venerdì 30 gennaio 2015

La vita di Rita con la bicicletta, Pantani e la salita



Puntata di Ponte Radio dedicata al ciclismo ma questa volta assieme a Christian non c'è Max Destro. Al suo posto invece Rita Simeoni, ciclista polesana, che difende i Colori di Velo Club Due Torri di Rovigo. «Ho sempre amato lo sport - racconta Rita -  ma è solo da pochi anni che corro in bici, tuttavia da quando mi sono avvicinata al ciclismo è diventata una grande passione».
L'incontro con lo sport a due ruote è arrivato dopo uno slalom fra altre discipline sportive: «Da piccola facevo ginnastica ritmica poi ha abbandonato lo sport per motivi di studio, quando potevo andavo a correre a piedi e frequentavo la palestra ma sentivo la mancanza di uno sport che fosse mio e a cui mi dedicassi completamente. Ho comprato una bici e mi sono trovata subito bene». Di questo sport ama particolarmente le gare in salita, tra le montagne. Una cosa questa che l'accomuna al grande Marco Pantani verso cui Rita ha una grande ammirazione. Durante la puntata, infatti, ha scelto alcune canzoni dedicate proprio al Pirata, interpretate da Antonello Venditti e dagli Stadio.
Rita quest'anno ha portato a termine  numerose Gran Fondo tra cui che fanno parte del circuito Acsi. Una delle sue gare preferite è la Gran Fondo Sportfull che parte da Feltre ed è anche quella che ha il dislivello più elevato tra le competizioni che si svolgono in Italia. L'edizione di quest'anno fra l'altro,  è stata caratterizzata da situazioni meteorologiche avverse. Alla fine dell'anno viene assegnato un premio in base alle gare disputate e al tempo impiegato. Un'altra gara dura che ha affrontato è stata la Gran Fondo Giordana che prevedeva come salite il Gavia, il Mortirolo ed il Santa Cristina, passi che si affrontano anche al Giro d'Italia. Rita durante l'intervista ha spiegato anche come avviene la preparazione per affrontare queste gare impegnative: «Ho seguito le indicazioni del mio preparatore atletico  Marcello Pavarin, che è stato un ciclista professionista. La palestra quotidiana è sui Colli Euganei».

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Sopra alcune immagini dell'intervista di Rita a Radio Kolbe e sotto mentre affronta una salita



Ramatnal la passione per l'India e i progetti di aiuto ai più bisognosi


Per il quarto compleanno di “Radio Volontariato”, i conduttori si regalano un breve viaggio in India, accompagnati dall’associazione Ramatnal. Per poi tornare in fretta in Italia, dove la stessa associazione sta realizzando progetti per chi è rimasto senza casa. Dall’aiuto ai poveri nei villaggi indiani ai progetti per le famiglie senza casa a Rovigo, nella sua breve storia la piccola associazione nata nel 2009 in Polesine ha fatto passi da gigante. “Ramatnal è il nome di un villaggio indiano – spiega Paolo Gavioli, ospite della trasmissione – Qui abbiamo fatto la nostra prima esperienza di volontariato in una missione di Gesuiti, sostenendo un progetto a favore delle donne indiane”. Ritornati in Italia, è rimasta la passione per il subcontinente indiano e la voglia di continuare ad aiutare le aree più fragili del paese. Ramatnal ha sostenuto un progetto sanitario nello stato dell’Uttar Pradesh, per poi dedicarsi, in tempi più recenti, al sostegno ad un orfanotrofio nel Tamil Nadu. “La principale difficoltà? Il poco tempo da dedicare. Lavorando tutti, ci rimangono 30 o 40 giorni l’anno per seguire i progetti”. Presto è nata anche la voglia di impegnarsi in Italia, prima collaborando con Arcisolidarietà alla realizzazione di un progetto di accoglienza per famiglie senza casa e doposcuola per bambini, poi attivando progetti autonomamente. Attualmente a Lendinara si tiene un doposcuola aperto a bambini italiani e stranieri, ma anche a mamme straniere che abbiano bisogno di migliorare l’italiano. Contemporaneamente, ha preso il via il progetto “Casa Ramatnal”: attraverso la collaborazione con l’Ater, l’associazione mette a disposizione di famiglie bisognose una casa, purchè i futuri inquilini collaborino ai lavori di ristrutturazione. La prima famiglia si è insediata all’inizio dell’anno e altre lo faranno nei prossimi mesi. Per conoscere le attività dell’associazione e come collaborare con loro, è possibile visitare il sito www.ramatnal.it. La puntata è condotta da Francesco Casoni e Giulia Martello del Csv di Rovigo. E per festeggiare i quattro anni di trasmissioni, è in arrivo il nuovo logo della trasmissione. Ne sono state fatte 4 versioni. E’ possibile votare la propria preferita cliccando “mi piace” su una delle immagini pubblicate sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/radiovolontariato

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mercoledì 28 gennaio 2015

Pedrazzi analizza la sconfitta con il Valpollicella

Gradito ritorno a Linea di meta, di Roberto Pedrazzi, allenatore della Zhermack Rugby Badia, reduce purtroppo da una sconfitta con il Valpollicella per 31 a 3. Partita messa ai raggi X dall'allenatore durante la puntata. Una sconfitta che complica il percorso del Badia anche se nulla è perduto perchè adesso ad attendere i polesani ci sono altre partite per recuperare, domenica prossima a Rubano e poi a Milano e a Vicenza. «La sconfitta di domenica mette in evidenza la problematica di quest'anno - ha detto Pedrazzi - che c'è un calo mentale ad un certo punto della partita. Al riscaldamento avevo molte aspettative perchè avevo visto i ragazzi molto determinati nel riscaldamento ed ero sicuro che avremmo fatto un'ottima partita. Ed infatti per la prima mezz'ora avevamo giocato bene, eravamo andati in vantaggio per 3 a 0. Non molto ma avevamo giocato in modo molto ordinato. Al primo tempo eravamo 7 a 3 quindi non un grande svantaggio. Purtroppo nel secondo tempo, come successo altre volte abbiamo iniziato a mancare placaggi, ad avere problemi nei raggruppamenti, perdere palloni ed il Valpollicella ha fatto altre quattro mete e ci ha schiacciati».
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martedì 27 gennaio 2015

Conto su di te. L'associazione che sostiene le idee dei giovani.


E' tornato a far visita agli amici di Polesine Coast to Coast Antonio Esposito, che era già stato ospite con la rete studenti medi lo scorso anno e nella seconda puntata di quest'anno come oste della casa GP2. Questa volta invece è venuto a presentare l'associazione da lui fondata ovvero "Conto su di te". Associazione fondata assieme ad altri ragazzi dedicata ai giovani e che ha come slogan "tornano a contare le idee",  perché l'associazione ha come scopo quello di fare da tramite tra i giovani e le istituzioni della città e non solo. I ragazzi che ne fanno parte hanno un'età compresa tra i 16 ed i 35 anni. «Ci proponiamo di rielaborare idee - ha spiegato Antonio - a partire dall'istruzione a scuola fino ad  arrivare ai laboratori teatrali ed ai laboratori teatrali che possono andare da un campo di azione che può essere la tutela dell'ambiente, la tutela della legalità ed anche l'intercultura come nell'incontro che si è svolto sabato 24 gennaio». Antonio ha sempre avuto la passione per i giovani ed il volontariato: «sono volontario in associazioni che si occupano di disabilità - ha aggiunto Antonio - quali Unitalsi ed Amici di Elena ma poi collaboro da esterno anche con altre associazioni. Poi spostando il campo di azione con il WWF e poi tramite la mia ragazza con la Lav e poi tramite amici di amici, mi sono integrato anche con la Caritas, poi con la Fionda di Davide». Per Antonio il volontariato è come le ciliegie: «una tira l'altra!». Ed ha aggiunge: «qualche sera fa mi hanno chiesto: cosa significa per te la parola servizio? Ed io ho risposto che significa soprattutto azione». 
In studio assieme ad Antonio erano presenti i conduttori Alberto, Thomas e Chiara Rodella. In regia invece Enrico e Davide. Anche per questo secondo appuntamento, era presente Carlo Alberto che ha effettuato le riprese video. Dunque un'altra puntata confezionata in modo sempre più professionale. 

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lunedì 26 gennaio 2015

Aiutiamo persone... Di tutti i colori


Tantissimi sono gli arrivi di immigrati sulle nostre coste in particolare nel 2014 c'è stato un incremento esponenziale rispetto agli anni precedenti. Sono soprattutto profughi, persone che fuggono da guerre che sono in corso nei loro Paesi e cercano aiuto anche in Italia dove ci sono associazioni che si occupano di dare alloggio e accoglienza.
Una di queste è “l'Associazione Di tutti i colori” di Occhiobello, di cui noi abbiamo avuto come ospite nella rubrica Ponte Radio la presidente Francesca De Luca.
«L'Associazione Di tutti i colori – ha spiegato Francesca - è una associazione di Promozione Sociale, regolarmente iscritta all'albo regionale. E' stata ufficialmente costituita come associazione nel 2005 anche se operava nel territorio già da qualche anno. E' nata ad Occhiobello ma opera anche in diverse parti della provincia di Rovigo ed anche a Ferrara, e nasce dall'unione di intenti tra persone italiane e persone provenienti da paesi diversi che però si trovavano ad essere residenti ad Occhiobello.
Per cui la nostra è una associazione che nasce e che vede tra i soci fondatori persone di diversa nazionalità: Marocco, Tunisia, Brasile, Albania, Romania. I motivi per cui è nata erano sostanzialmente due: il primo quello di essere un punto di riferimento e fungere da sportello informativo per gli immigrati fornendo notizie riguardanti la burocrazia italiana e gli adempimenti necessari, e in secondo luogo per informare gli italiani sulla cultura dei paesi di provenienza di queste persone che venivano ad abitare nel loro territorio». Una delle attivit finalizzate a questo scopo è la Festa dei popoli, organizzata annualmente e giunta ormai alla 14ª edizione.
«L'accoglienza è solo una branca dell'associazione che si sviluppa nel settore formavo, negli istituti scolastici, la bottega dell'usato gestita dalla cooperativa “La fraternità” in cooperazione con i nostri volontari ed altre attività varie.
L'accoglienza però ultimamente è diventata una parte fondamentale della nostra attività. I ragazzi sono accolti in appartamento, cerchiamo di seguire i criteri dello Sprar, il servizio di protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati, che è un servizio costante nel territorio ed ha degli standard qualitativi molto più alti rispetto al piano emergenza. Quindi i ragazzi sono ospitati in appartamenti da noi locati presso privati. Abbiamo in accoglienza 31 ragazzi, di cui 12 su Rovigo divisi in due appartamenti e 19 in Occhiobello divisi in un appartamento di quattro ragazzi e in una struttura medio grande di 15 persone, si tratta di un ex ricovero per anziani che noi abbiamo riadattato quindi si tratta di una struttura abbastanza grande. Provengono da diversi paesi, 25 di loro sono Nigeriani, un ragazzo proviene dal Niger, due dal Gambia, uno dal Benin, uno dalle Filippine ed uno dal Gana».
Francesca ha chiarito, nel corso della puntata, molti aspetti che riguardano l'immigrazione e anche le modalità con cui è sostenuta economicamente, sfatando pregiudizi e luoghi comuni che la stampa generalista, tante volte, non aiuta a chiarire.

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sabato 24 gennaio 2015

Cammina... con qualunque tempo. Cineforum al Teatro Duomo.



Nella puntata di "Per un pugno di film" in onda questa settimana, Dennis e Simone ospitano Agnese, Grazia e Lucia del Gruppo Missionario dei Veri Amici, che in collaborazione con la Parrocchia del Duomo di Rovigo e l'Associazione di Promozione sociale Ab@genzi  organizzano la rassegna di film intitolata "Cammina... con qualunque tempo" che si svolgerà al teatro Duomo di Rovigo. Cinque i film in programma, si parte venerdì 30 gennaio con il film "Still Life" di Umberto Pasolini, venerdì 13 febbraio "La mafia uccide solo d'estate" di Pif, venerdì 27 febbraio "Il ragazzo con la bicicletta" di Jean Pierre e Luc Dardenne, venerdì 13 marzo "Noi 4" di Francesco Bruni, venerdì 27 marzo "Quartet" di Dustun Hoffman. Le proiezioni che inizieranno alle ore 21.00, saranno tutte ad ingresso libero con Tessera Abagenzi. Per informazioni si può visitare il sito web della parrocchia del Duomo di Rovigo o mandare una mail all'indirizzo apsabagenzi@gmail.com

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martedì 20 gennaio 2015

La bellezza dell'unità tra i Cristiani


"Dammi un po' d'acqua da bere" è il titolo della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, che si celebra dal 18 al 25 gennaio. La rubrica "Cercatori di bellezza", condotta da Salatore Filella, Giorgio Del Panta e Nazzareno Pellegrini, si sofferma questa settimana proprio su questo argomento, utilizzando il testo messo a disposizione dalla Società Biblica in Italia. Ogni anno infatti, quest'ultima,  mette a disposizione dei cristiani, alcuni testi biblici appositamente scelti da un gruppo internazionale ecumenico composto da rappresentanti dei Consiglio Ecumenico delle Chiese e del Pontificio Consiglio per la promozione dell'Unità dei Cristiani. Il testo parte dal Vangelo di Giovanni 4,7 in cui Gesù è seduto, affaticato, vicino al pozzo di Giacobbe e chiede ad una donna Samaritana di dargli da bere. Gesù in questa situazione manifesta la sua natura di uomo, con tutte le sue debolezze. La sete di Gesù è la sete che può manifestare ciascuno di noi: sete di senso, di novità, di incoraggiamento, di gesti significativi. Il valore della Settimana di preghiera è quello di unire le voci per chiedere insieme "il dono di Dio".
La data di preghiera per l'Unità dei Cristiani dell'emisfero nord va dal 18 al 25 gennaio ed è stata proposta da Paul Wattson  perchè compresa tra la festa della Cattedra di San Pietro e la data di conversione di San Paolo.  Nell'emisfero sud le chiese celebrano invece la settimana di preghiera per l'Unità dei Cristiani in date diverse.

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lunedì 19 gennaio 2015

La vita di Sofia, tra Turchia e Palestina


Puntata numero 55 di Polesine Coast to coast il programma più giovane e brioso di Radio Kolbe. Ospite della puntata è stata questa volta Sofia Verza, giovane rodigina che durante gli ultimi due anni ha trascorso dieci mesi in Turchia ed un mese in Palestina. Dove fra l'altro, ritornerà a marzo di quest'anno. «Sono due cose molto diverse l'una dall'altra, quando sono stata in Palestina, precisamente nel nord della Cisgiordania, ci sono stata con una associazione universitaria di Trento, (a Trento infatti frequento Giurisprudenza), che quattro anni fa ha iniziato a fare progetti di cooperazione internazionale in Palestina. Adesso portiamo avanti vari tipi di progetti, in ambito sia sportivo sia culturale. Uno degli obiettivi è fare conoscere all'Italia ciò che accade lì nel modo più semplice possibile, per superare quelle barriere che ci sono imposte dai nostri media, per dare voce e chi non ce l'ha». Sofia ha spiegato come è nato questo suo interesse per la cooperazione internazionale: «per quanto riguarda la Palestina - ha detto - ho conosciuto alcuni dei ragazzi che avevano fondato questa associazione e mi hanno chiesto se ero disponibile ad ad aiutarli a realizzare il loro progetto di reportage , tra l'altro Trento è un posto ideale per la cooperazione internazionale perché in quella città hanno una maggiore disponibilità economica e minori vincoli burocratici rispetto ad altri posti». In Turchia ha passato i primi sei mesi in Erasmus ad Istanbul ed i successivi cinque mesi ho fatto un tirocinio presso una fondazione che si occupa di lobbing per l'entrata in Turchia dell'Unione Europea, quindi una causa un po' persa a dire il vero. Io nello specifico facevo ricerca per la libertà di espressione in Turchia. La Turchia da circa 40 anni ha chiesto di essere nella lista dei paesi che hanno chiesto di entrare nell'Unione Europea». A condurre la puntata Thomas, Alberto, Chiara Roddi e Chiara Stecca. In regia ad assisterli Enrico. Inoltre la puntata è stata videoripresa grazie alla collaborazione di Carlo Alberto Piva.

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venerdì 16 gennaio 2015

Servizio Civile a Legambiente. Una grande occasione di crescita.


E' imminente l'uscita dei nuovi bandi per i volontari del Servizio Civile nazionale e di quello regionale. Abbiamo voluto raccontarlo agli ascoltatori di "Radio Volontariato" attraverso la testimonianza di due giovani volontari che stanno per terminare l'anno di Servizio civile. Giulia e Federico hanno scelto Legambiente per il loro anno di servizio: 12 mesi, 30 ore la settimana, con un rimborso mensile di 433 euro e un progetto costruito apposta per loro.
Il perchè, ce lo spiega Federico: "Studio urbanistica allo Iuav di venezia. Ho scelto Legambiente Veneto perchè tratta dinamiche inerenti al territorio. L'ho vista come un'occasione per accrescere le mie competenze". Giulia, invece, racconta: ""mi sono avvicinata al Servizio civile in modo più ingenuo e casuale. Studio architettura e sono stata attirata dai manifesti che pubblicizzavano questa esperienza. Per me era un modo per scoprire cose nuove e avvicinarmi al volontariato". Il progetto di Federico e Giulia coinvolge volontari in tutta Italia in una ricerca sull'inquinamento. Da qui nasce il report "Mal'aria", di prossima pubblicazione, che descrive le condizioni di inquinamento atmosferico delle nostre città.
 La pianura padana, non è una novità, è una delle aree più inquinate d'Europa, non solo per ragioni geografiche. All'aria "stagnante" si aggiunge, spiega Federico, "centri urbani distanti tra loro, che rendono necessario l'uso dell'automobile, lo sviluppo di sempre nuove strade e autostrade in sfavore della ferrovia e del trasporto pubblico". Temi che toccano nel vivo gli argomenti studiati da Federico all'università. Conferma Giulia: "Il Servizio civile è molto importante per la formazione. Sono cose che non si studiano all'università, ma si imparano direttamente sul campo". Chi fosse interessato a saperne di più sul Servizio civile e sui prossimi bandi, tenga d’occhio il sito www.csvrovigo.it.
La puntata è curata e condotta da Francesco Casoni del Centro di servizio per il volontariato di Rovigo.

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Angelica racconta la sua passione per la cultura cinese


Lo avevamo annunciato già su queste pagine nelle scorse settimane. A Ponte Radio è ospite questa settimana Angelica Sivieri, studentessa di Corbola, che ha appena concluso il percorso di laurea triennale a Venezia in “Lingue e culture dell'Asia e dell'Africa Meridionale”. In particolare, Angelica ci ha parlato della sua passione per la lingua e la cultura della Cina. «Già al liceo classico – spiega Angelica – avevo iniziato a leggere alcuni libri riguardanti la cultura della Cina, soffermandomi principalmente sull'aspetto economico, sociale e politico di questa grande nazione». Angelica ha descritto come è strutturato il suo corso di laurea, inoltre, avendo vissuto per un periodo di quattro mesi a Pechino: «Andare in Cina fa una grande impressione, soprattutto quando si ha studiato La cosa che mi ha colpito di più è stata la commistione di occidentale e di cinese, perchè quando ci si muove in una città così grande, (perchè accoglie più di 19 milioni di persone), sembra proprio di essere in una megalopoli occidentale, per gli edifici e per l'architettura ma in realtà poi scopri attraverso le persone che si incontrano, come i venditori delle bancarelle alimentari a bordo della strada, o avvicinandoti ad un tempio o ancora parlando con le persone, che per quanto siano stati presi elementi occidentali è tutta una realtà diversa». Angelica ha poi raccontato le difficoltà che ha incontrato studiano questa lingua: «direi che ci sono due difficoltà principali, una dipende dalla tipologia della lingua perchè è una lingua orientale ed ogni lingua orientale ha una logica, una struttura delle frasi completamente diversa da quelle occidentali, quindi bisogna abituare la mente a ragionarel in modo diverso e secondo gli ideogrammi che sono migliaia e bisogna impararli ed è molto difficile memorizzarli tutti».

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mercoledì 14 gennaio 2015

Marco e la sua esperienza alla Route Nazionale dell'Agesci


Prima puntata targata 2015 per i ragazzi di Polesine Coast to Coast, schierati in studio con la seguente formazione: Thomas, Chiara Roddi ed Alberto ai microfoni ed Enrico alla regia. Si è ripreso il filone delle testimonianze sulle esperienze di cammino, che aveva già offerto agli ascoltatori le testimonanze di due giovani che avevano intrapreso la via di Santiago di Compostela. Questa volta è stato ospite in studio Marco Balducci, scout che fa parte del Clan di Polesella e che ha raccontato la sua esperienza alla "Route nazionale di San Rossore". La Route nazionale, è la “strada” che i Rover e le Scolte dell’Agesci (Associazione guide e scouts cattolici italiani) hanno percorso nell’estate dello scorso anno. Dal 1 al 6 agosto si sono svolti i campi mobili e dal 7 al 10 agosto si è tenuto il grande incontro nel campo fisso appunto a San Rossore in provincia di Pisa che ha coinvolto migliaia di giovani. Marco ha parlato di come questa esperienza lo abbia entusiasmato e sia stata fortemente significativa per la sua vita. I ragazzi si sono anche soffermati sugli attentati dei giorni scorsi a Parigi cercando di capire e riflettere su quanto accaduto facendo alcune considerazioni ed esprimendo il proprio punto di vista.
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martedì 13 gennaio 2015

La fede più forte della paura: Padre Toni torna in Sierra Leone


In questa puntata di Missione è ... don Silvio Baccaro intervista Padre Tony Senno, missionario saveriano in Sierra Leone, tornato a casa per qualche settimana ma che proprio in questi giorni si prepara a tornare in Africa.
La Sierra Leone come sappiamo è uno di quei stati dove il Virus Ebola si è diffuso maggiormente provocando tantissime vittime: «Questo virus ci ha colti di sorpresa ha detto Padre Tony - come un fulmine a ciel sereno, non solo noi missionari ma anche l'autorità sanitaria. C'erano stati degli avvertimenti ma la situazione non sembrava così grave. Solo dopo che si verificarono diversi casi nel sud della nazione il governo ha cercato di risolvere la situazione chiedendo aiuto agli Stati Uniti, alla Germania, alla Spagna e all'Italia, stati che già operavano in Sierra Leone con ospedali da campo.
Non è stato facile per due motivi: primo perché non c'era e non c'è ancora un vaccino appropiato  e secondo c'è il problema della "non informazione": per chi vive in Africa, in paesi come la Sierra Leone, la comunicazione è difficile, non c'è il telefono, non c'è il cellulare, puoi utilizzare solo un satellitare. Per percorrere cento chilometri di strada io ho impiegato sei ore, lì si trova la la missione più vicina alla mia. Le informazioni che arrivano sono frammentarie e parlano di gente che scappa dagli ospedali da campo. Queste difficoltà hanno provocato altre morti. I morti in Guinea e in Liberia sono molto più numerose di quelle raccontante dai numeri ufficiali. A Mongo l'unica cosa che ti possono fare è misurarti la febbre, se ce l'hai vieni isolato. Non c'è modo di guarire. L'ospedale più vicino è a 115 chilometri di distanza come dicevo. Questo è causa sicuramente di timore anche per noi missionari, la paura varia da individuo a individuo. Diverse Ong hanno lasciato il paese e anche migliaia di cinesi se ne sono andati. Anche qualche missionario ha chiesto di essere spostato altrove. Noi fino ad ora abbiamo scelto di rimanere. Abbiamo certamente paura ma almeno nel mio caso la fede è più forte e mi spinge a ritornare. Fra tre settimane ritornerò, animato dalla gioia, dalla fede e dalle speranza di sempre».

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martedì 6 gennaio 2015

Il cammino di Padre Alex Zanotelli, cercatore di bellezza



La rubrica "Cercatori di bellezza" si sofferma questa settimana sulla figura di Padre Alex Zanotelli, attraverso un documento testimonianza che lo stesso Zanotelli ha pubblicato recentemente in internet. Salvatore Filella e Gorgio Del Panta leggono agli ascoltatori la testimonianza del missionario comboniano riportata in un documento intitolato "Cammino di cammini".
Si parte dal libro del Deuteronomio, che racconta l'uscita dall'Egitto del Popolo Ebraico e dei quarant'anni passati nel deserto. «Voi chiedete il mio cammiono - scrive Padre Alex - il cammino che io ho fatto, sono stati quarant'anni, cinquant'anni di vita adulta che il Signore mi ha regalato. Ringrazio il Signore perchè nella vita sono passato da una tempesta all'altra, da una crisi all'altra e sono state queste tempeste che mi hanno aiutato ad aprire gli occhi». Padre Alex inizia quindi a ripercorrere le tappe principali della sua via, dalla nascita nella Val di Non in provincia di Trento, il viaggio in America giovanissimo, dove studiando Teologia nell'Ohio decide di diventare Sacerdote, gli anni passati in missione nel Sudan uno dei paesi più poveri del mondo. Poi l'incontro con l'Islam, la decisione di conoscere a fondo anche questa relione. Ed ancora la direzione della rivista Nigrizia che gli dà l'opportunità di conoscere l'Italia come prima non l'aveva mai conosciuta, il coraggio di denunciare quello che non funziona in questa nazione, gli squilibri, le ingiustizie, la corruzione.

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domenica 4 gennaio 2015

Post Amarcord ...


Post Amarcord (termine derivato dal film di Federico Fellini che a sua volta lo aveva ricavato da una espressione romagnola "am' ricord" - mi ricordo) dedicato soprattutto ai nuovi della radio... per aprire una finestrella sul passato, un post nato dal fatto che in questi giorni mi sono passati tra le mani vecchi dvd contenenti foto varie tra cui anche quelle della nostra radio....

Sopra un tramonto visto dalla finestra della regia nella vecchia sede al don Bosco ... notare la mitica regia dell'Elte in Ms-Dos, il telefono con la rotella per i numeri, i giradischi della Tecnics ed il vecchio Mixer analogico.  Qui sotto invece la saletta registrazione con in corso una rubrica curata da Settimio Rigolin, mentre il primo a destra è don Mario Lucchiari


Qui sotto la presentazione alla stampa dell'opuscolo e del concerto dedicato ai vent'anni della radio 


Qui sotto una foto dei 98anno0 capitanati da Christian Rosa ospiti a Radio Kolbe nel 2005


Questo un vecchio filmato durante la registrazione di Voce Francescana, programma storico nel palinsesto della nostra emittente, da sinistra si riconoscono Antonio Zuccolo, Rita Gambalonga, Francesca Marangon e Umberto Chiarato. Ed il sottoscritto in regia. 



Qui sotto invece una foto della nuova sede in restauro un nuovo capitolo di Radio Kolbe 
stava per cominciare ...



sabato 3 gennaio 2015

Riassunto del 2014 tra amici, con canzoni e ricordi


Ultima puntata annuale anche per Polesine Coast to Coast. E' stata anche questa una puntata di festa, con numerosi ospiti in studio, assieme ai conduttori Alberto, Thomas, Chiara R e la regia curata da Enrico De Stefani. Sono intervenuti in trasmissione l'amico Giuseppe Mortella, Pietro Osti (direttamente da Radio Bue), Federico Oliva, Emma, e Santo. Insieme hanno ripercorso gli eventi che hanno caratterizzato l'anno appena trascorso, soffermandosi in particolare su quelli sportivi, con il mondiale di calcio vinto dalla Germania ed il Tour de France conquistato da Vincenzo Nibali e poi la finale scudetto del Rugby Rovigo. E' stata l'occasione per fare un brindisi in compagnia e consumare una fetta di panettone, mentre scorrevano in sottofondo le canzoni che hanno caratterizzato il 2014. 

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venerdì 30 gennaio 2015

La vita di Rita con la bicicletta, Pantani e la salita



Puntata di Ponte Radio dedicata al ciclismo ma questa volta assieme a Christian non c'è Max Destro. Al suo posto invece Rita Simeoni, ciclista polesana, che difende i Colori di Velo Club Due Torri di Rovigo. «Ho sempre amato lo sport - racconta Rita -  ma è solo da pochi anni che corro in bici, tuttavia da quando mi sono avvicinata al ciclismo è diventata una grande passione».
L'incontro con lo sport a due ruote è arrivato dopo uno slalom fra altre discipline sportive: «Da piccola facevo ginnastica ritmica poi ha abbandonato lo sport per motivi di studio, quando potevo andavo a correre a piedi e frequentavo la palestra ma sentivo la mancanza di uno sport che fosse mio e a cui mi dedicassi completamente. Ho comprato una bici e mi sono trovata subito bene». Di questo sport ama particolarmente le gare in salita, tra le montagne. Una cosa questa che l'accomuna al grande Marco Pantani verso cui Rita ha una grande ammirazione. Durante la puntata, infatti, ha scelto alcune canzoni dedicate proprio al Pirata, interpretate da Antonello Venditti e dagli Stadio.
Rita quest'anno ha portato a termine  numerose Gran Fondo tra cui che fanno parte del circuito Acsi. Una delle sue gare preferite è la Gran Fondo Sportfull che parte da Feltre ed è anche quella che ha il dislivello più elevato tra le competizioni che si svolgono in Italia. L'edizione di quest'anno fra l'altro,  è stata caratterizzata da situazioni meteorologiche avverse. Alla fine dell'anno viene assegnato un premio in base alle gare disputate e al tempo impiegato. Un'altra gara dura che ha affrontato è stata la Gran Fondo Giordana che prevedeva come salite il Gavia, il Mortirolo ed il Santa Cristina, passi che si affrontano anche al Giro d'Italia. Rita durante l'intervista ha spiegato anche come avviene la preparazione per affrontare queste gare impegnative: «Ho seguito le indicazioni del mio preparatore atletico  Marcello Pavarin, che è stato un ciclista professionista. La palestra quotidiana è sui Colli Euganei».

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Sopra alcune immagini dell'intervista di Rita a Radio Kolbe e sotto mentre affronta una salita



Ramatnal la passione per l'India e i progetti di aiuto ai più bisognosi


Per il quarto compleanno di “Radio Volontariato”, i conduttori si regalano un breve viaggio in India, accompagnati dall’associazione Ramatnal. Per poi tornare in fretta in Italia, dove la stessa associazione sta realizzando progetti per chi è rimasto senza casa. Dall’aiuto ai poveri nei villaggi indiani ai progetti per le famiglie senza casa a Rovigo, nella sua breve storia la piccola associazione nata nel 2009 in Polesine ha fatto passi da gigante. “Ramatnal è il nome di un villaggio indiano – spiega Paolo Gavioli, ospite della trasmissione – Qui abbiamo fatto la nostra prima esperienza di volontariato in una missione di Gesuiti, sostenendo un progetto a favore delle donne indiane”. Ritornati in Italia, è rimasta la passione per il subcontinente indiano e la voglia di continuare ad aiutare le aree più fragili del paese. Ramatnal ha sostenuto un progetto sanitario nello stato dell’Uttar Pradesh, per poi dedicarsi, in tempi più recenti, al sostegno ad un orfanotrofio nel Tamil Nadu. “La principale difficoltà? Il poco tempo da dedicare. Lavorando tutti, ci rimangono 30 o 40 giorni l’anno per seguire i progetti”. Presto è nata anche la voglia di impegnarsi in Italia, prima collaborando con Arcisolidarietà alla realizzazione di un progetto di accoglienza per famiglie senza casa e doposcuola per bambini, poi attivando progetti autonomamente. Attualmente a Lendinara si tiene un doposcuola aperto a bambini italiani e stranieri, ma anche a mamme straniere che abbiano bisogno di migliorare l’italiano. Contemporaneamente, ha preso il via il progetto “Casa Ramatnal”: attraverso la collaborazione con l’Ater, l’associazione mette a disposizione di famiglie bisognose una casa, purchè i futuri inquilini collaborino ai lavori di ristrutturazione. La prima famiglia si è insediata all’inizio dell’anno e altre lo faranno nei prossimi mesi. Per conoscere le attività dell’associazione e come collaborare con loro, è possibile visitare il sito www.ramatnal.it. La puntata è condotta da Francesco Casoni e Giulia Martello del Csv di Rovigo. E per festeggiare i quattro anni di trasmissioni, è in arrivo il nuovo logo della trasmissione. Ne sono state fatte 4 versioni. E’ possibile votare la propria preferita cliccando “mi piace” su una delle immagini pubblicate sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/radiovolontariato

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mercoledì 28 gennaio 2015

Pedrazzi analizza la sconfitta con il Valpollicella

Gradito ritorno a Linea di meta, di Roberto Pedrazzi, allenatore della Zhermack Rugby Badia, reduce purtroppo da una sconfitta con il Valpollicella per 31 a 3. Partita messa ai raggi X dall'allenatore durante la puntata. Una sconfitta che complica il percorso del Badia anche se nulla è perduto perchè adesso ad attendere i polesani ci sono altre partite per recuperare, domenica prossima a Rubano e poi a Milano e a Vicenza. «La sconfitta di domenica mette in evidenza la problematica di quest'anno - ha detto Pedrazzi - che c'è un calo mentale ad un certo punto della partita. Al riscaldamento avevo molte aspettative perchè avevo visto i ragazzi molto determinati nel riscaldamento ed ero sicuro che avremmo fatto un'ottima partita. Ed infatti per la prima mezz'ora avevamo giocato bene, eravamo andati in vantaggio per 3 a 0. Non molto ma avevamo giocato in modo molto ordinato. Al primo tempo eravamo 7 a 3 quindi non un grande svantaggio. Purtroppo nel secondo tempo, come successo altre volte abbiamo iniziato a mancare placaggi, ad avere problemi nei raggruppamenti, perdere palloni ed il Valpollicella ha fatto altre quattro mete e ci ha schiacciati».
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martedì 27 gennaio 2015

Conto su di te. L'associazione che sostiene le idee dei giovani.


E' tornato a far visita agli amici di Polesine Coast to Coast Antonio Esposito, che era già stato ospite con la rete studenti medi lo scorso anno e nella seconda puntata di quest'anno come oste della casa GP2. Questa volta invece è venuto a presentare l'associazione da lui fondata ovvero "Conto su di te". Associazione fondata assieme ad altri ragazzi dedicata ai giovani e che ha come slogan "tornano a contare le idee",  perché l'associazione ha come scopo quello di fare da tramite tra i giovani e le istituzioni della città e non solo. I ragazzi che ne fanno parte hanno un'età compresa tra i 16 ed i 35 anni. «Ci proponiamo di rielaborare idee - ha spiegato Antonio - a partire dall'istruzione a scuola fino ad  arrivare ai laboratori teatrali ed ai laboratori teatrali che possono andare da un campo di azione che può essere la tutela dell'ambiente, la tutela della legalità ed anche l'intercultura come nell'incontro che si è svolto sabato 24 gennaio». Antonio ha sempre avuto la passione per i giovani ed il volontariato: «sono volontario in associazioni che si occupano di disabilità - ha aggiunto Antonio - quali Unitalsi ed Amici di Elena ma poi collaboro da esterno anche con altre associazioni. Poi spostando il campo di azione con il WWF e poi tramite la mia ragazza con la Lav e poi tramite amici di amici, mi sono integrato anche con la Caritas, poi con la Fionda di Davide». Per Antonio il volontariato è come le ciliegie: «una tira l'altra!». Ed ha aggiunge: «qualche sera fa mi hanno chiesto: cosa significa per te la parola servizio? Ed io ho risposto che significa soprattutto azione». 
In studio assieme ad Antonio erano presenti i conduttori Alberto, Thomas e Chiara Rodella. In regia invece Enrico e Davide. Anche per questo secondo appuntamento, era presente Carlo Alberto che ha effettuato le riprese video. Dunque un'altra puntata confezionata in modo sempre più professionale. 

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lunedì 26 gennaio 2015

Aiutiamo persone... Di tutti i colori


Tantissimi sono gli arrivi di immigrati sulle nostre coste in particolare nel 2014 c'è stato un incremento esponenziale rispetto agli anni precedenti. Sono soprattutto profughi, persone che fuggono da guerre che sono in corso nei loro Paesi e cercano aiuto anche in Italia dove ci sono associazioni che si occupano di dare alloggio e accoglienza.
Una di queste è “l'Associazione Di tutti i colori” di Occhiobello, di cui noi abbiamo avuto come ospite nella rubrica Ponte Radio la presidente Francesca De Luca.
«L'Associazione Di tutti i colori – ha spiegato Francesca - è una associazione di Promozione Sociale, regolarmente iscritta all'albo regionale. E' stata ufficialmente costituita come associazione nel 2005 anche se operava nel territorio già da qualche anno. E' nata ad Occhiobello ma opera anche in diverse parti della provincia di Rovigo ed anche a Ferrara, e nasce dall'unione di intenti tra persone italiane e persone provenienti da paesi diversi che però si trovavano ad essere residenti ad Occhiobello.
Per cui la nostra è una associazione che nasce e che vede tra i soci fondatori persone di diversa nazionalità: Marocco, Tunisia, Brasile, Albania, Romania. I motivi per cui è nata erano sostanzialmente due: il primo quello di essere un punto di riferimento e fungere da sportello informativo per gli immigrati fornendo notizie riguardanti la burocrazia italiana e gli adempimenti necessari, e in secondo luogo per informare gli italiani sulla cultura dei paesi di provenienza di queste persone che venivano ad abitare nel loro territorio». Una delle attivit finalizzate a questo scopo è la Festa dei popoli, organizzata annualmente e giunta ormai alla 14ª edizione.
«L'accoglienza è solo una branca dell'associazione che si sviluppa nel settore formavo, negli istituti scolastici, la bottega dell'usato gestita dalla cooperativa “La fraternità” in cooperazione con i nostri volontari ed altre attività varie.
L'accoglienza però ultimamente è diventata una parte fondamentale della nostra attività. I ragazzi sono accolti in appartamento, cerchiamo di seguire i criteri dello Sprar, il servizio di protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati, che è un servizio costante nel territorio ed ha degli standard qualitativi molto più alti rispetto al piano emergenza. Quindi i ragazzi sono ospitati in appartamenti da noi locati presso privati. Abbiamo in accoglienza 31 ragazzi, di cui 12 su Rovigo divisi in due appartamenti e 19 in Occhiobello divisi in un appartamento di quattro ragazzi e in una struttura medio grande di 15 persone, si tratta di un ex ricovero per anziani che noi abbiamo riadattato quindi si tratta di una struttura abbastanza grande. Provengono da diversi paesi, 25 di loro sono Nigeriani, un ragazzo proviene dal Niger, due dal Gambia, uno dal Benin, uno dalle Filippine ed uno dal Gana».
Francesca ha chiarito, nel corso della puntata, molti aspetti che riguardano l'immigrazione e anche le modalità con cui è sostenuta economicamente, sfatando pregiudizi e luoghi comuni che la stampa generalista, tante volte, non aiuta a chiarire.

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sabato 24 gennaio 2015

Cammina... con qualunque tempo. Cineforum al Teatro Duomo.



Nella puntata di "Per un pugno di film" in onda questa settimana, Dennis e Simone ospitano Agnese, Grazia e Lucia del Gruppo Missionario dei Veri Amici, che in collaborazione con la Parrocchia del Duomo di Rovigo e l'Associazione di Promozione sociale Ab@genzi  organizzano la rassegna di film intitolata "Cammina... con qualunque tempo" che si svolgerà al teatro Duomo di Rovigo. Cinque i film in programma, si parte venerdì 30 gennaio con il film "Still Life" di Umberto Pasolini, venerdì 13 febbraio "La mafia uccide solo d'estate" di Pif, venerdì 27 febbraio "Il ragazzo con la bicicletta" di Jean Pierre e Luc Dardenne, venerdì 13 marzo "Noi 4" di Francesco Bruni, venerdì 27 marzo "Quartet" di Dustun Hoffman. Le proiezioni che inizieranno alle ore 21.00, saranno tutte ad ingresso libero con Tessera Abagenzi. Per informazioni si può visitare il sito web della parrocchia del Duomo di Rovigo o mandare una mail all'indirizzo apsabagenzi@gmail.com

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martedì 20 gennaio 2015

La bellezza dell'unità tra i Cristiani


"Dammi un po' d'acqua da bere" è il titolo della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, che si celebra dal 18 al 25 gennaio. La rubrica "Cercatori di bellezza", condotta da Salatore Filella, Giorgio Del Panta e Nazzareno Pellegrini, si sofferma questa settimana proprio su questo argomento, utilizzando il testo messo a disposizione dalla Società Biblica in Italia. Ogni anno infatti, quest'ultima,  mette a disposizione dei cristiani, alcuni testi biblici appositamente scelti da un gruppo internazionale ecumenico composto da rappresentanti dei Consiglio Ecumenico delle Chiese e del Pontificio Consiglio per la promozione dell'Unità dei Cristiani. Il testo parte dal Vangelo di Giovanni 4,7 in cui Gesù è seduto, affaticato, vicino al pozzo di Giacobbe e chiede ad una donna Samaritana di dargli da bere. Gesù in questa situazione manifesta la sua natura di uomo, con tutte le sue debolezze. La sete di Gesù è la sete che può manifestare ciascuno di noi: sete di senso, di novità, di incoraggiamento, di gesti significativi. Il valore della Settimana di preghiera è quello di unire le voci per chiedere insieme "il dono di Dio".
La data di preghiera per l'Unità dei Cristiani dell'emisfero nord va dal 18 al 25 gennaio ed è stata proposta da Paul Wattson  perchè compresa tra la festa della Cattedra di San Pietro e la data di conversione di San Paolo.  Nell'emisfero sud le chiese celebrano invece la settimana di preghiera per l'Unità dei Cristiani in date diverse.

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lunedì 19 gennaio 2015

La vita di Sofia, tra Turchia e Palestina


Puntata numero 55 di Polesine Coast to coast il programma più giovane e brioso di Radio Kolbe. Ospite della puntata è stata questa volta Sofia Verza, giovane rodigina che durante gli ultimi due anni ha trascorso dieci mesi in Turchia ed un mese in Palestina. Dove fra l'altro, ritornerà a marzo di quest'anno. «Sono due cose molto diverse l'una dall'altra, quando sono stata in Palestina, precisamente nel nord della Cisgiordania, ci sono stata con una associazione universitaria di Trento, (a Trento infatti frequento Giurisprudenza), che quattro anni fa ha iniziato a fare progetti di cooperazione internazionale in Palestina. Adesso portiamo avanti vari tipi di progetti, in ambito sia sportivo sia culturale. Uno degli obiettivi è fare conoscere all'Italia ciò che accade lì nel modo più semplice possibile, per superare quelle barriere che ci sono imposte dai nostri media, per dare voce e chi non ce l'ha». Sofia ha spiegato come è nato questo suo interesse per la cooperazione internazionale: «per quanto riguarda la Palestina - ha detto - ho conosciuto alcuni dei ragazzi che avevano fondato questa associazione e mi hanno chiesto se ero disponibile ad ad aiutarli a realizzare il loro progetto di reportage , tra l'altro Trento è un posto ideale per la cooperazione internazionale perché in quella città hanno una maggiore disponibilità economica e minori vincoli burocratici rispetto ad altri posti». In Turchia ha passato i primi sei mesi in Erasmus ad Istanbul ed i successivi cinque mesi ho fatto un tirocinio presso una fondazione che si occupa di lobbing per l'entrata in Turchia dell'Unione Europea, quindi una causa un po' persa a dire il vero. Io nello specifico facevo ricerca per la libertà di espressione in Turchia. La Turchia da circa 40 anni ha chiesto di essere nella lista dei paesi che hanno chiesto di entrare nell'Unione Europea». A condurre la puntata Thomas, Alberto, Chiara Roddi e Chiara Stecca. In regia ad assisterli Enrico. Inoltre la puntata è stata videoripresa grazie alla collaborazione di Carlo Alberto Piva.

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venerdì 16 gennaio 2015

Servizio Civile a Legambiente. Una grande occasione di crescita.


E' imminente l'uscita dei nuovi bandi per i volontari del Servizio Civile nazionale e di quello regionale. Abbiamo voluto raccontarlo agli ascoltatori di "Radio Volontariato" attraverso la testimonianza di due giovani volontari che stanno per terminare l'anno di Servizio civile. Giulia e Federico hanno scelto Legambiente per il loro anno di servizio: 12 mesi, 30 ore la settimana, con un rimborso mensile di 433 euro e un progetto costruito apposta per loro.
Il perchè, ce lo spiega Federico: "Studio urbanistica allo Iuav di venezia. Ho scelto Legambiente Veneto perchè tratta dinamiche inerenti al territorio. L'ho vista come un'occasione per accrescere le mie competenze". Giulia, invece, racconta: ""mi sono avvicinata al Servizio civile in modo più ingenuo e casuale. Studio architettura e sono stata attirata dai manifesti che pubblicizzavano questa esperienza. Per me era un modo per scoprire cose nuove e avvicinarmi al volontariato". Il progetto di Federico e Giulia coinvolge volontari in tutta Italia in una ricerca sull'inquinamento. Da qui nasce il report "Mal'aria", di prossima pubblicazione, che descrive le condizioni di inquinamento atmosferico delle nostre città.
 La pianura padana, non è una novità, è una delle aree più inquinate d'Europa, non solo per ragioni geografiche. All'aria "stagnante" si aggiunge, spiega Federico, "centri urbani distanti tra loro, che rendono necessario l'uso dell'automobile, lo sviluppo di sempre nuove strade e autostrade in sfavore della ferrovia e del trasporto pubblico". Temi che toccano nel vivo gli argomenti studiati da Federico all'università. Conferma Giulia: "Il Servizio civile è molto importante per la formazione. Sono cose che non si studiano all'università, ma si imparano direttamente sul campo". Chi fosse interessato a saperne di più sul Servizio civile e sui prossimi bandi, tenga d’occhio il sito www.csvrovigo.it.
La puntata è curata e condotta da Francesco Casoni del Centro di servizio per il volontariato di Rovigo.

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Angelica racconta la sua passione per la cultura cinese


Lo avevamo annunciato già su queste pagine nelle scorse settimane. A Ponte Radio è ospite questa settimana Angelica Sivieri, studentessa di Corbola, che ha appena concluso il percorso di laurea triennale a Venezia in “Lingue e culture dell'Asia e dell'Africa Meridionale”. In particolare, Angelica ci ha parlato della sua passione per la lingua e la cultura della Cina. «Già al liceo classico – spiega Angelica – avevo iniziato a leggere alcuni libri riguardanti la cultura della Cina, soffermandomi principalmente sull'aspetto economico, sociale e politico di questa grande nazione». Angelica ha descritto come è strutturato il suo corso di laurea, inoltre, avendo vissuto per un periodo di quattro mesi a Pechino: «Andare in Cina fa una grande impressione, soprattutto quando si ha studiato La cosa che mi ha colpito di più è stata la commistione di occidentale e di cinese, perchè quando ci si muove in una città così grande, (perchè accoglie più di 19 milioni di persone), sembra proprio di essere in una megalopoli occidentale, per gli edifici e per l'architettura ma in realtà poi scopri attraverso le persone che si incontrano, come i venditori delle bancarelle alimentari a bordo della strada, o avvicinandoti ad un tempio o ancora parlando con le persone, che per quanto siano stati presi elementi occidentali è tutta una realtà diversa». Angelica ha poi raccontato le difficoltà che ha incontrato studiano questa lingua: «direi che ci sono due difficoltà principali, una dipende dalla tipologia della lingua perchè è una lingua orientale ed ogni lingua orientale ha una logica, una struttura delle frasi completamente diversa da quelle occidentali, quindi bisogna abituare la mente a ragionarel in modo diverso e secondo gli ideogrammi che sono migliaia e bisogna impararli ed è molto difficile memorizzarli tutti».

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mercoledì 14 gennaio 2015

Marco e la sua esperienza alla Route Nazionale dell'Agesci


Prima puntata targata 2015 per i ragazzi di Polesine Coast to Coast, schierati in studio con la seguente formazione: Thomas, Chiara Roddi ed Alberto ai microfoni ed Enrico alla regia. Si è ripreso il filone delle testimonianze sulle esperienze di cammino, che aveva già offerto agli ascoltatori le testimonanze di due giovani che avevano intrapreso la via di Santiago di Compostela. Questa volta è stato ospite in studio Marco Balducci, scout che fa parte del Clan di Polesella e che ha raccontato la sua esperienza alla "Route nazionale di San Rossore". La Route nazionale, è la “strada” che i Rover e le Scolte dell’Agesci (Associazione guide e scouts cattolici italiani) hanno percorso nell’estate dello scorso anno. Dal 1 al 6 agosto si sono svolti i campi mobili e dal 7 al 10 agosto si è tenuto il grande incontro nel campo fisso appunto a San Rossore in provincia di Pisa che ha coinvolto migliaia di giovani. Marco ha parlato di come questa esperienza lo abbia entusiasmato e sia stata fortemente significativa per la sua vita. I ragazzi si sono anche soffermati sugli attentati dei giorni scorsi a Parigi cercando di capire e riflettere su quanto accaduto facendo alcune considerazioni ed esprimendo il proprio punto di vista.
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martedì 13 gennaio 2015

La fede più forte della paura: Padre Toni torna in Sierra Leone


In questa puntata di Missione è ... don Silvio Baccaro intervista Padre Tony Senno, missionario saveriano in Sierra Leone, tornato a casa per qualche settimana ma che proprio in questi giorni si prepara a tornare in Africa.
La Sierra Leone come sappiamo è uno di quei stati dove il Virus Ebola si è diffuso maggiormente provocando tantissime vittime: «Questo virus ci ha colti di sorpresa ha detto Padre Tony - come un fulmine a ciel sereno, non solo noi missionari ma anche l'autorità sanitaria. C'erano stati degli avvertimenti ma la situazione non sembrava così grave. Solo dopo che si verificarono diversi casi nel sud della nazione il governo ha cercato di risolvere la situazione chiedendo aiuto agli Stati Uniti, alla Germania, alla Spagna e all'Italia, stati che già operavano in Sierra Leone con ospedali da campo.
Non è stato facile per due motivi: primo perché non c'era e non c'è ancora un vaccino appropiato  e secondo c'è il problema della "non informazione": per chi vive in Africa, in paesi come la Sierra Leone, la comunicazione è difficile, non c'è il telefono, non c'è il cellulare, puoi utilizzare solo un satellitare. Per percorrere cento chilometri di strada io ho impiegato sei ore, lì si trova la la missione più vicina alla mia. Le informazioni che arrivano sono frammentarie e parlano di gente che scappa dagli ospedali da campo. Queste difficoltà hanno provocato altre morti. I morti in Guinea e in Liberia sono molto più numerose di quelle raccontante dai numeri ufficiali. A Mongo l'unica cosa che ti possono fare è misurarti la febbre, se ce l'hai vieni isolato. Non c'è modo di guarire. L'ospedale più vicino è a 115 chilometri di distanza come dicevo. Questo è causa sicuramente di timore anche per noi missionari, la paura varia da individuo a individuo. Diverse Ong hanno lasciato il paese e anche migliaia di cinesi se ne sono andati. Anche qualche missionario ha chiesto di essere spostato altrove. Noi fino ad ora abbiamo scelto di rimanere. Abbiamo certamente paura ma almeno nel mio caso la fede è più forte e mi spinge a ritornare. Fra tre settimane ritornerò, animato dalla gioia, dalla fede e dalle speranza di sempre».

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martedì 6 gennaio 2015

Il cammino di Padre Alex Zanotelli, cercatore di bellezza



La rubrica "Cercatori di bellezza" si sofferma questa settimana sulla figura di Padre Alex Zanotelli, attraverso un documento testimonianza che lo stesso Zanotelli ha pubblicato recentemente in internet. Salvatore Filella e Gorgio Del Panta leggono agli ascoltatori la testimonianza del missionario comboniano riportata in un documento intitolato "Cammino di cammini".
Si parte dal libro del Deuteronomio, che racconta l'uscita dall'Egitto del Popolo Ebraico e dei quarant'anni passati nel deserto. «Voi chiedete il mio cammiono - scrive Padre Alex - il cammino che io ho fatto, sono stati quarant'anni, cinquant'anni di vita adulta che il Signore mi ha regalato. Ringrazio il Signore perchè nella vita sono passato da una tempesta all'altra, da una crisi all'altra e sono state queste tempeste che mi hanno aiutato ad aprire gli occhi». Padre Alex inizia quindi a ripercorrere le tappe principali della sua via, dalla nascita nella Val di Non in provincia di Trento, il viaggio in America giovanissimo, dove studiando Teologia nell'Ohio decide di diventare Sacerdote, gli anni passati in missione nel Sudan uno dei paesi più poveri del mondo. Poi l'incontro con l'Islam, la decisione di conoscere a fondo anche questa relione. Ed ancora la direzione della rivista Nigrizia che gli dà l'opportunità di conoscere l'Italia come prima non l'aveva mai conosciuta, il coraggio di denunciare quello che non funziona in questa nazione, gli squilibri, le ingiustizie, la corruzione.

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domenica 4 gennaio 2015

Post Amarcord ...


Post Amarcord (termine derivato dal film di Federico Fellini che a sua volta lo aveva ricavato da una espressione romagnola "am' ricord" - mi ricordo) dedicato soprattutto ai nuovi della radio... per aprire una finestrella sul passato, un post nato dal fatto che in questi giorni mi sono passati tra le mani vecchi dvd contenenti foto varie tra cui anche quelle della nostra radio....

Sopra un tramonto visto dalla finestra della regia nella vecchia sede al don Bosco ... notare la mitica regia dell'Elte in Ms-Dos, il telefono con la rotella per i numeri, i giradischi della Tecnics ed il vecchio Mixer analogico.  Qui sotto invece la saletta registrazione con in corso una rubrica curata da Settimio Rigolin, mentre il primo a destra è don Mario Lucchiari


Qui sotto la presentazione alla stampa dell'opuscolo e del concerto dedicato ai vent'anni della radio 


Qui sotto una foto dei 98anno0 capitanati da Christian Rosa ospiti a Radio Kolbe nel 2005


Questo un vecchio filmato durante la registrazione di Voce Francescana, programma storico nel palinsesto della nostra emittente, da sinistra si riconoscono Antonio Zuccolo, Rita Gambalonga, Francesca Marangon e Umberto Chiarato. Ed il sottoscritto in regia. 



Qui sotto invece una foto della nuova sede in restauro un nuovo capitolo di Radio Kolbe 
stava per cominciare ...



sabato 3 gennaio 2015

Riassunto del 2014 tra amici, con canzoni e ricordi


Ultima puntata annuale anche per Polesine Coast to Coast. E' stata anche questa una puntata di festa, con numerosi ospiti in studio, assieme ai conduttori Alberto, Thomas, Chiara R e la regia curata da Enrico De Stefani. Sono intervenuti in trasmissione l'amico Giuseppe Mortella, Pietro Osti (direttamente da Radio Bue), Federico Oliva, Emma, e Santo. Insieme hanno ripercorso gli eventi che hanno caratterizzato l'anno appena trascorso, soffermandosi in particolare su quelli sportivi, con il mondiale di calcio vinto dalla Germania ed il Tour de France conquistato da Vincenzo Nibali e poi la finale scudetto del Rugby Rovigo. E' stata l'occasione per fare un brindisi in compagnia e consumare una fetta di panettone, mentre scorrevano in sottofondo le canzoni che hanno caratterizzato il 2014. 

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