martedì 30 giugno 2015

Il Bersagliere Edo Lubian e ....Chiara a Radio Deejay


Puntata ibrida di Polesine Coast to coast la numero 74, che vede presenti in studio anche i conduttori di Linea di meta, Andrea Nalio e Giuseppe Mortella, oltre ovviamente a Thomas Paparella, Alberto Boldrini e Chiara Rodella.
Tutto perché è stato ospite nientemeno che Edoardo Lubian, il giocatore della Rugby Rovigo Delta, sicuramente uno dei più amati dai tifosi rossoblù, per la sua simpatia e per la sua spontaneità. E anche perché è frutto proprio del vivaio rodigino.
Edoardo ha raccontato come è nata la sua passione per il rugby: «giocavo a calcio nel ruolo di portiere - ha raccontato Edoardo - ma con scarsissimi risultati poi ho incontrato Pietro Saltarelli che mi ha portato una volta a Rugby e mi ha emozionato già dal primo allenamento». Quando ha iniziato lui a giocare, da piccolo, il rugby non era così popolare, certo a Rovigo ha una tradizione di lunga data ma in questi ultimi anni ha guadagnato certamente di popolarità: «E' diventato più social», come ha detto Edoardo.
Edoardo è uno di quei ragazzi che ce l'ha fatta, ha fatto il salto dalle giovanili alla prima squadra, invece per tanti ragazzi che si avvicinano a questo sport, non va proprio a finire così: «E' un grandissimo onore giocare per la mia città e non immagino altre squadre se non quella di Rovigo, sono riuscito ad arrivare a questo livello credo sia perché ci ho creduto fino in fondo ed ho realizzato il mio sogno di giocare per questa maglietta. Chiara ha chiesto cosa si prova, quali emozioni si vivono prima di giocare una partita importante come una finale scudetto: «Ognuno la vive a suo modo, io sono sempre un po' nervoso, qualcuno ascolta musica, qualcun'altro fa stretching, poi però ci riuniamo e parliamo della partita, dei piani di gioco, la finale è solo l'ultima partita ma la routine del prepartita non cambia rispetto alle altre. Poi facciamo delle urla per caricarci». Alberto ha chiesto quanto tempo alla settimana dedica al rugby: «sei un semiprofessionista quindi ci alleniamo tutte le mattine e un po'  anche il pomeriggio per sei sette volte alla settimana poi alla fine c'è il match di chiusura». Nel tempo che gli rimane Edoardo studia all'Università, alla facoltà di Farmacia a Ferrara.
L'altra news della puntata è stata l'esperienza di Chiara, che pochi giorni fa, è stata protagonista di una  telefonata in diretta alla trasmissione Deejay chiama Italia, su Radio Deejay. Chiara è stata intervistata dai conduttori Linus e Nicola Savino, sull'argomento "Beatles" che Chiara ama particolarmente, pur essendo giovanissima. E proprio questa caratteristica ha incuriosito i due conduttori.

Ascolta la puntata:








sdasdasdaas

giovedì 25 giugno 2015

"Avanziunacena", giovani universitari contro lo spreco alimentare



"Avanziunacena" è il progetto ideato da quattro studenti dell'Università di Padova per un concorso di Pubblicità Progresso: una campagna di sensibilizzazione contro gli sprechi alimentari, attraverso mezzi e linguaggi non convenzionali.
 A raccontarcelo, nella prima puntata di luglio di "Radio Volontariato", è Giulia Martello, già voce della trasmissione nella scorsa stagione, accompagnata dai compagni di corso Silvia, Michele e Tobia.
Sono loro gli ideatori della campagna, che ha toccato le province di Padova e Rovigo con un'originale iniziativa. Un tavolino apparecchiato, due sedie e alcuni piatti realizzati con cibi destinati altrimenti ad essere buttati.
 Una situazione che i quattro ragazzi di "Avanziunacena" hanno creato in alcuni luoghi pubblici, invitando le persone a sedersi a tavola. "L'obiettivo era realizzare una campagna pubblicitaria per il concorso 'On the move' di Pubblicità Progresso", spiega Giulia. Il tutto è partito dalla spinta del professor Vittorio Montieri, docente di comunicazione all'Università di Padova. "Ci siamo conosciuti allo stesso corso - spiega Tobia - Siamo stati coinvolti nella realizzazione di un progetto di comunicazione non convenzionale, che non usasse i canali tradizionali, ad esempio la stampa".
 "E' l'anno dell'Expo dedicato all'alimentazione - spiega Silvia - Il tema degli sprechi alimentari è quello che da subito ci ha convinti tutti". Un ruolo cruciale l'hanno avuto le persone fermate per strada e coinvolte nell'azione di sensibilizzazione: "A Rovigo abbiamo scelto i giardini del Castello come location. Tutti hanno risposto con entusiasmo e interesse, partecipando attivamente", racconta Michele. Ogni anno, spiega ancora Tobia, solo in Italia si getta cibo per un valore di 40 miliardi, specie nei supermercati e nella grande distribuzione.
 La lotta agli sprechi alimentari, dunque, ha anche un'importante risvolto economico e di giustizia sociale. La campagna è anche su Facebook, all'indirizzo www.facebook.com/avanziunacena. La puntata è condotta da Francesco Casoni e Giulia Ranzani del Centro di Servizio per il Volontariato di Rovigo.

Ascolta la puntata:



Qui sotto alcuni momenti dell'intervista in radio....






Qui sotto il loro video:

martedì 23 giugno 2015

Leggiamo l'enciclica Laudato si' di Papa Francesco


La rubrica Cercatori di Bellezza, questa settimana inizia un percorso di lettura della nuova enciclica di Papa Francesco intitolata "Laudato Sì" e incentrata sulle problematiche ambientali.
Salvatore, Nazzareno e Giorgio, leggono e commentano in questa prima puntata, il primo dei sei capitoli di cui è composta l'enciclica.  «Questa sorella - scrive Papa Francesco - protesta per il male che le  provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e  dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla».
Papa Benedetto fin dalle prime battute ricorda gli interventi fatti dai suoi predecessori, Papa Paolo VI con la enciclica "Pacem in terris", Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, con cui richiamavano l'uomo alla rispetto e alla custodia del creato. Ricorda anche l'impegno del Patriarca ortodosso, Barolomeo di Costantinopoli, nella battaglia per il rispetto della terra.
Gli intensi ritmi di vita e di lavoro portano ad una sorta di "rapidizzazione" e questo è in contrasto con la naturale lentezza dell'evoluzione biologica.
Ascolta la puntata


lunedì 22 giugno 2015

Il Cuore Immacolato di Maria




La rubrica del Centro Mariano di Rovigo, affronta questa settimana il tema del "Cuore Immacolato di Maria" che si è celebrato nei giorni scorsi. Nel 1944 il Papa Pio XII aveva collocato la memoria del Cuore Immacolato di Maria il giorno 22 agosto, ottava dell'assunzione. Nel 1969 Papa Paolo VI la trasferì al giorno successivo alla solennità del Sacro Cuore di Gesù. Si tratta di una collocazione particolarmente studiata che intende sottolineare il parallellismo tra il cuore di Gesù e quello della Vergine Maria. Le due devozioni infatti rispondono ad un medesimo orientamento della pietà  cristiana,  si sviluppano pressappoco negli stessi secoli, XVII e XIX e si diffondono spesso ad opera degli stessi apostoli. Nell'una e nell'altra si riscontrano gli stessi valori. La celebrazione del cuore della vergine pone la memoria mariana nella sua giusta luce. Paolo VI amava rilevare che nella vergine Maria tutto è relativo a Cristo. In studio intervengono per riflettere su questa tematica. Suor Maria Grazia,  Suor Elvira, Silvia e Francesco. Il Cuore della Vergine è la sorgente del fiat, pieno di obbedienza e di amore con cui Maria aderì al progetto di  Salvezza di Dio e che la pose giorno dopo giorno a servizio dell'opera redentrice del figlio. La memoria del Cuore della Vergine cade sempre di Sabato, nel giorno in cui la liturgia Romana lo dedica a Santa Maria ed è in stretta dipendenza dal venerdì momento epifanico del cuore di Gesù. Il venerdì è infatti memoria del Venerdì Santo.
Ascolta la puntata



martedì 16 giugno 2015

Aron, il ragazzo che ha come lavoro un rifugio.


Nella puntata numero 73 è ospite Aron Lazzaro un giovane imprenditore che gestisce un rifugio in montagna. «Ho vissuto qua tanti anni e poi sono finito a gestire un rifugio in montagna, una cosa che non mi sarei mai aspettato. Ho sempre avuto la passione per la montagna e questa cosa si è trasformata da passione in lavoro». Aron ha spiegato come è nata questa avventura, siamo in zona Dolomiti, in provincia di Belluno, sopra Agordo, è situato a 1735 metri di altezza e proprio accanto al rifugio c'è una montagna che ci invidia tutto il mondo che ha in assoluto la parete più grande ed è il Monte Agner.  
Il rifugio gestito da Aron si chiama "Rifugio Scarpa" è aperto d'inverno tutti i weekend e poi dal 20 giugno al 20 settembre è aperto, come tutti i rifugi, ogni giorno. Dal Monte Agner ha detto Aron arrivano da tutto il mondo per gettarsi con la tuta alare... Come ha spiegato Aron il rifugio può accogliere fino a 40 persone, il nome deriva da un pittore Veneziano, Enrico Scarpa,  che era innamorato di questo posto e lì aveva messo su il suo atelier di quadri. Il rifugio è di proprietà del Cai di Agordo ed è stato assegnato in gestione alla femiglia di Aron tramite un bando.  
La gestione non è una cosa semplice ed il candidato viene scelto fra tanti candidati. All'inizio il rifugio era isolato, non c'era una strada e per portare i viveri l'unico modo era l'elicottero, adesso c'è la strada ed il trasporto avviene tramite quod. Dal 2012 il rifugio mette a disposizione anche i suoi strumenti tecnologici per permettere agli appassionati di astronomia di osservare la volta celeste da un punto di vista davvero eccezionale.  A condurre la trasmissione come al solito erano presenti Alberto Boldrini, Chiara Rodella, Chiara Stecca e Thomas Paparella coadiuvati in regia da Sanson e da Roberto. 

Ascolta la puntata








venerdì 12 giugno 2015

L'arte vivace e gioiosa di Melinda Sefcic


E' tornata a trovarci Melania Ruggini ed anche questa volta ci ha fatto conoscere una artista internazionale che ha portato il suo contributo a Deltarte 2015, si tratta di Melinda Sefcic, artista croata che in questi giorni ha realizzato un'opera d'arte "site specific" nella rotatoria posta sulla statale 45 nel comune di Loreo. Ad accompagnare in radio Melinda e Melania c'era anche Lidia Beltrame, attiva collaboratrice di Deltarte.
L'opera realizzata da Melinda si intitola "Trasformation of identities"  e sarà inaugurata sabato 13 giugno alle ore 19.00. Nella stessa giornata alle 21.00 in Piazza San Pietro e Monica è prevista l'esposizione delle due opere realizzate dagli studenti dell'Istituto comprensivo di Loreo nell'ambito dei workshop con Melinda Sefcic. L'artista infatti ha creato due grandi pitture su carta coinvolgendo una sessantina di studenti.
Seguirà la proiezione delle immagini sulla nascita e realizzazione dei murales di Melinda e alle ore 21.30 si terrà il concerto della band Laino & Broken Sheeds a cura di Deltablues 2015.
Nell'intervista radiofonica, Melinda ha raccontato come ha iniziato a dedicarsi all'arte e ci ha fatto conoscere due brani musicali che ascolta anche quando dipinge, che sono del gruppo Jungle.

Ascolta la puntata:








Il Festival dei popoli punta sui giovani



Quest’anno il Festival dei popoli di Badia Polesine guarda alle giovani generazioni, con particolare attenzione ai figli di cittadini stranieri e al loro rapporto con la società. A raccontarlo a “Radio Volontariato”, un ospite particolare: Denis Maragno, voce di Radio Kolbe e fondatore del programma curato tuttora dal Csv di Rovigo.
Denis fa parte di una squadriglia di giovani che negli ultimi tempi si è affiancata ai volti storici del Centro documentazione polesano, che da oltre trent’anni organizza a Badia il festival dedicato alla mondialità, alla pace e ai diritti, temi declinati attraverso incontri, performance artistiche, musicali e teatrali. “Quest’anno il tema delle seconde generazioni è il fil rouge che tiene unite tutte le serate. A questo tema abbiamo dedicato anche un concorso fotografico che si inserisce nel festival”.
Per la prima volta, infatti, quest’anno la mostra fotografica del festival non sarà realizzata con le immagini del grande archivio del Cdp, ma con gli scatti inviati da giovani. Il concorso fotografico è aperto a tutti gli under 25, italiani e stranieri, che vogliano raccontare con una o più foto il tema dell’incontro tra generazioni e culture, dei luoghi e dei modi in cui avviene.
Il festival ospiterà, tra gli altri, serate dedicate ai giovani stranieri e alla loro vita nella società, in ambito religioso, nella scuola o nello sport. L'edizione di quest'anno si terrà dal 4 al 12 luglio, come sempre a Badia Polesine.
La puntata è condotta da Francesco Casoni del Csv e vede l’esordio di Giulia Ranzani, volontaria in Servizio civile regionale e nuova “voce” del programma.

Ascolta la puntata:






Qui sotto la locandina del concorso fotografico: 





martedì 9 giugno 2015

La bomba climatica del tempo


Numerose tesi scritte ormai tanti anni fa, sono ancora valide quando si parla di ambiente e di cambiamenti climatici. 
La puntata di Cercatori di Bellezza in onda la prossima settimana è proprio incentrata su queste tematiche. Salvatore e Giorgio propongono alcune letture tratte da un
Meeting internazionale su Ambiente e salute organizzato nel 1997  dalla Associazione Italiana Medici per l'ambiente e il circolo culturale nuovo mondo di Rovigo Giorgio ci legge la relazione fatta dal dottor Antonio Lumicisi in rappresentanza di Greenpeace Italia, dal titolo “La bomba climatica a tempo”. 
“Il cambiamento del clima globale è la più grande minaccia sia alla specie umana sia all'ambiente – si legge nella relazione – più di 160 governi hanno firmato la convenzione sui cambiamenti climatici che li impegna a stabilizzare le concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica e di altri gas ad effetto serra a livelli che non costituiscano un pericolo. Nonostante questo i governi ritardano ancora i programmi per la messa in atto delle misure per fermare la bomba climatica a tempo. A libello scientifico le Nazioni Unite costituirono nel 1988 la Commissione sui cambiamenti climatici per studiare l'impatto dell'uomo sul clima per informare gli stati membri. E' stato diffuso il primo rapporto nel 1990 e già in quel documento si vedeva che l'impatto dell'uomo sul clima era reale e che la concentrazione  dei gas ad effetto serra stavano aumentando. Nel 1995 un secondo rapporto diede nuovamente conferma che l'impatto dell'uomo era alla base del cambiamento climatico mondiale, in particolare a causa dell'utilizzo del petrolio, del carbone e gas”. 

La situazione dal 1997 ad oggi è peggiorata ancora. Allora si era registrato che negli ultimi 140 anni la temperatura globale era aumentata da 0,3 gradi centigradi a 0,6 gradi. Oggi siamo già a 0,7 e nessun governo sembra preoccuparsi più di tanto. Per scrivere ai conduttori della trasmissione Cercatori di bellezza l'indirizzo mail è cercatori.blu@gmail.com

Ascolta la puntata








La stagione 2015 del ciclista Max Destro



E' già iniziata da un pezzo la stagione 2015 di Max Destro, il ciclista rodigino che si dedica ormai diversi anni alle lunghe e impegnative Granfondo e che spesso siamo contenti di avere come ospite a Ponte Radio assieme al suo amico Christian che lo intervista.
«Quest'anno ho iniziato ad ottobre a preparare la stagione, ho iniziato correndo a piedi per fare un po' di fiato, ma soprattutto ho fatto un lavoro maggiore in palestra per migliorare la posizione in sella. Mi alzavo alle 5 e mezza del mattino per andare a correre e riuscire poi ad essere regolarmente a lavoro».
Così Max quest'anno a maggio aveva già disputato parecchie gare vale a dire il Laiguelia in Liguria a Febbraio, valida per il prestigio, la Gran Fondo Cassani a Faenza in  marzo, la Gran Fondo Selle Italia a Cervia, la Gran Fondo di Marostica, la  Dieci colli di Bologna, la Gran Fondo Colnago a Desenzano e la Grand Fondo della Vernaccia in Toscana: «E pensare che non volevo neanche fare il Prestigio quest'anno - ha detto Max - ma i compagni di squadra mi hanno incentivato».
Quest'anno sta cercando di fare le gare del campionato italiano Acsi e lo affronta per la prima volta. Sono in tutto una quindicina di gare, fino ad ora ha disputato 5 gare ed è attualmente al sesto posto nella classifica generale, nella categoria dai 33 ai 39 anni ed il sogno di Max adesso è quello di chiudere il campionato entro i primi dieci posti: «Devo puntare sulla costanza e sulla regolarità perchè in gara ci sono dei veri e propri campioni».

Ascolta la puntata:





martedì 2 giugno 2015

I popoli della fame


Salvatore e Giorgio questa settimana prendono come spunto per le loro riflessioni il libro di Piero Gheddo intitolato "I popoli della fame", un libro scritto molti anni fa, nel 1982,  ma che parla di problemi ancora oggi irrisolti riguardo la fame e la povertà nei paesi meno sviluppati.
Gheddo è un missionario italiano noto per la sua attività di missionario-giornalista e per le sue prese di posizione contro la guerra in Vietnam e contro i no-global. Ha proposto di boicottare le Olimpiadi in Cina del 2008 per liberare il Myanmar. Secondo Gheddo la vera radice del sottosviluppo di questi popoli è prima di tutto culturale e consiste nelle distorsioni causate dall'impatto delle culture dei paesi poveri con l'occidente, insomma è come se all'Europa del Medioevo si fossero imposte di colpo le macchine, le tecniche, i mezzi di comunicazione, lo stile di vita e la mentalità di oggi.
La soluzione al problema della fame non è quindi in primo luogo di natura economica, tecnica e politica. Il mondo ricco è chiamato in causa, non basta mandare in quei paesi aiuti materiali o trasmettere i progressi tecnici, non basta neanche la giustizia ma creare soprattutto rapporti di fraternità e di scambio culturale, mettendo anche a confornto la nostra cultura che ha molto da imparare dai popoli dei paesi più poveri. Solo la civiltà dell'amore potrà creare un mondo nuovo, più unito più giusto, più fraterno.

Ascolta la puntata:





Vi raccontiamo la nostra Nove Colli


Puntata di Ponte Radio dedicata al ciclismo, quelle in onda questa settimana. Sono ospiti infatti due atleti del Velo Club Due Torri di Rovigo, loro hanno recentemente affrontato una delle Granfondo più impegnative e più prestigiose nel panorama sportivo italiano.
Rita Simeoni e Fausto Boreggio ci raccontano come hanno vissuto questa edizione, la numero 45 della gara che è si è disputata la prima volta nel 1971. Era una delle gare preferite da Marco Pantani perchè è organizzata dalla squadra con cui il pirata ha iniziato a correre, la Fasuto Coppi e che prende il via proprio dal suo paese, Cesenatico.
Due sono i percorsi che si possono scegliere, il più breve è di 130 km il più lungo ne misura duecento. «Quest'anno abbiamo preso tanta pioggia, - ha detto Fausto - che non ci ha dato tregua fino a 50 chilometri dall'arrivo, e questo ci ha sottoposti ad uno stress certamente maggiore, in quanto le discese con la pioggia sono più pericolose e poi diventava fondamentale coprirsi bene. La partenza era fissata alle 6 del mattino. Dei tredicimila iscritti alla competizione, viste le condizioni meteo hanno preso il via 8mila cinquecento atleti. E pensare che alla prima edizione partirono in diciassette...».
Fausto ha disputato la Nove Colli per la prima volta nel 2006, facendo il percorso breve e poi è tornato lo scorso anno facendo il percoso lungo e quest'anno è ritornato: «E' sicuramente la granfondo che ha più fascino di tutte».
Anche Rita l'ha affrontata quest'anno per la terza volta: «Questa volta è stata particolarmente dura e sofferta - ha detto l'atleta rodigina - perché ha iniziato a piovere fin dall'inizio ma la ricorderò anche in senso positivo perché  stata una bella soddisfazione perché ho migliorato leggermente il tempo impiegato». Rita si è classificata al quarto posto della sua categoria mentre Fausto si è classificato 13° della sua categoria. Quindi due ottimi risultati per i nostri atleti rodigini. 

Ascolta la puntata: 





Nella foto qui sotto una immagine di Rita, sotto la pioggia alla Nove Colli 2015

martedì 30 giugno 2015

Il Bersagliere Edo Lubian e ....Chiara a Radio Deejay


Puntata ibrida di Polesine Coast to coast la numero 74, che vede presenti in studio anche i conduttori di Linea di meta, Andrea Nalio e Giuseppe Mortella, oltre ovviamente a Thomas Paparella, Alberto Boldrini e Chiara Rodella.
Tutto perché è stato ospite nientemeno che Edoardo Lubian, il giocatore della Rugby Rovigo Delta, sicuramente uno dei più amati dai tifosi rossoblù, per la sua simpatia e per la sua spontaneità. E anche perché è frutto proprio del vivaio rodigino.
Edoardo ha raccontato come è nata la sua passione per il rugby: «giocavo a calcio nel ruolo di portiere - ha raccontato Edoardo - ma con scarsissimi risultati poi ho incontrato Pietro Saltarelli che mi ha portato una volta a Rugby e mi ha emozionato già dal primo allenamento». Quando ha iniziato lui a giocare, da piccolo, il rugby non era così popolare, certo a Rovigo ha una tradizione di lunga data ma in questi ultimi anni ha guadagnato certamente di popolarità: «E' diventato più social», come ha detto Edoardo.
Edoardo è uno di quei ragazzi che ce l'ha fatta, ha fatto il salto dalle giovanili alla prima squadra, invece per tanti ragazzi che si avvicinano a questo sport, non va proprio a finire così: «E' un grandissimo onore giocare per la mia città e non immagino altre squadre se non quella di Rovigo, sono riuscito ad arrivare a questo livello credo sia perché ci ho creduto fino in fondo ed ho realizzato il mio sogno di giocare per questa maglietta. Chiara ha chiesto cosa si prova, quali emozioni si vivono prima di giocare una partita importante come una finale scudetto: «Ognuno la vive a suo modo, io sono sempre un po' nervoso, qualcuno ascolta musica, qualcun'altro fa stretching, poi però ci riuniamo e parliamo della partita, dei piani di gioco, la finale è solo l'ultima partita ma la routine del prepartita non cambia rispetto alle altre. Poi facciamo delle urla per caricarci». Alberto ha chiesto quanto tempo alla settimana dedica al rugby: «sei un semiprofessionista quindi ci alleniamo tutte le mattine e un po'  anche il pomeriggio per sei sette volte alla settimana poi alla fine c'è il match di chiusura». Nel tempo che gli rimane Edoardo studia all'Università, alla facoltà di Farmacia a Ferrara.
L'altra news della puntata è stata l'esperienza di Chiara, che pochi giorni fa, è stata protagonista di una  telefonata in diretta alla trasmissione Deejay chiama Italia, su Radio Deejay. Chiara è stata intervistata dai conduttori Linus e Nicola Savino, sull'argomento "Beatles" che Chiara ama particolarmente, pur essendo giovanissima. E proprio questa caratteristica ha incuriosito i due conduttori.

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giovedì 25 giugno 2015

"Avanziunacena", giovani universitari contro lo spreco alimentare



"Avanziunacena" è il progetto ideato da quattro studenti dell'Università di Padova per un concorso di Pubblicità Progresso: una campagna di sensibilizzazione contro gli sprechi alimentari, attraverso mezzi e linguaggi non convenzionali.
 A raccontarcelo, nella prima puntata di luglio di "Radio Volontariato", è Giulia Martello, già voce della trasmissione nella scorsa stagione, accompagnata dai compagni di corso Silvia, Michele e Tobia.
Sono loro gli ideatori della campagna, che ha toccato le province di Padova e Rovigo con un'originale iniziativa. Un tavolino apparecchiato, due sedie e alcuni piatti realizzati con cibi destinati altrimenti ad essere buttati.
 Una situazione che i quattro ragazzi di "Avanziunacena" hanno creato in alcuni luoghi pubblici, invitando le persone a sedersi a tavola. "L'obiettivo era realizzare una campagna pubblicitaria per il concorso 'On the move' di Pubblicità Progresso", spiega Giulia. Il tutto è partito dalla spinta del professor Vittorio Montieri, docente di comunicazione all'Università di Padova. "Ci siamo conosciuti allo stesso corso - spiega Tobia - Siamo stati coinvolti nella realizzazione di un progetto di comunicazione non convenzionale, che non usasse i canali tradizionali, ad esempio la stampa".
 "E' l'anno dell'Expo dedicato all'alimentazione - spiega Silvia - Il tema degli sprechi alimentari è quello che da subito ci ha convinti tutti". Un ruolo cruciale l'hanno avuto le persone fermate per strada e coinvolte nell'azione di sensibilizzazione: "A Rovigo abbiamo scelto i giardini del Castello come location. Tutti hanno risposto con entusiasmo e interesse, partecipando attivamente", racconta Michele. Ogni anno, spiega ancora Tobia, solo in Italia si getta cibo per un valore di 40 miliardi, specie nei supermercati e nella grande distribuzione.
 La lotta agli sprechi alimentari, dunque, ha anche un'importante risvolto economico e di giustizia sociale. La campagna è anche su Facebook, all'indirizzo www.facebook.com/avanziunacena. La puntata è condotta da Francesco Casoni e Giulia Ranzani del Centro di Servizio per il Volontariato di Rovigo.

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Qui sotto alcuni momenti dell'intervista in radio....






Qui sotto il loro video:

martedì 23 giugno 2015

Leggiamo l'enciclica Laudato si' di Papa Francesco


La rubrica Cercatori di Bellezza, questa settimana inizia un percorso di lettura della nuova enciclica di Papa Francesco intitolata "Laudato Sì" e incentrata sulle problematiche ambientali.
Salvatore, Nazzareno e Giorgio, leggono e commentano in questa prima puntata, il primo dei sei capitoli di cui è composta l'enciclica.  «Questa sorella - scrive Papa Francesco - protesta per il male che le  provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e  dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla».
Papa Benedetto fin dalle prime battute ricorda gli interventi fatti dai suoi predecessori, Papa Paolo VI con la enciclica "Pacem in terris", Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, con cui richiamavano l'uomo alla rispetto e alla custodia del creato. Ricorda anche l'impegno del Patriarca ortodosso, Barolomeo di Costantinopoli, nella battaglia per il rispetto della terra.
Gli intensi ritmi di vita e di lavoro portano ad una sorta di "rapidizzazione" e questo è in contrasto con la naturale lentezza dell'evoluzione biologica.
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lunedì 22 giugno 2015

Il Cuore Immacolato di Maria




La rubrica del Centro Mariano di Rovigo, affronta questa settimana il tema del "Cuore Immacolato di Maria" che si è celebrato nei giorni scorsi. Nel 1944 il Papa Pio XII aveva collocato la memoria del Cuore Immacolato di Maria il giorno 22 agosto, ottava dell'assunzione. Nel 1969 Papa Paolo VI la trasferì al giorno successivo alla solennità del Sacro Cuore di Gesù. Si tratta di una collocazione particolarmente studiata che intende sottolineare il parallellismo tra il cuore di Gesù e quello della Vergine Maria. Le due devozioni infatti rispondono ad un medesimo orientamento della pietà  cristiana,  si sviluppano pressappoco negli stessi secoli, XVII e XIX e si diffondono spesso ad opera degli stessi apostoli. Nell'una e nell'altra si riscontrano gli stessi valori. La celebrazione del cuore della vergine pone la memoria mariana nella sua giusta luce. Paolo VI amava rilevare che nella vergine Maria tutto è relativo a Cristo. In studio intervengono per riflettere su questa tematica. Suor Maria Grazia,  Suor Elvira, Silvia e Francesco. Il Cuore della Vergine è la sorgente del fiat, pieno di obbedienza e di amore con cui Maria aderì al progetto di  Salvezza di Dio e che la pose giorno dopo giorno a servizio dell'opera redentrice del figlio. La memoria del Cuore della Vergine cade sempre di Sabato, nel giorno in cui la liturgia Romana lo dedica a Santa Maria ed è in stretta dipendenza dal venerdì momento epifanico del cuore di Gesù. Il venerdì è infatti memoria del Venerdì Santo.
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martedì 16 giugno 2015

Aron, il ragazzo che ha come lavoro un rifugio.


Nella puntata numero 73 è ospite Aron Lazzaro un giovane imprenditore che gestisce un rifugio in montagna. «Ho vissuto qua tanti anni e poi sono finito a gestire un rifugio in montagna, una cosa che non mi sarei mai aspettato. Ho sempre avuto la passione per la montagna e questa cosa si è trasformata da passione in lavoro». Aron ha spiegato come è nata questa avventura, siamo in zona Dolomiti, in provincia di Belluno, sopra Agordo, è situato a 1735 metri di altezza e proprio accanto al rifugio c'è una montagna che ci invidia tutto il mondo che ha in assoluto la parete più grande ed è il Monte Agner.  
Il rifugio gestito da Aron si chiama "Rifugio Scarpa" è aperto d'inverno tutti i weekend e poi dal 20 giugno al 20 settembre è aperto, come tutti i rifugi, ogni giorno. Dal Monte Agner ha detto Aron arrivano da tutto il mondo per gettarsi con la tuta alare... Come ha spiegato Aron il rifugio può accogliere fino a 40 persone, il nome deriva da un pittore Veneziano, Enrico Scarpa,  che era innamorato di questo posto e lì aveva messo su il suo atelier di quadri. Il rifugio è di proprietà del Cai di Agordo ed è stato assegnato in gestione alla femiglia di Aron tramite un bando.  
La gestione non è una cosa semplice ed il candidato viene scelto fra tanti candidati. All'inizio il rifugio era isolato, non c'era una strada e per portare i viveri l'unico modo era l'elicottero, adesso c'è la strada ed il trasporto avviene tramite quod. Dal 2012 il rifugio mette a disposizione anche i suoi strumenti tecnologici per permettere agli appassionati di astronomia di osservare la volta celeste da un punto di vista davvero eccezionale.  A condurre la trasmissione come al solito erano presenti Alberto Boldrini, Chiara Rodella, Chiara Stecca e Thomas Paparella coadiuvati in regia da Sanson e da Roberto. 

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venerdì 12 giugno 2015

L'arte vivace e gioiosa di Melinda Sefcic


E' tornata a trovarci Melania Ruggini ed anche questa volta ci ha fatto conoscere una artista internazionale che ha portato il suo contributo a Deltarte 2015, si tratta di Melinda Sefcic, artista croata che in questi giorni ha realizzato un'opera d'arte "site specific" nella rotatoria posta sulla statale 45 nel comune di Loreo. Ad accompagnare in radio Melinda e Melania c'era anche Lidia Beltrame, attiva collaboratrice di Deltarte.
L'opera realizzata da Melinda si intitola "Trasformation of identities"  e sarà inaugurata sabato 13 giugno alle ore 19.00. Nella stessa giornata alle 21.00 in Piazza San Pietro e Monica è prevista l'esposizione delle due opere realizzate dagli studenti dell'Istituto comprensivo di Loreo nell'ambito dei workshop con Melinda Sefcic. L'artista infatti ha creato due grandi pitture su carta coinvolgendo una sessantina di studenti.
Seguirà la proiezione delle immagini sulla nascita e realizzazione dei murales di Melinda e alle ore 21.30 si terrà il concerto della band Laino & Broken Sheeds a cura di Deltablues 2015.
Nell'intervista radiofonica, Melinda ha raccontato come ha iniziato a dedicarsi all'arte e ci ha fatto conoscere due brani musicali che ascolta anche quando dipinge, che sono del gruppo Jungle.

Ascolta la puntata:








Il Festival dei popoli punta sui giovani



Quest’anno il Festival dei popoli di Badia Polesine guarda alle giovani generazioni, con particolare attenzione ai figli di cittadini stranieri e al loro rapporto con la società. A raccontarlo a “Radio Volontariato”, un ospite particolare: Denis Maragno, voce di Radio Kolbe e fondatore del programma curato tuttora dal Csv di Rovigo.
Denis fa parte di una squadriglia di giovani che negli ultimi tempi si è affiancata ai volti storici del Centro documentazione polesano, che da oltre trent’anni organizza a Badia il festival dedicato alla mondialità, alla pace e ai diritti, temi declinati attraverso incontri, performance artistiche, musicali e teatrali. “Quest’anno il tema delle seconde generazioni è il fil rouge che tiene unite tutte le serate. A questo tema abbiamo dedicato anche un concorso fotografico che si inserisce nel festival”.
Per la prima volta, infatti, quest’anno la mostra fotografica del festival non sarà realizzata con le immagini del grande archivio del Cdp, ma con gli scatti inviati da giovani. Il concorso fotografico è aperto a tutti gli under 25, italiani e stranieri, che vogliano raccontare con una o più foto il tema dell’incontro tra generazioni e culture, dei luoghi e dei modi in cui avviene.
Il festival ospiterà, tra gli altri, serate dedicate ai giovani stranieri e alla loro vita nella società, in ambito religioso, nella scuola o nello sport. L'edizione di quest'anno si terrà dal 4 al 12 luglio, come sempre a Badia Polesine.
La puntata è condotta da Francesco Casoni del Csv e vede l’esordio di Giulia Ranzani, volontaria in Servizio civile regionale e nuova “voce” del programma.

Ascolta la puntata:






Qui sotto la locandina del concorso fotografico: 





martedì 9 giugno 2015

La bomba climatica del tempo


Numerose tesi scritte ormai tanti anni fa, sono ancora valide quando si parla di ambiente e di cambiamenti climatici. 
La puntata di Cercatori di Bellezza in onda la prossima settimana è proprio incentrata su queste tematiche. Salvatore e Giorgio propongono alcune letture tratte da un
Meeting internazionale su Ambiente e salute organizzato nel 1997  dalla Associazione Italiana Medici per l'ambiente e il circolo culturale nuovo mondo di Rovigo Giorgio ci legge la relazione fatta dal dottor Antonio Lumicisi in rappresentanza di Greenpeace Italia, dal titolo “La bomba climatica a tempo”. 
“Il cambiamento del clima globale è la più grande minaccia sia alla specie umana sia all'ambiente – si legge nella relazione – più di 160 governi hanno firmato la convenzione sui cambiamenti climatici che li impegna a stabilizzare le concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica e di altri gas ad effetto serra a livelli che non costituiscano un pericolo. Nonostante questo i governi ritardano ancora i programmi per la messa in atto delle misure per fermare la bomba climatica a tempo. A libello scientifico le Nazioni Unite costituirono nel 1988 la Commissione sui cambiamenti climatici per studiare l'impatto dell'uomo sul clima per informare gli stati membri. E' stato diffuso il primo rapporto nel 1990 e già in quel documento si vedeva che l'impatto dell'uomo sul clima era reale e che la concentrazione  dei gas ad effetto serra stavano aumentando. Nel 1995 un secondo rapporto diede nuovamente conferma che l'impatto dell'uomo era alla base del cambiamento climatico mondiale, in particolare a causa dell'utilizzo del petrolio, del carbone e gas”. 

La situazione dal 1997 ad oggi è peggiorata ancora. Allora si era registrato che negli ultimi 140 anni la temperatura globale era aumentata da 0,3 gradi centigradi a 0,6 gradi. Oggi siamo già a 0,7 e nessun governo sembra preoccuparsi più di tanto. Per scrivere ai conduttori della trasmissione Cercatori di bellezza l'indirizzo mail è cercatori.blu@gmail.com

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La stagione 2015 del ciclista Max Destro



E' già iniziata da un pezzo la stagione 2015 di Max Destro, il ciclista rodigino che si dedica ormai diversi anni alle lunghe e impegnative Granfondo e che spesso siamo contenti di avere come ospite a Ponte Radio assieme al suo amico Christian che lo intervista.
«Quest'anno ho iniziato ad ottobre a preparare la stagione, ho iniziato correndo a piedi per fare un po' di fiato, ma soprattutto ho fatto un lavoro maggiore in palestra per migliorare la posizione in sella. Mi alzavo alle 5 e mezza del mattino per andare a correre e riuscire poi ad essere regolarmente a lavoro».
Così Max quest'anno a maggio aveva già disputato parecchie gare vale a dire il Laiguelia in Liguria a Febbraio, valida per il prestigio, la Gran Fondo Cassani a Faenza in  marzo, la Gran Fondo Selle Italia a Cervia, la Gran Fondo di Marostica, la  Dieci colli di Bologna, la Gran Fondo Colnago a Desenzano e la Grand Fondo della Vernaccia in Toscana: «E pensare che non volevo neanche fare il Prestigio quest'anno - ha detto Max - ma i compagni di squadra mi hanno incentivato».
Quest'anno sta cercando di fare le gare del campionato italiano Acsi e lo affronta per la prima volta. Sono in tutto una quindicina di gare, fino ad ora ha disputato 5 gare ed è attualmente al sesto posto nella classifica generale, nella categoria dai 33 ai 39 anni ed il sogno di Max adesso è quello di chiudere il campionato entro i primi dieci posti: «Devo puntare sulla costanza e sulla regolarità perchè in gara ci sono dei veri e propri campioni».

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martedì 2 giugno 2015

I popoli della fame


Salvatore e Giorgio questa settimana prendono come spunto per le loro riflessioni il libro di Piero Gheddo intitolato "I popoli della fame", un libro scritto molti anni fa, nel 1982,  ma che parla di problemi ancora oggi irrisolti riguardo la fame e la povertà nei paesi meno sviluppati.
Gheddo è un missionario italiano noto per la sua attività di missionario-giornalista e per le sue prese di posizione contro la guerra in Vietnam e contro i no-global. Ha proposto di boicottare le Olimpiadi in Cina del 2008 per liberare il Myanmar. Secondo Gheddo la vera radice del sottosviluppo di questi popoli è prima di tutto culturale e consiste nelle distorsioni causate dall'impatto delle culture dei paesi poveri con l'occidente, insomma è come se all'Europa del Medioevo si fossero imposte di colpo le macchine, le tecniche, i mezzi di comunicazione, lo stile di vita e la mentalità di oggi.
La soluzione al problema della fame non è quindi in primo luogo di natura economica, tecnica e politica. Il mondo ricco è chiamato in causa, non basta mandare in quei paesi aiuti materiali o trasmettere i progressi tecnici, non basta neanche la giustizia ma creare soprattutto rapporti di fraternità e di scambio culturale, mettendo anche a confornto la nostra cultura che ha molto da imparare dai popoli dei paesi più poveri. Solo la civiltà dell'amore potrà creare un mondo nuovo, più unito più giusto, più fraterno.

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Vi raccontiamo la nostra Nove Colli


Puntata di Ponte Radio dedicata al ciclismo, quelle in onda questa settimana. Sono ospiti infatti due atleti del Velo Club Due Torri di Rovigo, loro hanno recentemente affrontato una delle Granfondo più impegnative e più prestigiose nel panorama sportivo italiano.
Rita Simeoni e Fausto Boreggio ci raccontano come hanno vissuto questa edizione, la numero 45 della gara che è si è disputata la prima volta nel 1971. Era una delle gare preferite da Marco Pantani perchè è organizzata dalla squadra con cui il pirata ha iniziato a correre, la Fasuto Coppi e che prende il via proprio dal suo paese, Cesenatico.
Due sono i percorsi che si possono scegliere, il più breve è di 130 km il più lungo ne misura duecento. «Quest'anno abbiamo preso tanta pioggia, - ha detto Fausto - che non ci ha dato tregua fino a 50 chilometri dall'arrivo, e questo ci ha sottoposti ad uno stress certamente maggiore, in quanto le discese con la pioggia sono più pericolose e poi diventava fondamentale coprirsi bene. La partenza era fissata alle 6 del mattino. Dei tredicimila iscritti alla competizione, viste le condizioni meteo hanno preso il via 8mila cinquecento atleti. E pensare che alla prima edizione partirono in diciassette...».
Fausto ha disputato la Nove Colli per la prima volta nel 2006, facendo il percorso breve e poi è tornato lo scorso anno facendo il percoso lungo e quest'anno è ritornato: «E' sicuramente la granfondo che ha più fascino di tutte».
Anche Rita l'ha affrontata quest'anno per la terza volta: «Questa volta è stata particolarmente dura e sofferta - ha detto l'atleta rodigina - perché ha iniziato a piovere fin dall'inizio ma la ricorderò anche in senso positivo perché  stata una bella soddisfazione perché ho migliorato leggermente il tempo impiegato». Rita si è classificata al quarto posto della sua categoria mentre Fausto si è classificato 13° della sua categoria. Quindi due ottimi risultati per i nostri atleti rodigini. 

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Nella foto qui sotto una immagine di Rita, sotto la pioggia alla Nove Colli 2015