mercoledì 25 febbraio 2015

Lo stile mariano dell'Evangelizzazione


Il Centro Mariano prosegue il suo cammino radiofonico che quest'anno verte sull'argomento "Con Santa Maria, stella dell'Evangelizzazione annunciamo la gioia del Vangelo". La Vergine di Nazaret ci precede nell'opera di Evangelizzazione, ella per prima ha pronunciato quel "sì" per cui è "beata perchè ha creduto". Il suo incontro con Dio è stato così pieno e libero da renderla capace di dare corpo alla Parola e di porgerlo ad ogni uomo che fosse in qualche modo in attesa di lui. Nel mese di febbraio vengono offerti spunti  di riflessione e formazione su Maria e la vita consacrata. Nei mesi di marzo e aprile gli incontri saranno incentrati sullo stile mariano dell'Evangelizzazione. In studio ci sono Suor Maria Grazia, Suor Cristina, Francesco e Silvia.

Federico Grandesso ora pedala anche sul web.

Per la puntata numero 60 di Polesine Coast to Coast è venuto a trovarci un amico, Federico Grandesso.
I nostri ascoltatori lo conosceranno e certamente conosceranno la sua storia, il suo "Strano percorso" come dice Max Pezzali, nella canzone proposta dallo stesso Federico durante la puntata.
Federico ha avuto modo di raccontare la sua storia già altre volte a Radio Kolbe ed è quella di un uomo che all'età di 33 anni ha un incontro con un male incurabile e dopo un momento di lecito smarrimento, ha affrontato la malattia con tanta forza di volontà e soprattutto scoprendo un nuovo amore quello per la bicicletta (oltre all'amore per la vita, come ha specificato lo stesso Federico) che assieme ad una grande fede lo ha aiutato a superare questo momento di difficoltà: «L'amore per la bici lo avevo già da prima - dice Federico -  ma gli ho dato un senso nuovo, ho trovato una nuova motivazione per pedalare».
Questa storia è diventata un libro "A ruota libera": «è stato un passaggio fondamentale per mettere ordine dentro di me, - spiega Federico - avevo tre block notes scritti di getto e da tutto quello che ho scritto è stato estrapolato il succo della storia che è l'amore per la vita perchè se ami la vita accetti anche le prove più dure e riesci a trovare gli spunti che normalmente non troveresti».
Dopo la malattia, un viaggio casuale a Medjugorie ed un nuovo miracolo di nome Aurora, a dispetto di tutte le previsioni. «Sono partito per Medjugorie con due desideri: quello di ringraziare per la guarigione dalla malattia e per chiedere alla Madonna e la possibilità di avere un altro figlio, io e Samantha ne avevamo già due, ma fin da quando eravamo fidanzati avevamo coltivato il sogno di avere tre bambini e quando mi sono trovato sul monte delle apparizioni ho espresso anche questo desiderio che si è poi avverato. Esattamente un anno dopo quel viaggio è nata Aurora la mia pagina bianca su cui ho ricominciato a scrivere la mia storia».
Il libro si può ancora acquistare e adesso Federico sta facendo delle presentazioni proprio con l'intento di aiutare le persone ammalate a trovare la forza per superare la situazione.
Tra i nuovi progetti recentemente è nato un sito web (www.federicograndesso.it): «tanti mi chiedevano - dice Federico - di organizzare una  serata di presentazione del libro, e mi chiedono anche cosa faccessi durante le mie presentazioni. Io per dimostrare che non è la solita presentazione di un libro ho voluto realizzare questo sito web dove ci sono video e foto delle presentazioni del volume e così uno si può fare un'idea. Nel sito c'è poi una sezione  dove le persone si possono confidare e parlare della loro malattia.
Ho notato che pubblicamente, le persone fanno fatica a scrivere quello che stanno vivendo ma privatamente ho avuto contatti da tutta Italia».  La puntata è stata condotta da Thomas e da Chiara Roddi, ma prima del termine della rubrica è passato anche Alberto Boldrini per salutare l'ospite . In regia come sempre Enrico e Davide.

Ascolta la puntata











martedì 24 febbraio 2015

E dopo il servizio civile? Tante opportunità di occupazione



Proprio in queste settimane, che vedranno molti giovani candidarsi per il nuovo anno di Servizio civile regionale, “Radio Volontariato” torna sull’argomento. Ma questa volta con un taglio tutto nuovo: cosa succede una volta terminato l’anno di servizio? In studio per la puntata della seconda metà di febbraio torna Giulia Rociola, ex volontaria del Servizio civile regionale in associazioni che accolgono senza fissa dimora, persone in difficoltà e richiedenti asilo.
Oggi Giulia è operatrice in due realtà del territorio che si occupano dei medesimi temi: Arcisolidarietà, una delle associazioni in cui ha svolto il Servizio civile, e l’associazione Di Tutti i Colori, che accoglie a Rovigo alcuni ragazzi e ragazze arrivati con la cosiddetta “emergenza Nordafrica”. “Per me è come se non avessi mai finito il servizio, nonostante sia passato quasi un anno – racconta Giulia – Mi è rimasto molto ed è stata un’esperienza, più ancora che di formazione, di conoscenza del territorio e di ciò che si può fare realmente”. L’anno di Servizio civile è servito a mettere in pratica quanto studiato all’Università e a vedere riconosciuta la propria professionalità. “E’ bello tornare dove avevi prestato servizio in precedenza e vedere le persone che ti riconoscono”. Agli aspiranti volontari cosa consigli? “Pazienza, essere stimolati, motivati, scegliere bene il progetto, se necessario rinunciando a proposte che non rispecchiano ciò che si vuole fare”.
La testimonianza di Giulia tocca un tema di forte attualità e oggetto di grande dibattito: l’accoglienza dei “profughi” in fuga dalle coste africane verso l’Europa.
Conosciuti in genere come un fenomeno, fatto di numeri, costi economici e non di rado pregiudizi, per Giulia sono le persone con cui trascorre buona parte della propria giornata: “Sono giovani, vengono in cerca di libertà, essendo fuggiti da paesi in cui la guerra o la discriminazione li mettevano a rischio”. L’Italia in crisi non offre molte opportunità, ma garantisce quelle libertà che altrove sono negate. “L’aspetto negativo è che questa crisi, oltre che economica, è diventata una crisi di relazioni. Le persone in difficoltà, invece di unirsi per cercare di migliorare la propria situazione, si isolano e si combattono tra di loro. In altre parole, una guerra tra poveri” La puntata è condotta da Francesco Casoni e Giulia Martello del Centro di servizio per il volontariato di Rovigo.

Ascolta la puntata






giovedì 19 febbraio 2015

Tra storia, religione e attualità


I nostri radio ascoltatori sicuramente li conoscono bene. Sono i conduttori della rubrica Voce Francescana che è curata dell'Ordine Francescano Secolare del Polesine, una di quelle nate con la nostra emittente. A condurla in studio sono con puntualità le sorelle Francesca Magon, Carla Brunello,  Paola Belloni ed il fratello Antonio Tavian.
Leggono brani tratti dalle vite dei Santi e Beati del Francescanesimo, propongono riflessioni sulla vita quotidiana e danno informazioni sulle attività dell'Ofs in Polesine e non solo. Una voce silenziosa, parole quasi sussurrate ma che offrono un certamente l'occasione per fermarsi e ritagliarsi un momento di riflessione nel caos della vita quotidiana

mercoledì 18 febbraio 2015

Polesani in tour per il Polesine e per il mondo



C’è chi viaggia percorrendo il Polesine in lungo ed in largo e c’è chi viaggia percorrendo il mondo dall’alto al basso. In ogni caso a guidarli è una grande motivazione. Lo si scopre nel corso di un’altra interessante puntata di Polesine Coast to Coast. Si parte con lo sketch di Salvatore Binatti e Roberto Pizzoli, che fingono di fare quello che effettivamente fanno ogni domenica, ormai da molti anni, a Delta Radio: un collegamento dallo studio con un inviato su un campo di calcio. Solo che questa volta si collegano con un “campo” particolare, quello di Polesine Coast to coast dove Thomas, Alberto e Chiara riservano loro un'accoglienza da stadio. 
 Salvatore racconta quindi, nel corso della puntata come è nato il progetto “Calcio Tour”: «Quest’anno la nostra rubrica Domenica Sport compie 25 anni – ha detto Salvatore – i primi anni il conduttore della trasmissione era il carissimo amico Riccardo Travaglia ed io mi occupavo di seguire i risultati dai campi di Serie A. In quegli anni era obbligatorio informare sulla serie A perchè tutte le partite si giocavano alla domenica e gli appassionati erano costantemente collegati alla radiolina. Adesso invece le partite si giocano in orari diversi... Una volta che Riccardo ha dovuto lasciare la conduzione del programma ho preso in mano io la trasmissione ed ancora la conduco. Però ad un certo punto mi sono detto: nomino tutte le domeniche le squadre di calcio ed i giocatori ma sono tutte persone che non conosco direttamente. Quindi ho pensato che il modo migliore per conoscerli fosse prendere la borsa e le scarpe ed andare a giocare con loro. Questo mi sta dando modo di scoprire in modo più approfondito la realtà polesana». Il secondo ospite della puntata è Alessandro Milan, un giovane che invece non gira il Polesine ma il mondo intero: «Ho iniziato a viaggiare nel 2010, perchè avevo fatto domanda per svolgere un servizio di volontariato a Quito in Ecuador, ma nel frattempo trovai lavoro qui in Italia e dovetti rinunciare. Però con i primi soldi che guadagnai intrapresi il viaggio per andare a visitare quel posto. Andai assieme ad un amico che invece voleva vedere il Perù. Così visitammo entrambi i paesi. E lui fra l’altro l’ultimo giorno passato a Lima, incontrò la ragazza che poi è diventata sua moglie». Dal 2010 Alessandro ha viaggiato in tantissimi luoghi, è stato in Laos ed in Tibet: «Sono viaggi “Zaino in spalla” - ha detto Alessandro – senza regole né mete precise da visitare, senza luoghi in cui dormire, rappresentano il massimo della libertà, sono molto emozionanti, mettono a dura prova la tua capacità di adattamento e di organizzazione e caricano di adrenalina». 

Ascolta la puntata 















"Le dieci parole di Dio" lette alla radio


Da alcune puntate la rubrica Cercatori di Bellazza sta leggendo il libro di Paolo Rica "Le dieci parole di Dio. Le tavole della libertà e dell'amore", curato da Gabriella Caramore e in questa puntata ci si sofferma sul secondo comandamento, al divieto di creare immagini e non pronunciare invano il nome di Dio. Le letture in studio, durante queste puntate sono curate come al solito da Salvatore Filella, Giorgio Del Panta e Nazzareno Pellegrini.
"All'uomo è fatto divieto di creare immagini perchè questo è un modo per impadronirsi del segreto di Dio, di svelarlo con il suo pensiero con la sua immaginazione. I due comandamenti sono come angeli che vogliono salvaguardare l'immagine di Dio che non è un pezzo del nostro mondo ma appartiene ad un altro mondo». A differenza delle immagini, il nome di Dio si può utilizzare, anzi si è invitati ad usarlo nella preghiera ma ne è vietato l'abuso.

Ascolta la puntata del 16 febbraio
 

Ospite Stefano Barbierato allenatore del Rugby Lendinara


E' Stefano Barbierato allenatore del Rugby Badia, l'ospite di questa settimana a Linea di Meta. Nella prima parte della puntata ha analizzato, con Andrea Nalio, la sconfitta della nazionale italiana contro l'Inghilterra nella seconda partita del Torneo Sei Nazioni. Una sconfitta per 47 a 17 maturata sullo stadio di Twikenham.
La nostra nazionale è uscita con le ossa rotte anche questa volta dopo la pesante sconfitta casalinga con l'Irlanda. «E' stata una partita iniziata in modo perfetto - ha detto Stefano - siamo riusciti a segnare subito una meta. La nostra difesa ha tenuto bene ma poi c'è stato un calo evidente che non fa ben sperare per il futuro. E' stato sicuramente un calo psicologico più che un calo fisico.
I giocatori devono fare un esame di coscienza e prendersi le loro responsabilità».  Proprio alla vigilia di questa partita, un opinionista del quotidiano inglese Times aveva posto il quesito provocatorio sul fatto che sia l'Italia debba ancora continuare a fare parte del Sei nazioni, visto che lo disputa da ormai 15 anni ma le vittorie sono state poche: «Le nostre vittorie sono state poche - ha detto Stefano - ma non dimentichiamo che anche la Francia ha impiegato diversi anni prima di vincere una edizione del torneo. I campionati stranieri sono ad un livello superiore rispetto al nostro, noi dovremmo investire di più sul settore giovanile».
Si è poi parlato della società lendinarese di cui Stefano è tra gli artefici della rinascita: «E' iniziata circa 8 anni fa con un gruppo di ragazzi e soprattutto con il presidente Alberto Dal Martello che è tornato anche lui al rugby ed ha riportato il rugby a Lendinara. Io ero agli inizi come allenatore sono stato lì circa tre anni e dopo una pausa ho ripreso quest'anno. Adesso abbiamo iniziato la seconda fase del campionato la prima non è andata benissimo, ma abbiamo una squadra molto giovane, sono tutti ragazzi tra i 18 ed i 22 anni».

Ascolta la puntata



mercoledì 11 febbraio 2015

Missione è... sostenere chi è nella malattia


La rubrica "Missione è..." dedica la puntata in onda questa settimana alla Giornata del malato, che si celebra l'11 febbraio. In studio don Gabriele Fantinati e don Giuliano Zattarin, che fra l'altro sono stati insieme in missione nella diocesi sorella di  Caetitè in Brasile. «Una collaborazione quella della diocesi di Adria-Rovigo con quella brasiliana che ancora continua - ha detto don Gabriele - perché là ci sono ancora le sorelle Missionarie della Redenzione e perché abbiamo contatti continui con i fedeli di quelle comunità. Inoltre, poche settimane fa ho avuto modo di incontrare il sacerdote piemontese che mi ha sostituito nella parrocchia di Tremedal.
L'arrivo di un nuovo sacerdote è stata una cosa positiva, ha portato una ventata di novità. Tutti serviamo ma non siamo indispensabili. Don Giuliano e don Gabriele hanno poi parlato della giornata dedicata agli ammalati: «Si celebra l'11 febbraio in quanto è l'anniversario delle apparizioni mariane a Lourdes - ha detto don Gabriele - è stata voluta da Papa Giovanni Paolo II.
In questa giornata la Chiesa invita le diocesi ad avere attenzione per gli ammalati. Da noi il giorno 11 febbraio si celebra una Santa Messa a Lendinara e anche nelle singole parrocchie ci saranno Messe appositamente dedicate agli ammalati».
Don Giuliano Zattarin ha ricordato il Vangelo di Marco della scorsa domenica, dedicato alla Suocera di Simone ammalata: «La malattia è propria della condizione umana, del nostro essere fragili, non è volontà di Dio. La fede non è quella che risolve tutti i problemi ma piuttosto ci aiuta a guardare avanti, a non chiuderci in noi stessi». Sempre don Giuliano ha letto un testo di Padre Bartolomeo Sorge in cui sostiene che Dio è fonte di gioia: «Chi trova Dio trova l'amore e la gioia. Anche Gesù era piano di gioia, era piano di pace e di gioia, perché aveva in sé la presenza di Dio».
«Gesù - ha detto don Gabriele - invita i discepoli a fare due cose in particolare: Annunciare il Vangelo e a curare i malati. L'allungarsi della vita non corrisponde ad una buona qualità della vita, comporta invece che molti siano coloro che si trovano nelle case di cura, negli istituti e negli ospedali, che vivono più a lungo ma spesso sono da soli e a loro dobbiamo rivolgere la nostra attenzione, non solo da parte dei sacerdoti ma anche da parte di tutti i cristiani».

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Vittoria del Rovigo. Ne parliamo con Alice Sponton


Linea di meta ospita questa settimana la giornalista del Gazzettino di Rovigo, Alice Sponton, per commentare, assieme ad Andrea Nalio la vittoria ottenuta domenica scorsa dal Rugby Rovigo Delta, contro il San Donà, per 52 a 17. Una vittoria che ha portato sicuramente una ventata di ottimismo e di fiducia in casa rossoblù, in vista dei prossimi impegni di campionato. Nella seconda parte della rubrica si è parlato anche della sconfitta della nazionale italiana nella prima partita del Sei Nazioni, giocata contro l'Irlanda e che è terminata con il pesante risultato di 3 a 26. La nazionale italiana sarà impegnata sabato prossimo, contro l'Inghilterra nel tempio del rugby inglese di Twickenham. Una partita che si prospetta davvero impegnativa per gli azzurri.

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Allegria e riflessioni a Polesine Coast to coast


Qualcuno va in onda, qualcuno passa a salutare. Qualcun altro arriva apposta per vedere dal vivo come si svolge un programma radio, e così in questo clima di serenità, curiosità e allegria è andata  in onda anche la puntata numero 58 di Polesine Coast to coast. 
In realtà doveva esserci come al solito,  un ospite in studio ma il bello della "non diretta" è anche questo: che l'ospite sia assente per cause di forza maggiore, ma la squadra compatta e collaudata  di Polesine Coast to Coast (in realtà mancava una Chiara) è riuscita lo stesso a condurre in porto la barca e ad ormeggiare nel palinsesto settimanale i  quarantacinque minuti a disposizione, riempendoli di notizie, battute ironiche, riflessioni e curiosità. 
Per gli amanti di back stage e titoli di coda diciamo che nel ruolo di chi è passato a salutare troviamo Alessandra e invece nella parte di coloro che sono venuti a vedere dal vivo come si svolge un programma radiofonico c'erano il giovanissimo Roberto accompagnato dalla zia Cristina. 
Per coloro invece che volessero riascoltare la puntata c'è il link qui sotto. 

Ascolta la puntata 









martedì 10 febbraio 2015

Un libro per scoprire chi era Pino Bellinetti


E' stato ospite della puntata di Ritratto d'autore, condotta da Milena Furini, Davide Dal Bosco, che ha scritto un libro per la Minelliana, intitolato "Pino Bellinetti, un giornalista in camicia nera". 
Davide si è laureato nel 2010 all'Università Ca' Foscari di Venezia in Storia, presso la facoltà di lettere e filosofia. Proprio in occasione della sua tesi di laurea ha svolto ricerche interessantissime che poi sono diventate un libro. Davide ha avuto il merito di riscoprire una figura chiave del fascismo polesano. 
«Il mio desiderio era quello di scrivere una tesi di laurea sulla storia locale del Polesine - ha detto Davide - ed è stato il mio relatore che mi ha fatto scoprire questa figura. Ed ha aggiunto: 
«Non c'era ancora un lavoro su Pino Bellinetti che avesse la presunzione di una completezza, anche se non penso sia stato detto tutto su questo personaggio che sicuramente è stato tra i personaggi principali del primo novecento in Polesine, è stato tra i fondatori del fascismo polesano, era un anticonformista per natura, sempre pronto alla polemica anche all'interno del suo stesso partito. 
Da giovanissimo era stato anche tra i fondatori del futurismo. Fu un politico ma non lo fu per molto tempo perchè aveva anche altri interessi e fu soprattutto un giornalista, scriveva infatti sul Corriere del Polesine e sull'organo del fascismo che era La Voce del Mattino. Tra il 1920 ed il 1930 ebbe una parte rilevante nella società rodigina, è stato uno squadrista, nei giorni della marcia su Roma, nel 1922 fu membro del quadrumvirato in Polesine. Da direttore della Voce del Mattino, trasformò il giornale in un piccolo salotto politico letterario, in cui confluirono intellettuali polesani del tempo itra cui Livio Rizzi, Eugenio Ferdinando Palmieri, Giuseppe Marchiori, Enzo Duse. Questi personaggi diedero vita ad una fase unica della storia culturale del Polesine. Diedero vita anche ad un periodico come l'Abbazia degli illusi che ebbe una eco internazionale».  
Davide ha letto in trasmissione due brani, tratti dal libro, tra cui uno scritto subito dopo l'omicidio di Matteotti, quando il partito proprio a seguito di quell'episodio fu caratterizzato da una frattura interna e in cui Bellinetti in qualche modo lo giustifica descrivendolo come un "delitto politico". 

Ascolta la puntata 




mercoledì 4 febbraio 2015

Il sogno di Giulia con la chitarra e il canto jazz


Mancava poco che nascesse con la chitarra in mano. Giulia Pizzardo infatti ha iniziato ad innamorarsi di questo strumento da piccolissima, quando sul tappeto a casa della nonna assisteva alle lezioni di chitarra che lo zio impartiva alla sua sorella maggiore. E così anche lei provava a strimpellare a casa ... poi come si sa, i bambini apprendono in fretta e lei è partita a bomba. Il sogno iniziato allora, Giulia lo conserva ancora e lo ha portato anche in radio, a Polesine Coast to coast, nella puntata numero 57, ospite di Thomas, Alberto, Chiara Rodella e Chiara Stecca. In regia a coordinare il tutto Davide ed Enrico.
Giulia ed Alberto fra l'altro hanno eseguito dal vivo un brano dei Green Day, "Wake me up when september ends".
«Attualmente frequento il conservatorio di Rovigo il corso di canto jazz. Inoltre faccio la corista in alcune band tributo che sono "Il molleggiato 2" e poi "Laura Pausini Project" con Elena Berto e novità di pochi giorni, in una cover band di Stevie Wonder».  Giulia ha anche avuto modo di insegnare chitarra durante l'animazione estiva a Granzette, la sua parrocchia. La puntata è stata anche l'occasione per festeggiare il compleanno di Thomas Paparella, ed infatti il tavolo della nostra radio è stato infarcito di dolci e bevande e soprattutto di una allegra compagnia. Uno spazio è stato riservato poi alle interessanti rubriche "Attualità giovane", "Accadde oggi" e "Tweet del Papa".

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mercoledì 25 febbraio 2015

Lo stile mariano dell'Evangelizzazione


Il Centro Mariano prosegue il suo cammino radiofonico che quest'anno verte sull'argomento "Con Santa Maria, stella dell'Evangelizzazione annunciamo la gioia del Vangelo". La Vergine di Nazaret ci precede nell'opera di Evangelizzazione, ella per prima ha pronunciato quel "sì" per cui è "beata perchè ha creduto". Il suo incontro con Dio è stato così pieno e libero da renderla capace di dare corpo alla Parola e di porgerlo ad ogni uomo che fosse in qualche modo in attesa di lui. Nel mese di febbraio vengono offerti spunti  di riflessione e formazione su Maria e la vita consacrata. Nei mesi di marzo e aprile gli incontri saranno incentrati sullo stile mariano dell'Evangelizzazione. In studio ci sono Suor Maria Grazia, Suor Cristina, Francesco e Silvia.

Federico Grandesso ora pedala anche sul web.

Per la puntata numero 60 di Polesine Coast to Coast è venuto a trovarci un amico, Federico Grandesso.
I nostri ascoltatori lo conosceranno e certamente conosceranno la sua storia, il suo "Strano percorso" come dice Max Pezzali, nella canzone proposta dallo stesso Federico durante la puntata.
Federico ha avuto modo di raccontare la sua storia già altre volte a Radio Kolbe ed è quella di un uomo che all'età di 33 anni ha un incontro con un male incurabile e dopo un momento di lecito smarrimento, ha affrontato la malattia con tanta forza di volontà e soprattutto scoprendo un nuovo amore quello per la bicicletta (oltre all'amore per la vita, come ha specificato lo stesso Federico) che assieme ad una grande fede lo ha aiutato a superare questo momento di difficoltà: «L'amore per la bici lo avevo già da prima - dice Federico -  ma gli ho dato un senso nuovo, ho trovato una nuova motivazione per pedalare».
Questa storia è diventata un libro "A ruota libera": «è stato un passaggio fondamentale per mettere ordine dentro di me, - spiega Federico - avevo tre block notes scritti di getto e da tutto quello che ho scritto è stato estrapolato il succo della storia che è l'amore per la vita perchè se ami la vita accetti anche le prove più dure e riesci a trovare gli spunti che normalmente non troveresti».
Dopo la malattia, un viaggio casuale a Medjugorie ed un nuovo miracolo di nome Aurora, a dispetto di tutte le previsioni. «Sono partito per Medjugorie con due desideri: quello di ringraziare per la guarigione dalla malattia e per chiedere alla Madonna e la possibilità di avere un altro figlio, io e Samantha ne avevamo già due, ma fin da quando eravamo fidanzati avevamo coltivato il sogno di avere tre bambini e quando mi sono trovato sul monte delle apparizioni ho espresso anche questo desiderio che si è poi avverato. Esattamente un anno dopo quel viaggio è nata Aurora la mia pagina bianca su cui ho ricominciato a scrivere la mia storia».
Il libro si può ancora acquistare e adesso Federico sta facendo delle presentazioni proprio con l'intento di aiutare le persone ammalate a trovare la forza per superare la situazione.
Tra i nuovi progetti recentemente è nato un sito web (www.federicograndesso.it): «tanti mi chiedevano - dice Federico - di organizzare una  serata di presentazione del libro, e mi chiedono anche cosa faccessi durante le mie presentazioni. Io per dimostrare che non è la solita presentazione di un libro ho voluto realizzare questo sito web dove ci sono video e foto delle presentazioni del volume e così uno si può fare un'idea. Nel sito c'è poi una sezione  dove le persone si possono confidare e parlare della loro malattia.
Ho notato che pubblicamente, le persone fanno fatica a scrivere quello che stanno vivendo ma privatamente ho avuto contatti da tutta Italia».  La puntata è stata condotta da Thomas e da Chiara Roddi, ma prima del termine della rubrica è passato anche Alberto Boldrini per salutare l'ospite . In regia come sempre Enrico e Davide.

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martedì 24 febbraio 2015

E dopo il servizio civile? Tante opportunità di occupazione



Proprio in queste settimane, che vedranno molti giovani candidarsi per il nuovo anno di Servizio civile regionale, “Radio Volontariato” torna sull’argomento. Ma questa volta con un taglio tutto nuovo: cosa succede una volta terminato l’anno di servizio? In studio per la puntata della seconda metà di febbraio torna Giulia Rociola, ex volontaria del Servizio civile regionale in associazioni che accolgono senza fissa dimora, persone in difficoltà e richiedenti asilo.
Oggi Giulia è operatrice in due realtà del territorio che si occupano dei medesimi temi: Arcisolidarietà, una delle associazioni in cui ha svolto il Servizio civile, e l’associazione Di Tutti i Colori, che accoglie a Rovigo alcuni ragazzi e ragazze arrivati con la cosiddetta “emergenza Nordafrica”. “Per me è come se non avessi mai finito il servizio, nonostante sia passato quasi un anno – racconta Giulia – Mi è rimasto molto ed è stata un’esperienza, più ancora che di formazione, di conoscenza del territorio e di ciò che si può fare realmente”. L’anno di Servizio civile è servito a mettere in pratica quanto studiato all’Università e a vedere riconosciuta la propria professionalità. “E’ bello tornare dove avevi prestato servizio in precedenza e vedere le persone che ti riconoscono”. Agli aspiranti volontari cosa consigli? “Pazienza, essere stimolati, motivati, scegliere bene il progetto, se necessario rinunciando a proposte che non rispecchiano ciò che si vuole fare”.
La testimonianza di Giulia tocca un tema di forte attualità e oggetto di grande dibattito: l’accoglienza dei “profughi” in fuga dalle coste africane verso l’Europa.
Conosciuti in genere come un fenomeno, fatto di numeri, costi economici e non di rado pregiudizi, per Giulia sono le persone con cui trascorre buona parte della propria giornata: “Sono giovani, vengono in cerca di libertà, essendo fuggiti da paesi in cui la guerra o la discriminazione li mettevano a rischio”. L’Italia in crisi non offre molte opportunità, ma garantisce quelle libertà che altrove sono negate. “L’aspetto negativo è che questa crisi, oltre che economica, è diventata una crisi di relazioni. Le persone in difficoltà, invece di unirsi per cercare di migliorare la propria situazione, si isolano e si combattono tra di loro. In altre parole, una guerra tra poveri” La puntata è condotta da Francesco Casoni e Giulia Martello del Centro di servizio per il volontariato di Rovigo.

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giovedì 19 febbraio 2015

Tra storia, religione e attualità


I nostri radio ascoltatori sicuramente li conoscono bene. Sono i conduttori della rubrica Voce Francescana che è curata dell'Ordine Francescano Secolare del Polesine, una di quelle nate con la nostra emittente. A condurla in studio sono con puntualità le sorelle Francesca Magon, Carla Brunello,  Paola Belloni ed il fratello Antonio Tavian.
Leggono brani tratti dalle vite dei Santi e Beati del Francescanesimo, propongono riflessioni sulla vita quotidiana e danno informazioni sulle attività dell'Ofs in Polesine e non solo. Una voce silenziosa, parole quasi sussurrate ma che offrono un certamente l'occasione per fermarsi e ritagliarsi un momento di riflessione nel caos della vita quotidiana

mercoledì 18 febbraio 2015

Polesani in tour per il Polesine e per il mondo



C’è chi viaggia percorrendo il Polesine in lungo ed in largo e c’è chi viaggia percorrendo il mondo dall’alto al basso. In ogni caso a guidarli è una grande motivazione. Lo si scopre nel corso di un’altra interessante puntata di Polesine Coast to Coast. Si parte con lo sketch di Salvatore Binatti e Roberto Pizzoli, che fingono di fare quello che effettivamente fanno ogni domenica, ormai da molti anni, a Delta Radio: un collegamento dallo studio con un inviato su un campo di calcio. Solo che questa volta si collegano con un “campo” particolare, quello di Polesine Coast to coast dove Thomas, Alberto e Chiara riservano loro un'accoglienza da stadio. 
 Salvatore racconta quindi, nel corso della puntata come è nato il progetto “Calcio Tour”: «Quest’anno la nostra rubrica Domenica Sport compie 25 anni – ha detto Salvatore – i primi anni il conduttore della trasmissione era il carissimo amico Riccardo Travaglia ed io mi occupavo di seguire i risultati dai campi di Serie A. In quegli anni era obbligatorio informare sulla serie A perchè tutte le partite si giocavano alla domenica e gli appassionati erano costantemente collegati alla radiolina. Adesso invece le partite si giocano in orari diversi... Una volta che Riccardo ha dovuto lasciare la conduzione del programma ho preso in mano io la trasmissione ed ancora la conduco. Però ad un certo punto mi sono detto: nomino tutte le domeniche le squadre di calcio ed i giocatori ma sono tutte persone che non conosco direttamente. Quindi ho pensato che il modo migliore per conoscerli fosse prendere la borsa e le scarpe ed andare a giocare con loro. Questo mi sta dando modo di scoprire in modo più approfondito la realtà polesana». Il secondo ospite della puntata è Alessandro Milan, un giovane che invece non gira il Polesine ma il mondo intero: «Ho iniziato a viaggiare nel 2010, perchè avevo fatto domanda per svolgere un servizio di volontariato a Quito in Ecuador, ma nel frattempo trovai lavoro qui in Italia e dovetti rinunciare. Però con i primi soldi che guadagnai intrapresi il viaggio per andare a visitare quel posto. Andai assieme ad un amico che invece voleva vedere il Perù. Così visitammo entrambi i paesi. E lui fra l’altro l’ultimo giorno passato a Lima, incontrò la ragazza che poi è diventata sua moglie». Dal 2010 Alessandro ha viaggiato in tantissimi luoghi, è stato in Laos ed in Tibet: «Sono viaggi “Zaino in spalla” - ha detto Alessandro – senza regole né mete precise da visitare, senza luoghi in cui dormire, rappresentano il massimo della libertà, sono molto emozionanti, mettono a dura prova la tua capacità di adattamento e di organizzazione e caricano di adrenalina». 

Ascolta la puntata 















"Le dieci parole di Dio" lette alla radio


Da alcune puntate la rubrica Cercatori di Bellazza sta leggendo il libro di Paolo Rica "Le dieci parole di Dio. Le tavole della libertà e dell'amore", curato da Gabriella Caramore e in questa puntata ci si sofferma sul secondo comandamento, al divieto di creare immagini e non pronunciare invano il nome di Dio. Le letture in studio, durante queste puntate sono curate come al solito da Salvatore Filella, Giorgio Del Panta e Nazzareno Pellegrini.
"All'uomo è fatto divieto di creare immagini perchè questo è un modo per impadronirsi del segreto di Dio, di svelarlo con il suo pensiero con la sua immaginazione. I due comandamenti sono come angeli che vogliono salvaguardare l'immagine di Dio che non è un pezzo del nostro mondo ma appartiene ad un altro mondo». A differenza delle immagini, il nome di Dio si può utilizzare, anzi si è invitati ad usarlo nella preghiera ma ne è vietato l'abuso.

Ascolta la puntata del 16 febbraio
 

Ospite Stefano Barbierato allenatore del Rugby Lendinara


E' Stefano Barbierato allenatore del Rugby Badia, l'ospite di questa settimana a Linea di Meta. Nella prima parte della puntata ha analizzato, con Andrea Nalio, la sconfitta della nazionale italiana contro l'Inghilterra nella seconda partita del Torneo Sei Nazioni. Una sconfitta per 47 a 17 maturata sullo stadio di Twikenham.
La nostra nazionale è uscita con le ossa rotte anche questa volta dopo la pesante sconfitta casalinga con l'Irlanda. «E' stata una partita iniziata in modo perfetto - ha detto Stefano - siamo riusciti a segnare subito una meta. La nostra difesa ha tenuto bene ma poi c'è stato un calo evidente che non fa ben sperare per il futuro. E' stato sicuramente un calo psicologico più che un calo fisico.
I giocatori devono fare un esame di coscienza e prendersi le loro responsabilità».  Proprio alla vigilia di questa partita, un opinionista del quotidiano inglese Times aveva posto il quesito provocatorio sul fatto che sia l'Italia debba ancora continuare a fare parte del Sei nazioni, visto che lo disputa da ormai 15 anni ma le vittorie sono state poche: «Le nostre vittorie sono state poche - ha detto Stefano - ma non dimentichiamo che anche la Francia ha impiegato diversi anni prima di vincere una edizione del torneo. I campionati stranieri sono ad un livello superiore rispetto al nostro, noi dovremmo investire di più sul settore giovanile».
Si è poi parlato della società lendinarese di cui Stefano è tra gli artefici della rinascita: «E' iniziata circa 8 anni fa con un gruppo di ragazzi e soprattutto con il presidente Alberto Dal Martello che è tornato anche lui al rugby ed ha riportato il rugby a Lendinara. Io ero agli inizi come allenatore sono stato lì circa tre anni e dopo una pausa ho ripreso quest'anno. Adesso abbiamo iniziato la seconda fase del campionato la prima non è andata benissimo, ma abbiamo una squadra molto giovane, sono tutti ragazzi tra i 18 ed i 22 anni».

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mercoledì 11 febbraio 2015

Missione è... sostenere chi è nella malattia


La rubrica "Missione è..." dedica la puntata in onda questa settimana alla Giornata del malato, che si celebra l'11 febbraio. In studio don Gabriele Fantinati e don Giuliano Zattarin, che fra l'altro sono stati insieme in missione nella diocesi sorella di  Caetitè in Brasile. «Una collaborazione quella della diocesi di Adria-Rovigo con quella brasiliana che ancora continua - ha detto don Gabriele - perché là ci sono ancora le sorelle Missionarie della Redenzione e perché abbiamo contatti continui con i fedeli di quelle comunità. Inoltre, poche settimane fa ho avuto modo di incontrare il sacerdote piemontese che mi ha sostituito nella parrocchia di Tremedal.
L'arrivo di un nuovo sacerdote è stata una cosa positiva, ha portato una ventata di novità. Tutti serviamo ma non siamo indispensabili. Don Giuliano e don Gabriele hanno poi parlato della giornata dedicata agli ammalati: «Si celebra l'11 febbraio in quanto è l'anniversario delle apparizioni mariane a Lourdes - ha detto don Gabriele - è stata voluta da Papa Giovanni Paolo II.
In questa giornata la Chiesa invita le diocesi ad avere attenzione per gli ammalati. Da noi il giorno 11 febbraio si celebra una Santa Messa a Lendinara e anche nelle singole parrocchie ci saranno Messe appositamente dedicate agli ammalati».
Don Giuliano Zattarin ha ricordato il Vangelo di Marco della scorsa domenica, dedicato alla Suocera di Simone ammalata: «La malattia è propria della condizione umana, del nostro essere fragili, non è volontà di Dio. La fede non è quella che risolve tutti i problemi ma piuttosto ci aiuta a guardare avanti, a non chiuderci in noi stessi». Sempre don Giuliano ha letto un testo di Padre Bartolomeo Sorge in cui sostiene che Dio è fonte di gioia: «Chi trova Dio trova l'amore e la gioia. Anche Gesù era piano di gioia, era piano di pace e di gioia, perché aveva in sé la presenza di Dio».
«Gesù - ha detto don Gabriele - invita i discepoli a fare due cose in particolare: Annunciare il Vangelo e a curare i malati. L'allungarsi della vita non corrisponde ad una buona qualità della vita, comporta invece che molti siano coloro che si trovano nelle case di cura, negli istituti e negli ospedali, che vivono più a lungo ma spesso sono da soli e a loro dobbiamo rivolgere la nostra attenzione, non solo da parte dei sacerdoti ma anche da parte di tutti i cristiani».

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Vittoria del Rovigo. Ne parliamo con Alice Sponton


Linea di meta ospita questa settimana la giornalista del Gazzettino di Rovigo, Alice Sponton, per commentare, assieme ad Andrea Nalio la vittoria ottenuta domenica scorsa dal Rugby Rovigo Delta, contro il San Donà, per 52 a 17. Una vittoria che ha portato sicuramente una ventata di ottimismo e di fiducia in casa rossoblù, in vista dei prossimi impegni di campionato. Nella seconda parte della rubrica si è parlato anche della sconfitta della nazionale italiana nella prima partita del Sei Nazioni, giocata contro l'Irlanda e che è terminata con il pesante risultato di 3 a 26. La nazionale italiana sarà impegnata sabato prossimo, contro l'Inghilterra nel tempio del rugby inglese di Twickenham. Una partita che si prospetta davvero impegnativa per gli azzurri.

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Allegria e riflessioni a Polesine Coast to coast


Qualcuno va in onda, qualcuno passa a salutare. Qualcun altro arriva apposta per vedere dal vivo come si svolge un programma radio, e così in questo clima di serenità, curiosità e allegria è andata  in onda anche la puntata numero 58 di Polesine Coast to coast. 
In realtà doveva esserci come al solito,  un ospite in studio ma il bello della "non diretta" è anche questo: che l'ospite sia assente per cause di forza maggiore, ma la squadra compatta e collaudata  di Polesine Coast to Coast (in realtà mancava una Chiara) è riuscita lo stesso a condurre in porto la barca e ad ormeggiare nel palinsesto settimanale i  quarantacinque minuti a disposizione, riempendoli di notizie, battute ironiche, riflessioni e curiosità. 
Per gli amanti di back stage e titoli di coda diciamo che nel ruolo di chi è passato a salutare troviamo Alessandra e invece nella parte di coloro che sono venuti a vedere dal vivo come si svolge un programma radiofonico c'erano il giovanissimo Roberto accompagnato dalla zia Cristina. 
Per coloro invece che volessero riascoltare la puntata c'è il link qui sotto. 

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martedì 10 febbraio 2015

Un libro per scoprire chi era Pino Bellinetti


E' stato ospite della puntata di Ritratto d'autore, condotta da Milena Furini, Davide Dal Bosco, che ha scritto un libro per la Minelliana, intitolato "Pino Bellinetti, un giornalista in camicia nera". 
Davide si è laureato nel 2010 all'Università Ca' Foscari di Venezia in Storia, presso la facoltà di lettere e filosofia. Proprio in occasione della sua tesi di laurea ha svolto ricerche interessantissime che poi sono diventate un libro. Davide ha avuto il merito di riscoprire una figura chiave del fascismo polesano. 
«Il mio desiderio era quello di scrivere una tesi di laurea sulla storia locale del Polesine - ha detto Davide - ed è stato il mio relatore che mi ha fatto scoprire questa figura. Ed ha aggiunto: 
«Non c'era ancora un lavoro su Pino Bellinetti che avesse la presunzione di una completezza, anche se non penso sia stato detto tutto su questo personaggio che sicuramente è stato tra i personaggi principali del primo novecento in Polesine, è stato tra i fondatori del fascismo polesano, era un anticonformista per natura, sempre pronto alla polemica anche all'interno del suo stesso partito. 
Da giovanissimo era stato anche tra i fondatori del futurismo. Fu un politico ma non lo fu per molto tempo perchè aveva anche altri interessi e fu soprattutto un giornalista, scriveva infatti sul Corriere del Polesine e sull'organo del fascismo che era La Voce del Mattino. Tra il 1920 ed il 1930 ebbe una parte rilevante nella società rodigina, è stato uno squadrista, nei giorni della marcia su Roma, nel 1922 fu membro del quadrumvirato in Polesine. Da direttore della Voce del Mattino, trasformò il giornale in un piccolo salotto politico letterario, in cui confluirono intellettuali polesani del tempo itra cui Livio Rizzi, Eugenio Ferdinando Palmieri, Giuseppe Marchiori, Enzo Duse. Questi personaggi diedero vita ad una fase unica della storia culturale del Polesine. Diedero vita anche ad un periodico come l'Abbazia degli illusi che ebbe una eco internazionale».  
Davide ha letto in trasmissione due brani, tratti dal libro, tra cui uno scritto subito dopo l'omicidio di Matteotti, quando il partito proprio a seguito di quell'episodio fu caratterizzato da una frattura interna e in cui Bellinetti in qualche modo lo giustifica descrivendolo come un "delitto politico". 

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mercoledì 4 febbraio 2015

Il sogno di Giulia con la chitarra e il canto jazz


Mancava poco che nascesse con la chitarra in mano. Giulia Pizzardo infatti ha iniziato ad innamorarsi di questo strumento da piccolissima, quando sul tappeto a casa della nonna assisteva alle lezioni di chitarra che lo zio impartiva alla sua sorella maggiore. E così anche lei provava a strimpellare a casa ... poi come si sa, i bambini apprendono in fretta e lei è partita a bomba. Il sogno iniziato allora, Giulia lo conserva ancora e lo ha portato anche in radio, a Polesine Coast to coast, nella puntata numero 57, ospite di Thomas, Alberto, Chiara Rodella e Chiara Stecca. In regia a coordinare il tutto Davide ed Enrico.
Giulia ed Alberto fra l'altro hanno eseguito dal vivo un brano dei Green Day, "Wake me up when september ends".
«Attualmente frequento il conservatorio di Rovigo il corso di canto jazz. Inoltre faccio la corista in alcune band tributo che sono "Il molleggiato 2" e poi "Laura Pausini Project" con Elena Berto e novità di pochi giorni, in una cover band di Stevie Wonder».  Giulia ha anche avuto modo di insegnare chitarra durante l'animazione estiva a Granzette, la sua parrocchia. La puntata è stata anche l'occasione per festeggiare il compleanno di Thomas Paparella, ed infatti il tavolo della nostra radio è stato infarcito di dolci e bevande e soprattutto di una allegra compagnia. Uno spazio è stato riservato poi alle interessanti rubriche "Attualità giovane", "Accadde oggi" e "Tweet del Papa".

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