricerca storica, di importanti istituzioni: il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, il Centro Etnografico di Ferrara, l’Accademia dei Concordi di Rovigo. Il che vuol dire che questo tipo di Museo, unico nel suo genere in Italia, è piaciuto subito fin dal suo primo apparire sulla scena del mondo culturale. Nel 2010 il Museo ha ottenuto il riconoscimento da parte della Regione Veneto e un buon finanziamento da parte della Società Arcus del Ministero per i Beni e le Attività Culturali allo scopo di ampliare, arricchire e riallestire il percorso storico del Museo,che è divenuto così meta di un turismo in continua espansione anche in ambito internazionale. Il Museo Storico di Bergantino rappresenta già oggi un punto di sintesi significativo sul piano culturale e socio-economico; per il futuro il Museo ha molto da offrire: rimane, sotto certi aspetti, una risorsa molto promettente che può essere inserita in progetti creativi e lungimiranti da parte del potere politico ed economico. Cultura ed economia, quando si sostengono a vicenda, dànno sempre buoni frutti. Per le singole imprese il Museo Storico della Giostra è già un prestigioso biglietto da visita, per il Distretto Industriale Polesano è un vantaggioso fiore all’occhiello.

venerdì 11 marzo 2016

Il cinema d'autore abita a Polesella


Nona edizione del cineforum "Il cinema racconta" di Polesella. Come negli anni scorsi, anche per questa edizione, abbiamo avuto il piacere di accogliere gli organizzatori della rassegna durante la trasmissione "Per un pugno di film" condotta da Denis Maragno. Sono stati ospiti in studio, Ornella Astolfi, Romolina Trentini, Riccardo Zampieri, Laura Demetri e Sofia Muneratti. Quest'anno il titolo scelto è "Storie che diventano storia" e si svolgerà nell'arco di due mesi con tanti appuntamenti non solo di cinema ma anche di letteratura e arte. C'è già stata una anteprima, lo scorso 26 febbraio con la proiezione del film di Ettore Scola, Ballando Ballando, un omaggio al grande regista da poco scomparso. Sabato 5 marzo c'è stata poi la inaugurazione della mostra di pittura di Mario Chiarion ed il recital vocale strumentale curata dal Centro Veneto Esperienze Musicali. Per quanto riguarda il cinema, gli appuntamenti sono ogni mercoledì alle 21.00 presso la sala Agostiniani di Polesella. Tutte le proiezioni sono ad ingresso gratuito. Il prossimo appuntamento in programma è quello del 16 marzo con il film "Philomena" di Stephen Frears. Si continuerà mercoledì 23 marzo con il film "Still Alice" di Richard Glatzer per poi proseguire mercoledì 30 marzo con il film "Pina" di Wim Wenders. Mercoledì 6 aprile sarà la volta di "The Lady, l'amore per la libertà" di Luc Besson. Mercoledì 13 "We want sex" di Nigel Cole. Mercoledì 20 aprile "Pride" di Metthew Warcus ed infine mercoledì 27 aprile chiusura in grande stile con "Full Monty", film di Peter Cattaneo del 1997. Oltre a questo ogni sabato ci sarà spazio per gli aperitivi letterari, alle ore 17.00. Tutti gli appuntamenti si possono consultare nel depliant che abbiamo inserito in calce al presente post.

Ascolta la puntata





Qui un breve video della puntata

Qui sotto la locandina della rassegna


mercoledì 9 marzo 2016

Con noi la matematica è un gioco da ragazzi!

Ah la matematica! Che paura! Che difficile! Eppure se spiegata nella giusta maniera può diventare qualcosa di affascinante e divertente. Grazie al Festival del Pi Greco che quest'anno vivrà la sua seconda edizione ci sarà modo di vedere la matematica in maniera diversa, avvincente e appassionante.
L'evento che si aprirà ufficialmente il prossimo 11 marzo ci è stato presentato da due delle tre organizzatrici, vale a dire da Annalisa ed Erika Cecchi, nella rubrica "Polesine Coast to Coast" condotta da Thomas Paparella e da Chiara Stecca, con il sostegno in regia di Enrico De Stefani e di Maddì.
La manifestazione si svolge nel contesto della Giornata del Pi Greco, che è stata istituita alcuni anni fa e si celebra in tutto il mondo il 14 marzo (Giocando sul fatto che il numero del Pi Greco è 3,14).
«Ad aprire l'edizione di quest'anno - ha spiegato Annalisa - sarà Fernando Ferroni, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. L'incontro si svolgerà nel salone del grano della Camera di Commercio di Rovigo e vedrà la partecipazione anche di Silvia Bencivelli, giornalista scientifica». L'evento è organizzato dalla società "La vite di Archimede", fondata nel 2010 da Annalisa Cecchi e da Anna Marchesini. «E' una società che si occupa proprio della divulgazione scientifica all'interno delle scuole». L'evento è promosso dalla Provincia di Rovigo, con il sostegno della Fondazione Cariparo ed il patrocinio del CUR, della Camera di Commercio di Rovigo e del Comune di Rovigo.
Il 14 marzo sono in programma delle vere e proprie gare di matematica per gli studenti delle medie e delle superiori e poi nei giorni 18, 19, 20 marzo in vari luoghi della città di Rovigo sono previsti laboratori, gare di matematica, incontri, spettacoli e mostre.
Il programma preciso della manifestazione è disponibile sul sito www.pigrecorovigo.it. E' disponibile inoltre la pagina Facebook dell'evento.


















Questa la locandina dell'evento:



venerdì 4 marzo 2016

Avis Polesana, un'associazione sempre più giovane!


L’Avis polesana ha lo sguardo rivolto al futuro. Con 52 sedi comunali e 11 mila iscritti, in questi anni ha realizzato alcuni importanti progetti e ha messo al centro il tema del rinnovamento, che passa per il coinvolgimento dei giovani.
Alla guida dell’Avis provinciale di Rovigo nell’ultimo triennio, il presidente Massimo Varliero è l’ospite della puntata di “Radio Volontariato” in onda nella prima metà di marzo. Con l’occasione dell’assemblea annuale – che si svolge il 19 marzo ad Adria – abbiamo fatto il punto sulle novità, i risultati e le prospettive della più nota associazione di donatori di sangue.
Innanzitutto, il punto sull’anno ormai concluso: “Nonostante una leggera flessione del numero di donatori, si sono iscritti moltissimi giovani tra 18 e 35 anni e sono aumentate le donazioni, circa 21 mila nel 2015”.
I giovani sono stati fin dal principio una delle priorità del mandato dell’attuale presidente.
“Nel 2016 organizzeremo corsi di formazione, che saranno curati dai giovani. Dobbiamo dare dinamicità all’associazione, perché sia adatta ai giovani, alle loro esigenze e ai loro tempi”. 
In quest’ottica è nato anche il primo Gruppo giovani provinciale, che conta attualmente 26 iscritti e organizza attività soprattutto verso il mondo della scuola, fin dalla più giovane età.
Negli ultimi anni, l’Avis provinciale si è distinta anche oltre i confini del Polesine, ad esempio per l’Ufficio unico di chiamata, una realtà unica a livello regionale e oggetto di interesse anche a livello nazionale. Rispondendo alle peculiarità del nostro territorio, rende più efficiente il sistema della donazione: “Grazie a questo Ufficio facciamo sì che si doni esattamente il sangue di cui c’è bisogno. I donatori, così, sanno che non va sprecata nemmeno una goccia”.
Altro risultato importante è il protocollo siglato l’anno scorso a Fratta Polesine con l’Aido, che ufficializza la collaborazione tra le due associazioni di donatori. “Per quanto ci riguarda, sancisce un rapporto che esisteva già. Da tempo siamo convinti che occorre unire le forze, perché entrambe le associazioni hanno lo scopo di servire i malati”.

La puntata è condotta da Francesco Casoni e Giulia Ranzani del Centro servizi volontariato di Rovigo.

Ascolta la puntata