giovedì 25 dicembre 2014

Sotto l'albero: la canzone di Natale e gli Uncle Mine


Puntata pre-natalizia anche per gli amici di Polesine Coast to Coast. Una puntata ricca come al solito, che è stata caratterizzata dalla presentazione della canzone di natale di Radio Kolbe ed ha avuto come ospiti tre componenti della Band Polesana "Uncle Mine". 
La canzone di Natale è stata scritta e cantata dagli stessi ragazzi della trasmissione, Davide, Enrico, Thomas, Alberto e Chiara R e Chiara S. e con l'accompagnamento musicale di Marcello Ubertone. 
Potete trovare il video della canzone qui sotto. Al termine della canzone ci sono poi gli auguri dei conduttori ed amici della radio. Una cosa veramente simpatica. 
Tornando agli ospiti invece, come detto si tratta degli "Uncle Mine" una band composta da sei ragazzi di Rovigo e sei della provincia di Padova. «Il nome in sé non significa niente, - ha spiegato Fabio Destro - tanti ci dicono che è anche sbagliato, deriva dal fatto che Mine è il soprannome del nostro batterista (Claudio Minella), e nel padovano c'è l'abitudine, tante volte, di chiamare gli amici con l'appellativo di zio e dunque  nel nostro caso il nome starebbe per Zio Mine». 
Il gruppo interpreta dei brani che hanno un significato molto profondo e sincero: «Sono testi - spiega ancora Fabio - che leggono la vita, non hanno nessuna presunzione di insegnare nulla a nessuno. E questa è stata una scoperta  che ho fatto nel 2005 quando mi regalarono un bel libro dal titolo "Il Vangelo". Non pensavo che nel Vangelo ci fosse il segreto per vivere bene la vita. Poi se hai la fortuna di incontrare persone che te lo spiegano bene allora capisci veramente che lì dentro c'è tutto quello che serve. E io cerco nei testi che scrivo, cerco di leggere la vita, ho scoperto che il problema del mondo è che ognuno di noi giudica gli altri ed il giudizio allontana la verità, allontana le persone, le separa». 
«Il gruppo è nato nel 2008 quando questi ragazzi hanno sposato il mio progetto di fare canzoni inedite. Abbiamo creato un gruppo coeso e quando riusciamo, perchè oggi quando ci proponiamo ai locali, facciamo delle cover ma proponiamo anche dei brani inediti dal nostro disco che ormai ha qualche anno e si intitola "Viaggio per sei". Il bello è che oggi da sei siamo diventati in ventidue perché ci sono mogli e figli e quando si parte è una comunità che si sposta». 
Gli "Uncle Mine" hanno proposto dal vivo e dedicato agli ascoltato di Radio Kolbe la canzone "Arrenditi all'amore" che farà parte del loro prossimo album. 

Ascolta la puntata 










Ed ecco il video della canzone di Natale 2014



martedì 23 dicembre 2014

Le tradizioni legate al Natale


Puntata natalizia di Ponte Radio in compagnia degli amici Christian e Max ed assieme a loro anche Simone, fratello di Max e presepista per passione che per questa occasione ci ha portato qualche elemento del presepio costruito proprio da lui con le sue mani.
Max ha ricordato che le origini  folcloristiche del Natale soffermandosi in particolare sulla figura di  Babbo Natale che trae la sua origine da "Santa Claus", san Nicola vescovo di Myra, città dell'Impero Bizantino,  nell'attuale Turchia le cui spoglie vennero portate in Italia, precisamente a Bari. Si racconta che ridiede la vita a cinque bambini che erano stati rapiti e poi uccisi. Per questo è venerato come protettore dei bambini».
Simone ha raccontato invece come è nata la sua passione per il presepio un altro elemento immancabile nella tradizione natalizia. Buon Natale a tutti!

Ascolta la puntata





La LAV di Rovigo: "C'è bisogno di un gattile"



La vicenda di Willy, il vitello scappato da un allevamento di Stienta e poi salvato dal macello grazie a una mobilitazione popolare, ha riportato al centro dell’attenzione le attività della Lega Anti Vivisezione. Ed è proprio la Lav l’associazione ospite della seconda puntata di dicembre di Radio Volontariato.
Da alcune settimane la Lav ha lanciato una nuova campagna per la realizzazione a Rovigo di un “gattile”, una struttura sanitaria per i gatti randagi o per qualunque micio abbia bisogno di cure e accoglienza. 
E’ solo l’ultima di molte iniziative realizzate dall’associazione, che a Rovigo ha solide radici: “A Rovigo esiste dal 2002 – racconta il volontario Sandro Guolo – poi è cresciuta e oggi è una vera e propria sede territoriale, che si confronta anche con le istituzioni locali”.
L’idea di un gattile è nata dall’esigenza di dare risposte sanitarie ai molti randagi abbandonati nella nostra provincia. “A Padova e Verona esistono già queste strutture – spiega Silvia Mariani – Si potrebbe usare un’ex scuola o altre strutture abbandonate. I Comuni che già contribuiscono al funzionamento del canile e del rifugio del cane potrebbero dare un piccolo contributo anche per questa struttura, che non avrebbe grandi costi”.
La Lav è stata artefice della “liberazione” di Willy, il vitello scappato a settembre da un allevamento di Stienta, riacciuffato dopo molti mesi di libertà, ma “graziato” in seguito a una mobilitazione della popolazione. Willy è per l’associazione un simbolo, che dovrebbe spingere a interrogarsi sulle condizioni in cui vivono gli animali destinati alla nostra alimentazione. “Noi siamo contrari al consumo di carne, prima di tutto perché sono esseri viventi che provano dolore, felicità e paura come noi – commenta Silvia – Poi ci sono ragioni ecologiche: l’allevamento consuma grandi quantità di cereali e acqua. Inoltre inquina più dell’industria. Infine ci sono ragioni di salute”.
I volontari della Lav si occupano dei diritti degli animali a 360 gradi, con campagna, petizioni, lavoro in rete con le istituzioni locali. Per contare di più, hanno bisogno di supporto. Da qualche mese hanno una sede in via Umberto I a Rovigo. I loro recapiti sono anche sul sito www.lav.it/sedi/rovigo.
La puntata in onda in queste settimane è curata come sempre da Giulia Martello e Francesco Casoni del Centro di servizio per il volontariato di Rovigo. 

Ascolta la puntata







martedì 16 dicembre 2014

La musica ironica di Marcello Ubertone conquista Polesine Coast to Coast



Ospite della puntata numero 51 di Polesine Coast to Coast è Marcello Ubertone, giovane cantautore Polesano che fra l'altro, pochi giorni fa,  è stato ospite della trasmissione di Deejay Television Occupay Deejay, che è sempre attenta a scoprire nuovi talenti musicali. E lui è sicuramente uno di questi. Marcello ha colto l'interesse del programma televisivo anche perché ha fatto un progetto veramente curioso ovvero pubblicare sul sua canale Youtube una nuova canzone ogni settimana, il progetto si chiama infatti "52 canzoni per un anno": «L'idea - ha spiegato Marcello - è nata dal fatto che sono un grande fan del fumettista Zero Calcare che ha fatto più o meno la stessa cosa  con i fumetti, per un anno intero, ogni settimana metteva una nuova storia nel suo blog ed io ho pensato che avrei potuto farlo con le canzoni. Il progetto quindi è nato così». Si è avvicinato alla musica all'età di cinque anni ascoltando Jovanotti: «Andai nel negozio di dischi e chiesi se avevano il disco di Jovanotti in cui cantava in inglese. Non ce l'avevano ma presi quello che era appena uscito, "La mia moto" e ho passato i tre mesi successivi saltando sul divano mentre cantavo quel brano. Così alla fine i miei mi regalarono una moto giocattolo a batteria». I suoi pezzi hanno dei testi molto originali e caratterizzati da una pungente ironia e da un pizzico di malizia, senza mai cadere nella volgarità. 
Marcello ha ultimato gli studi a Milano: «ho studiato negli ultimi tre anni al Cet (Centro Europeo Tuscolano), la scuola di Mogol - ha spiegato - che è una specie di "Mulino Bianco" della musica, sono stato fortunato perché ho fatto un concorso spinto anche da mia mamma e sono stato notato da Mogol. E' una scuola dove si fa musica dalla mattina alla sera. Ho frequentato tre corsi ed ho conosciuto degli insegnanti fantastici». 
Tra i brani proposti agli ascoltatori della radio "La ragione" che come spiega Marcello: «é una delle canzoni più romantiche che ho scritto...» e che fra l'altro ha un video molto originale in cui i protagonisti sono i passanti, tutte ragazze e donne, a cui Marcello ed un amico facevano sentire in cuffia  il loro divertente brano. 
Marcello durante la puntata ha fatto ascoltare anche alcuni brani dal vivo ed inoltre al termine della puntata si è fermato per aiutare i ragazzi di Polesine Coast to Coast a registrare il brano degli auguri natalizi.  

Ascolta la puntata 











Qui sotto il simpatico video della canzone "La Ragione" di Marcello Ubertone 

giovedì 11 dicembre 2014

Giovani e Missione


Giovani e missione è l’argomento della puntata di “Missione è...” in onda questa settimana. In studio assieme a don Silvio sono ospiti, Giulia, di origine burundese, in Italia da sei anni e che fa parte della Famiglia Missionaria della redenzione e Padre Tony Senno, missionario in Sierra Leone ormai da quarant’anni e che è ritornato a casa per un periodo di riposo. «Tra le finalità della Famiglia Missionaria è sempre stata anche nelle intenzioni del nostro fondatore, Padre Achille, negli anni ‘70, quella di aiutare i giovani ad essere missionari tra i loro coetanei. L’obiettivo è molto semplice: vivere la vita con cuore aperto all’incontro con il diverso, con la voglia di essere nel quotidiano una piccola luce per gli altri, in forza del Vangelo. Sono attualmente una quindicina i giovani che hanno deciso di impegnarsi concretamente in questa sfida». Padre Tony parla invece della situazizone dei giovani in Sierra Leone:«i giovani in Sierra Leone sono molti e mi hanno scosso e commosso in più occasioni. Soprattutto sono in prima linea dove c’è una grande diffusione dell’islam. Rappresentano un dono ed una speranza per la nostra missione. Come missionari non è tanto il fatto di costruire case, scuole e chiese che ci dà soddisfazione ma quando abbiamo la gioia di vedere gruppi di 20, 30 o 40 giovani che vengono battezzati».

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mercoledì 10 dicembre 2014

"Progetti Bruciati", l'arte di Baran è espressione di un disagio sociale


“Progetti bruciati” è il titolo della mostra dell'artista Baran in programma dal 20 dicembre al 7 febbraio al Semptem Maria Museum di Adria (accanto all'ex idrovora dell'Amolara). L'arte di Baran, pseudonimo di Andrea Barasciutti, appartiene a quella categoria di arte di denuncia sociale, di protesta contro qualcosa che non funziona. 
“Progetti Bruciati” è una mostra che nasce infatti, da un disagio professionale dell'artista che da molti anni svolge la professione di architetto. Quelli che propone sono veri e propri lavori disegnati al tecnigrafo ed al computer, per partecipare a gare, a bandi pubblici. Progetti mai realizzati, scartati, rimandati, o messi in un cassetto, destinati a perdersi tra le scartoffie del suo studio.
Un giorno preso dallo sconforto e dalla rabbia Baran prende questi progetti e li lancia fuori dalla finestra, dopo averli appallottolati e stropicciati. Poi si ferma un attimo a guardarli e va a raccoglierli perché pensa che possano nutrirsi di vita nuova diventando una forma d'arte, un simbolo di protesta sociale. 
Gli fa fare un percorso nuovo, secondo le indicazioni dei quattro elementi dell'architettura vitruviana ovvero l'acqua, l'aria, la terra ed il fuoco. Li mette per terra, gli fa prendere aria, li brucia e l'opera è il risultato di tutti questi passaggi. 
Baran, è ospite della rubrica Ponte Radio, accompagnato dalla curatrice della mostra, Melania Ruggini, per illustrarci proprio come è nato questo suo progetto.
«Il progetto è nato proprio dalla riflessione su quella che è attualmente la professione dell'architetto.

In Italia oggi, questa professione non viene presa nella giusta considerazione, soprattutto nella parte progettuale, ci si trova per esempio a dover partecipare ad un concorso al quale sono stati invitati a partecipare duecento architetti e si è fatta poi una commissione giudicatrice che ha eletto il vincitore, questo progetto dopo dieci, quindici anni, non è ancora stato realizzato, per tantissimi motivi. Questo concetto si può anche estendere ad altre realtà come quella dei giovani che magari hanno idee valide e restano ai margini della società ».
Baran ha sempre una avuto nella sua visione artistica una attenzione particolare verso chi resta al margine della società, come quando dipinge solo ai margini di un quadro, lasciando il centro della tela in bianco, per dimostrare come la nostra società sia un vuoto di valori ed invece ai margini vi sono tanti  colori che esprimono la ricchezza e la vivacità degli ultimi, dei poveri, degli emarginati.
Le opere in mostra al museo di Adria saranno quindici ed inostra ci sarà anche una installazione “site specific”. Per conoscere i lavori dell'artista si può visitare il suo sito personale www.baranart.it

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martedì 9 dicembre 2014

50 puntate di Polesine Coast to Coast!


C'erano una volta i quattro amici al bar ed i quattro ragazzi con la chitarra. Poi vennero i quattro amici di "Polesine Coast to Coast" che con tanto entusiasmo iniziarono un nuovo programma di intrattanimento dedicato al pubblico giovane di Radio Kolbe.
Lungo il loro percorso incontrarono due ragazze, entrambe di nome Chiara, (coincidenze della vita) e lo staff fu al completo, almeno per il momento. Dopo 50 puntate. Un traguardo importante e motivo di festa. Sembra passato tanto tempo ed invece si parla di circa un'annetto fa...(17 settembre 2013)
L'entusiasmo nel corso di questi mesi è andato crescendo, così come gli ospiti che sono passati in trasmissione, molti di loro per la prima volta si sono avvicinati al microfono di una radio.
In questa puntata, Thomas Paparella, Alberto Boldrini, Davide Trevisan ed Enrico De Stefani,  Chiara Rodella e Chiara Stecca ripercorrono assieme, riascoltandoli e facendoceli riascoltare voci ed emozioni, dalle prime puntate caratterizzate da una  maggiore timidezza e da una minore esperienza, ma comunque unite dall'unico filo conduttore dell'entusiamo che sicuramente non verrà a mancare nemmeno in futuro.

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domenica 7 dicembre 2014

Un libro per conoscere la famiglia Buchaster



E’ uno speciale dedicato al Natale, la prima puntata di dicembre di Radio Volontariato. Nella prima parte, al posto del consueto notiziario, una carrellata di idee per dare una veste solidale ai regali e alle proprie festività. C’è davvero di tutto: dal commercio equo e solidale ai prodotti realizzati da persone svantaggiate, dai mercatini dell’usato ai molti modi di sostenere progetti di solidarietà internazionale, dall’adozione di animali abbandonati fino alle buone azioni proposte da associazioni locali. Nella seconda parte, un’idea per un regalo davvero originale: acquistare un libro che deve essere ancora stampato. In queste settimane, infatti, l’associazione
Il Fiume sta raccogliendo fondi tramite il sito www.kapipal.com/progettobuchaster per realizzare un libro dedicato ai Buchaster, famiglia di ebrei internati in Polesine e poi deportati nei campi di sterminio nazisti. Ospite della puntata, Chiara Fabian, presidente dell’associazione e autrice della ricerca assieme allo scomparso Luciano Bombarda ed altri volontari del Fiume.
“In quegli anni, molti ebrei che fuggivano dalle persecuzioni passavano per l’Italia per dirigersi in altri paesi – racconta -. Qui, però, venivano fermati e internati in piccoli paesi, dove non potevano lavorare, né avere contatti con la popolazione, a causa delle Leggi Razziali”. In Polesine sono state almeno un centinaio le famiglie internate in 20 comuni. Dagli archivi dei comuni, setacciati meticolosamente da Luciano, sono emersi molti documenti che ricostruiscono le loro storie. Ma sulla famiglia Buchaster, prosegue Chiara, le fonti sono state trovate anche in Israele e negli Stati Uniti. “Erano un’ampia famiglia, che fuggì dalla Polonia, dividendosi tra più destinazioni. Chi andò negli Stati Uniti e in Palestina, è sopravvissuto. Il gruppo che passò per il Belgio e l’Italia, fu prima internato, poi deportato”. Il libro ricostruirà le vicende di questa complessa famiglia, restituendo una vicenda umana appassionante e uno spaccato di Storia che dal nostro territorio si ramifica ben oltre i confini europei. La puntata è condotta da Francesco Casoni e Giulia Martello del Csv di Rovigo.

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mercoledì 3 dicembre 2014

Parliamo di Rovigo e Nazionale con Roberto Roversi



E' tornato a trovarci a Linea di Meta, Roberto Roversi giornalista di RovigoOggi, per parlare del campionato di eccellenza e della nazionale di rugby, come sempre incalzato dalle domande di Andrea Nalio. «Rovigo non è al massimo della condizione – ha detto Roversi - lo si è visto anche con la Lazio prima della sosta internazionale ed anche a Viadana dove è stato bravo a portare a casa il risultato pur non disputando la sua miglire partita di questo scorcio di stagione e avendo giocato gli ultimi venti minuti in superiorità numerica. Quindi un Rovigo che sta bene anche se non benissimo e quindi la sosta europea potrebbe dare nuovi stimoli e una spinta al morale in vista della impegnativa sfida di Mogliano. Rovigo comunque che sta rispondendo alle attese della vigilia è in testa alla classifica ad un solo punto dal Calvisano, ma pare che le due formazioni che hanno dominato la scorsa stagione non stiano viaggiando al massimo dei giri». L'unica squadra che non aspetta le aspettativa sembra essere il Petrarca Padova che si trova al terzultimo posto: «Si penso che da anni il Petrarca non si trovasse in questa posizione della classifica però è anche vero che si trova a pochi punti dalla zona Play Off ma ha parecchie squadre davanti». Riguardo alla Nazionale invece Roversi afferma:«Credo che il problema della nazionale non sia il tecnico ma sia ben altro. L'Italia non è uscita benissimo dai test perchè l'Argentina incontrata dall'Italia era probabilmente la peggiore degli ultimi anni e contava molte assenze importanti ed anche il Sudafrica con cui abbiamo perso dignitosamente all'Euganeo era già stata sconfitto nei match contro Irlanda e Galles. Quindi l'Italia ne è uscita così così, con tutti i suoi pregi e difetti. Abbiamo una buona difesa ma non riusciamo ad andare in meta».

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martedì 2 dicembre 2014

Ed ecco a voi le Wanderlust, band tutta al femminile



Una band tutta al femminile è ospite della puntata numero 49 di Polesine Coast to Coast. Sono cinque ragazze e si chiamano “Wanderlust”. O meglio tutte insieme si chiamano così perchè invece singolarmente si chiamano: Bendetta, che è la cantante, Silvia che suona la chitarra, Matilde che suona la batteria, Arianna e Sofia che suona il basso.
«Wanderlust significa viaggiare, - hanno spiegato le ragazze – o anche girare senza una meta precisa che riflette sia la nostra voglia di viaggiare ma anche il fatto che veniamo da generi musicali diversi, e inoltre è il titolo di una canzone di Paul McCartney. Il nostro repertorio è formato da vari generi musicali dal pop al rock. Facciamo cover di band eterogenee, per soddisfare i gusti musicali di tutte. La maggior parte dei gruppi che conosciamo della nostra età fa metal ed hard rock abbastanza pesante, e noi vogliamo distinguerci».
Le loro strade si sono incrociate un po' a scuola ed un po' per caso, poi hanno deciso di frequantare assieme la stessa scuola di musica. Le ragazze hanno proposto dal vivo un brano musicale dei Train dal titolo: “Hey soul sister”. E' stato un momento molto coinvolgente. Le Wanderlust si sono unite a maggio di quest'anno ma hanno già fatto numerose date. Tra i momenti che hanno ricordato l'apertura del concerto degli Ostetrika Gamberini a San Martino di Venezze. I componenti del gruppo fra l'altro sono i loro insegnanti di musica.
La puntata è stata ricca come sempre di rubriche come Attualità giovane e l'immancabile Tweet di Papa Francesco.

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lunedì 1 dicembre 2014

Il Presidente Marco Trombini presenta la XX Settimana dei Beni Culturali


Dal 6 al 14 dicembre è in programma la ventesima edizione della Settimana dei Beni culturali. A presentarla, nella rubrica Ponte Radio, è intervenuto addirittura il presidente della Provincia Marco Trombini che siamo stati lieti di accogliere per la prima volta nei nostri studi.
Ad accompagnarlo, il presidente del Comitato Beni Culturali della Provincia di Rovigo, Marco Chinaglia e Chiara Tosini, delegata provinciale del Fai, (Fondo Ambiente Italiano).
 E' stata l'occasione non solo per presentare l'evento ma anche per rivolgere al neo presidente qualche domanda su di lui e sull'ente di cui è al timone.
«Sono sindaco di Ceneselli da tre mandati – ha detto Trombini – e sono stato eletto alla guida della Provincia a seguito della riforma, da parte dei miei colleghi sindaci, quindi con un metodo che ritengo poco democratico, anche se questi a loro volta sono stati eletti direttamente dai cittadini.
Secondo me era meglio se anche la Provincia continuasse ad essere eletta in modo diretto dai cittadini anche perchè in questo modo avrebbero potuto prendere coscienza di un Ente che ancora esiste anche se si sta trasformando profondamente.
 Le Province dunque rimangono anche se con maggiori problemi di prima perchè sono amplificati dai nuovi tagli. Non dimentichiamo che la Provincia è un ente che gestisce nel nostro territorio ben 540 km di strade, gli istituti scolastici superiori e poi la cultura (che è una delle deleghe che potrebbero essere tolte) che se mettiamo nel dimenticatoio, siamo messi male». Il Presidente ha poi parlato della situazione degli edifici scolastici e delle deleghe ai consiglieri.
Come ha ricordato Marco Chinaglia il Comitato Beni Culturali e Ambientali del Polesine, quest'anno compie 20 anni essendo satato fondato nel 1984 da alcune istituzioni importanti del territorio, tra cui l'Archivio di Stato, il Museo dei Grandi fiumi, le Città Storiche, si è accresciuto nel tempo tanto che oggi annovera tra i componenti circa 60 enti pubblici e privanti che si occupano di valorizzazione e conservazione dei beni del territorio. E' un luogo di confornto, di scambio ed in questo periodo di difficoltà economiche, anche di conoscenza e di scambio di informazioni sull'accesso a bandi, fondi e contributi.
Si è poi passati ad affrontare il tema della Settimana dei Beni Culturali che si svolgerà dal 6 al 14 novembre 2014. Il primo evento in programma è quello promosso dal Fai, per sabato 6 dicembre e che ha come titolo: “Parole in viaggio. Avventure, poesie e teatro a bordo di un pullman”. Il ritrovo è in via Badaloni alle 9.45. «La settimana dei beni culturali – ha detto Chinaglia – ha un onere doppio perchè fino a due anni fa esisteva una settimana che si svolgeva a primavera a livello nazionale e che per motivi economici è stata cancellata dal ministero e quindi deve portare in alto la bandiera della cultura in polesine. Quest'anno il tema è quello del viaggio che è molto caro ai polesani e che si collega al libro scritto dal 2013 da Gabbris Ferrari e da Sergio Garbato sul tema dei viaggiatori e la settima rassegna dell'illustrazione che in corso al Roverella fino a metà gennaio ci hanno suggerito questo approccio».
ascolta la puntata


giovedì 25 dicembre 2014

Sotto l'albero: la canzone di Natale e gli Uncle Mine


Puntata pre-natalizia anche per gli amici di Polesine Coast to Coast. Una puntata ricca come al solito, che è stata caratterizzata dalla presentazione della canzone di natale di Radio Kolbe ed ha avuto come ospiti tre componenti della Band Polesana "Uncle Mine". 
La canzone di Natale è stata scritta e cantata dagli stessi ragazzi della trasmissione, Davide, Enrico, Thomas, Alberto e Chiara R e Chiara S. e con l'accompagnamento musicale di Marcello Ubertone. 
Potete trovare il video della canzone qui sotto. Al termine della canzone ci sono poi gli auguri dei conduttori ed amici della radio. Una cosa veramente simpatica. 
Tornando agli ospiti invece, come detto si tratta degli "Uncle Mine" una band composta da sei ragazzi di Rovigo e sei della provincia di Padova. «Il nome in sé non significa niente, - ha spiegato Fabio Destro - tanti ci dicono che è anche sbagliato, deriva dal fatto che Mine è il soprannome del nostro batterista (Claudio Minella), e nel padovano c'è l'abitudine, tante volte, di chiamare gli amici con l'appellativo di zio e dunque  nel nostro caso il nome starebbe per Zio Mine». 
Il gruppo interpreta dei brani che hanno un significato molto profondo e sincero: «Sono testi - spiega ancora Fabio - che leggono la vita, non hanno nessuna presunzione di insegnare nulla a nessuno. E questa è stata una scoperta  che ho fatto nel 2005 quando mi regalarono un bel libro dal titolo "Il Vangelo". Non pensavo che nel Vangelo ci fosse il segreto per vivere bene la vita. Poi se hai la fortuna di incontrare persone che te lo spiegano bene allora capisci veramente che lì dentro c'è tutto quello che serve. E io cerco nei testi che scrivo, cerco di leggere la vita, ho scoperto che il problema del mondo è che ognuno di noi giudica gli altri ed il giudizio allontana la verità, allontana le persone, le separa». 
«Il gruppo è nato nel 2008 quando questi ragazzi hanno sposato il mio progetto di fare canzoni inedite. Abbiamo creato un gruppo coeso e quando riusciamo, perchè oggi quando ci proponiamo ai locali, facciamo delle cover ma proponiamo anche dei brani inediti dal nostro disco che ormai ha qualche anno e si intitola "Viaggio per sei". Il bello è che oggi da sei siamo diventati in ventidue perché ci sono mogli e figli e quando si parte è una comunità che si sposta». 
Gli "Uncle Mine" hanno proposto dal vivo e dedicato agli ascoltato di Radio Kolbe la canzone "Arrenditi all'amore" che farà parte del loro prossimo album. 

Ascolta la puntata 










Ed ecco il video della canzone di Natale 2014



martedì 23 dicembre 2014

Le tradizioni legate al Natale


Puntata natalizia di Ponte Radio in compagnia degli amici Christian e Max ed assieme a loro anche Simone, fratello di Max e presepista per passione che per questa occasione ci ha portato qualche elemento del presepio costruito proprio da lui con le sue mani.
Max ha ricordato che le origini  folcloristiche del Natale soffermandosi in particolare sulla figura di  Babbo Natale che trae la sua origine da "Santa Claus", san Nicola vescovo di Myra, città dell'Impero Bizantino,  nell'attuale Turchia le cui spoglie vennero portate in Italia, precisamente a Bari. Si racconta che ridiede la vita a cinque bambini che erano stati rapiti e poi uccisi. Per questo è venerato come protettore dei bambini».
Simone ha raccontato invece come è nata la sua passione per il presepio un altro elemento immancabile nella tradizione natalizia. Buon Natale a tutti!

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La LAV di Rovigo: "C'è bisogno di un gattile"



La vicenda di Willy, il vitello scappato da un allevamento di Stienta e poi salvato dal macello grazie a una mobilitazione popolare, ha riportato al centro dell’attenzione le attività della Lega Anti Vivisezione. Ed è proprio la Lav l’associazione ospite della seconda puntata di dicembre di Radio Volontariato.
Da alcune settimane la Lav ha lanciato una nuova campagna per la realizzazione a Rovigo di un “gattile”, una struttura sanitaria per i gatti randagi o per qualunque micio abbia bisogno di cure e accoglienza. 
E’ solo l’ultima di molte iniziative realizzate dall’associazione, che a Rovigo ha solide radici: “A Rovigo esiste dal 2002 – racconta il volontario Sandro Guolo – poi è cresciuta e oggi è una vera e propria sede territoriale, che si confronta anche con le istituzioni locali”.
L’idea di un gattile è nata dall’esigenza di dare risposte sanitarie ai molti randagi abbandonati nella nostra provincia. “A Padova e Verona esistono già queste strutture – spiega Silvia Mariani – Si potrebbe usare un’ex scuola o altre strutture abbandonate. I Comuni che già contribuiscono al funzionamento del canile e del rifugio del cane potrebbero dare un piccolo contributo anche per questa struttura, che non avrebbe grandi costi”.
La Lav è stata artefice della “liberazione” di Willy, il vitello scappato a settembre da un allevamento di Stienta, riacciuffato dopo molti mesi di libertà, ma “graziato” in seguito a una mobilitazione della popolazione. Willy è per l’associazione un simbolo, che dovrebbe spingere a interrogarsi sulle condizioni in cui vivono gli animali destinati alla nostra alimentazione. “Noi siamo contrari al consumo di carne, prima di tutto perché sono esseri viventi che provano dolore, felicità e paura come noi – commenta Silvia – Poi ci sono ragioni ecologiche: l’allevamento consuma grandi quantità di cereali e acqua. Inoltre inquina più dell’industria. Infine ci sono ragioni di salute”.
I volontari della Lav si occupano dei diritti degli animali a 360 gradi, con campagna, petizioni, lavoro in rete con le istituzioni locali. Per contare di più, hanno bisogno di supporto. Da qualche mese hanno una sede in via Umberto I a Rovigo. I loro recapiti sono anche sul sito www.lav.it/sedi/rovigo.
La puntata in onda in queste settimane è curata come sempre da Giulia Martello e Francesco Casoni del Centro di servizio per il volontariato di Rovigo. 

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martedì 16 dicembre 2014

La musica ironica di Marcello Ubertone conquista Polesine Coast to Coast



Ospite della puntata numero 51 di Polesine Coast to Coast è Marcello Ubertone, giovane cantautore Polesano che fra l'altro, pochi giorni fa,  è stato ospite della trasmissione di Deejay Television Occupay Deejay, che è sempre attenta a scoprire nuovi talenti musicali. E lui è sicuramente uno di questi. Marcello ha colto l'interesse del programma televisivo anche perché ha fatto un progetto veramente curioso ovvero pubblicare sul sua canale Youtube una nuova canzone ogni settimana, il progetto si chiama infatti "52 canzoni per un anno": «L'idea - ha spiegato Marcello - è nata dal fatto che sono un grande fan del fumettista Zero Calcare che ha fatto più o meno la stessa cosa  con i fumetti, per un anno intero, ogni settimana metteva una nuova storia nel suo blog ed io ho pensato che avrei potuto farlo con le canzoni. Il progetto quindi è nato così». Si è avvicinato alla musica all'età di cinque anni ascoltando Jovanotti: «Andai nel negozio di dischi e chiesi se avevano il disco di Jovanotti in cui cantava in inglese. Non ce l'avevano ma presi quello che era appena uscito, "La mia moto" e ho passato i tre mesi successivi saltando sul divano mentre cantavo quel brano. Così alla fine i miei mi regalarono una moto giocattolo a batteria». I suoi pezzi hanno dei testi molto originali e caratterizzati da una pungente ironia e da un pizzico di malizia, senza mai cadere nella volgarità. 
Marcello ha ultimato gli studi a Milano: «ho studiato negli ultimi tre anni al Cet (Centro Europeo Tuscolano), la scuola di Mogol - ha spiegato - che è una specie di "Mulino Bianco" della musica, sono stato fortunato perché ho fatto un concorso spinto anche da mia mamma e sono stato notato da Mogol. E' una scuola dove si fa musica dalla mattina alla sera. Ho frequentato tre corsi ed ho conosciuto degli insegnanti fantastici». 
Tra i brani proposti agli ascoltatori della radio "La ragione" che come spiega Marcello: «é una delle canzoni più romantiche che ho scritto...» e che fra l'altro ha un video molto originale in cui i protagonisti sono i passanti, tutte ragazze e donne, a cui Marcello ed un amico facevano sentire in cuffia  il loro divertente brano. 
Marcello durante la puntata ha fatto ascoltare anche alcuni brani dal vivo ed inoltre al termine della puntata si è fermato per aiutare i ragazzi di Polesine Coast to Coast a registrare il brano degli auguri natalizi.  

Ascolta la puntata 











Qui sotto il simpatico video della canzone "La Ragione" di Marcello Ubertone 

giovedì 11 dicembre 2014

Giovani e Missione


Giovani e missione è l’argomento della puntata di “Missione è...” in onda questa settimana. In studio assieme a don Silvio sono ospiti, Giulia, di origine burundese, in Italia da sei anni e che fa parte della Famiglia Missionaria della redenzione e Padre Tony Senno, missionario in Sierra Leone ormai da quarant’anni e che è ritornato a casa per un periodo di riposo. «Tra le finalità della Famiglia Missionaria è sempre stata anche nelle intenzioni del nostro fondatore, Padre Achille, negli anni ‘70, quella di aiutare i giovani ad essere missionari tra i loro coetanei. L’obiettivo è molto semplice: vivere la vita con cuore aperto all’incontro con il diverso, con la voglia di essere nel quotidiano una piccola luce per gli altri, in forza del Vangelo. Sono attualmente una quindicina i giovani che hanno deciso di impegnarsi concretamente in questa sfida». Padre Tony parla invece della situazizone dei giovani in Sierra Leone:«i giovani in Sierra Leone sono molti e mi hanno scosso e commosso in più occasioni. Soprattutto sono in prima linea dove c’è una grande diffusione dell’islam. Rappresentano un dono ed una speranza per la nostra missione. Come missionari non è tanto il fatto di costruire case, scuole e chiese che ci dà soddisfazione ma quando abbiamo la gioia di vedere gruppi di 20, 30 o 40 giovani che vengono battezzati».

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mercoledì 10 dicembre 2014

"Progetti Bruciati", l'arte di Baran è espressione di un disagio sociale


“Progetti bruciati” è il titolo della mostra dell'artista Baran in programma dal 20 dicembre al 7 febbraio al Semptem Maria Museum di Adria (accanto all'ex idrovora dell'Amolara). L'arte di Baran, pseudonimo di Andrea Barasciutti, appartiene a quella categoria di arte di denuncia sociale, di protesta contro qualcosa che non funziona. 
“Progetti Bruciati” è una mostra che nasce infatti, da un disagio professionale dell'artista che da molti anni svolge la professione di architetto. Quelli che propone sono veri e propri lavori disegnati al tecnigrafo ed al computer, per partecipare a gare, a bandi pubblici. Progetti mai realizzati, scartati, rimandati, o messi in un cassetto, destinati a perdersi tra le scartoffie del suo studio.
Un giorno preso dallo sconforto e dalla rabbia Baran prende questi progetti e li lancia fuori dalla finestra, dopo averli appallottolati e stropicciati. Poi si ferma un attimo a guardarli e va a raccoglierli perché pensa che possano nutrirsi di vita nuova diventando una forma d'arte, un simbolo di protesta sociale. 
Gli fa fare un percorso nuovo, secondo le indicazioni dei quattro elementi dell'architettura vitruviana ovvero l'acqua, l'aria, la terra ed il fuoco. Li mette per terra, gli fa prendere aria, li brucia e l'opera è il risultato di tutti questi passaggi. 
Baran, è ospite della rubrica Ponte Radio, accompagnato dalla curatrice della mostra, Melania Ruggini, per illustrarci proprio come è nato questo suo progetto.
«Il progetto è nato proprio dalla riflessione su quella che è attualmente la professione dell'architetto.

In Italia oggi, questa professione non viene presa nella giusta considerazione, soprattutto nella parte progettuale, ci si trova per esempio a dover partecipare ad un concorso al quale sono stati invitati a partecipare duecento architetti e si è fatta poi una commissione giudicatrice che ha eletto il vincitore, questo progetto dopo dieci, quindici anni, non è ancora stato realizzato, per tantissimi motivi. Questo concetto si può anche estendere ad altre realtà come quella dei giovani che magari hanno idee valide e restano ai margini della società ».
Baran ha sempre una avuto nella sua visione artistica una attenzione particolare verso chi resta al margine della società, come quando dipinge solo ai margini di un quadro, lasciando il centro della tela in bianco, per dimostrare come la nostra società sia un vuoto di valori ed invece ai margini vi sono tanti  colori che esprimono la ricchezza e la vivacità degli ultimi, dei poveri, degli emarginati.
Le opere in mostra al museo di Adria saranno quindici ed inostra ci sarà anche una installazione “site specific”. Per conoscere i lavori dell'artista si può visitare il suo sito personale www.baranart.it

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martedì 9 dicembre 2014

50 puntate di Polesine Coast to Coast!


C'erano una volta i quattro amici al bar ed i quattro ragazzi con la chitarra. Poi vennero i quattro amici di "Polesine Coast to Coast" che con tanto entusiasmo iniziarono un nuovo programma di intrattanimento dedicato al pubblico giovane di Radio Kolbe.
Lungo il loro percorso incontrarono due ragazze, entrambe di nome Chiara, (coincidenze della vita) e lo staff fu al completo, almeno per il momento. Dopo 50 puntate. Un traguardo importante e motivo di festa. Sembra passato tanto tempo ed invece si parla di circa un'annetto fa...(17 settembre 2013)
L'entusiasmo nel corso di questi mesi è andato crescendo, così come gli ospiti che sono passati in trasmissione, molti di loro per la prima volta si sono avvicinati al microfono di una radio.
In questa puntata, Thomas Paparella, Alberto Boldrini, Davide Trevisan ed Enrico De Stefani,  Chiara Rodella e Chiara Stecca ripercorrono assieme, riascoltandoli e facendoceli riascoltare voci ed emozioni, dalle prime puntate caratterizzate da una  maggiore timidezza e da una minore esperienza, ma comunque unite dall'unico filo conduttore dell'entusiamo che sicuramente non verrà a mancare nemmeno in futuro.

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domenica 7 dicembre 2014

Un libro per conoscere la famiglia Buchaster



E’ uno speciale dedicato al Natale, la prima puntata di dicembre di Radio Volontariato. Nella prima parte, al posto del consueto notiziario, una carrellata di idee per dare una veste solidale ai regali e alle proprie festività. C’è davvero di tutto: dal commercio equo e solidale ai prodotti realizzati da persone svantaggiate, dai mercatini dell’usato ai molti modi di sostenere progetti di solidarietà internazionale, dall’adozione di animali abbandonati fino alle buone azioni proposte da associazioni locali. Nella seconda parte, un’idea per un regalo davvero originale: acquistare un libro che deve essere ancora stampato. In queste settimane, infatti, l’associazione
Il Fiume sta raccogliendo fondi tramite il sito www.kapipal.com/progettobuchaster per realizzare un libro dedicato ai Buchaster, famiglia di ebrei internati in Polesine e poi deportati nei campi di sterminio nazisti. Ospite della puntata, Chiara Fabian, presidente dell’associazione e autrice della ricerca assieme allo scomparso Luciano Bombarda ed altri volontari del Fiume.
“In quegli anni, molti ebrei che fuggivano dalle persecuzioni passavano per l’Italia per dirigersi in altri paesi – racconta -. Qui, però, venivano fermati e internati in piccoli paesi, dove non potevano lavorare, né avere contatti con la popolazione, a causa delle Leggi Razziali”. In Polesine sono state almeno un centinaio le famiglie internate in 20 comuni. Dagli archivi dei comuni, setacciati meticolosamente da Luciano, sono emersi molti documenti che ricostruiscono le loro storie. Ma sulla famiglia Buchaster, prosegue Chiara, le fonti sono state trovate anche in Israele e negli Stati Uniti. “Erano un’ampia famiglia, che fuggì dalla Polonia, dividendosi tra più destinazioni. Chi andò negli Stati Uniti e in Palestina, è sopravvissuto. Il gruppo che passò per il Belgio e l’Italia, fu prima internato, poi deportato”. Il libro ricostruirà le vicende di questa complessa famiglia, restituendo una vicenda umana appassionante e uno spaccato di Storia che dal nostro territorio si ramifica ben oltre i confini europei. La puntata è condotta da Francesco Casoni e Giulia Martello del Csv di Rovigo.

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mercoledì 3 dicembre 2014

Parliamo di Rovigo e Nazionale con Roberto Roversi



E' tornato a trovarci a Linea di Meta, Roberto Roversi giornalista di RovigoOggi, per parlare del campionato di eccellenza e della nazionale di rugby, come sempre incalzato dalle domande di Andrea Nalio. «Rovigo non è al massimo della condizione – ha detto Roversi - lo si è visto anche con la Lazio prima della sosta internazionale ed anche a Viadana dove è stato bravo a portare a casa il risultato pur non disputando la sua miglire partita di questo scorcio di stagione e avendo giocato gli ultimi venti minuti in superiorità numerica. Quindi un Rovigo che sta bene anche se non benissimo e quindi la sosta europea potrebbe dare nuovi stimoli e una spinta al morale in vista della impegnativa sfida di Mogliano. Rovigo comunque che sta rispondendo alle attese della vigilia è in testa alla classifica ad un solo punto dal Calvisano, ma pare che le due formazioni che hanno dominato la scorsa stagione non stiano viaggiando al massimo dei giri». L'unica squadra che non aspetta le aspettativa sembra essere il Petrarca Padova che si trova al terzultimo posto: «Si penso che da anni il Petrarca non si trovasse in questa posizione della classifica però è anche vero che si trova a pochi punti dalla zona Play Off ma ha parecchie squadre davanti». Riguardo alla Nazionale invece Roversi afferma:«Credo che il problema della nazionale non sia il tecnico ma sia ben altro. L'Italia non è uscita benissimo dai test perchè l'Argentina incontrata dall'Italia era probabilmente la peggiore degli ultimi anni e contava molte assenze importanti ed anche il Sudafrica con cui abbiamo perso dignitosamente all'Euganeo era già stata sconfitto nei match contro Irlanda e Galles. Quindi l'Italia ne è uscita così così, con tutti i suoi pregi e difetti. Abbiamo una buona difesa ma non riusciamo ad andare in meta».

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martedì 2 dicembre 2014

Ed ecco a voi le Wanderlust, band tutta al femminile



Una band tutta al femminile è ospite della puntata numero 49 di Polesine Coast to Coast. Sono cinque ragazze e si chiamano “Wanderlust”. O meglio tutte insieme si chiamano così perchè invece singolarmente si chiamano: Bendetta, che è la cantante, Silvia che suona la chitarra, Matilde che suona la batteria, Arianna e Sofia che suona il basso.
«Wanderlust significa viaggiare, - hanno spiegato le ragazze – o anche girare senza una meta precisa che riflette sia la nostra voglia di viaggiare ma anche il fatto che veniamo da generi musicali diversi, e inoltre è il titolo di una canzone di Paul McCartney. Il nostro repertorio è formato da vari generi musicali dal pop al rock. Facciamo cover di band eterogenee, per soddisfare i gusti musicali di tutte. La maggior parte dei gruppi che conosciamo della nostra età fa metal ed hard rock abbastanza pesante, e noi vogliamo distinguerci».
Le loro strade si sono incrociate un po' a scuola ed un po' per caso, poi hanno deciso di frequantare assieme la stessa scuola di musica. Le ragazze hanno proposto dal vivo un brano musicale dei Train dal titolo: “Hey soul sister”. E' stato un momento molto coinvolgente. Le Wanderlust si sono unite a maggio di quest'anno ma hanno già fatto numerose date. Tra i momenti che hanno ricordato l'apertura del concerto degli Ostetrika Gamberini a San Martino di Venezze. I componenti del gruppo fra l'altro sono i loro insegnanti di musica.
La puntata è stata ricca come sempre di rubriche come Attualità giovane e l'immancabile Tweet di Papa Francesco.

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lunedì 1 dicembre 2014

Il Presidente Marco Trombini presenta la XX Settimana dei Beni Culturali


Dal 6 al 14 dicembre è in programma la ventesima edizione della Settimana dei Beni culturali. A presentarla, nella rubrica Ponte Radio, è intervenuto addirittura il presidente della Provincia Marco Trombini che siamo stati lieti di accogliere per la prima volta nei nostri studi.
Ad accompagnarlo, il presidente del Comitato Beni Culturali della Provincia di Rovigo, Marco Chinaglia e Chiara Tosini, delegata provinciale del Fai, (Fondo Ambiente Italiano).
 E' stata l'occasione non solo per presentare l'evento ma anche per rivolgere al neo presidente qualche domanda su di lui e sull'ente di cui è al timone.
«Sono sindaco di Ceneselli da tre mandati – ha detto Trombini – e sono stato eletto alla guida della Provincia a seguito della riforma, da parte dei miei colleghi sindaci, quindi con un metodo che ritengo poco democratico, anche se questi a loro volta sono stati eletti direttamente dai cittadini.
Secondo me era meglio se anche la Provincia continuasse ad essere eletta in modo diretto dai cittadini anche perchè in questo modo avrebbero potuto prendere coscienza di un Ente che ancora esiste anche se si sta trasformando profondamente.
 Le Province dunque rimangono anche se con maggiori problemi di prima perchè sono amplificati dai nuovi tagli. Non dimentichiamo che la Provincia è un ente che gestisce nel nostro territorio ben 540 km di strade, gli istituti scolastici superiori e poi la cultura (che è una delle deleghe che potrebbero essere tolte) che se mettiamo nel dimenticatoio, siamo messi male». Il Presidente ha poi parlato della situazione degli edifici scolastici e delle deleghe ai consiglieri.
Come ha ricordato Marco Chinaglia il Comitato Beni Culturali e Ambientali del Polesine, quest'anno compie 20 anni essendo satato fondato nel 1984 da alcune istituzioni importanti del territorio, tra cui l'Archivio di Stato, il Museo dei Grandi fiumi, le Città Storiche, si è accresciuto nel tempo tanto che oggi annovera tra i componenti circa 60 enti pubblici e privanti che si occupano di valorizzazione e conservazione dei beni del territorio. E' un luogo di confornto, di scambio ed in questo periodo di difficoltà economiche, anche di conoscenza e di scambio di informazioni sull'accesso a bandi, fondi e contributi.
Si è poi passati ad affrontare il tema della Settimana dei Beni Culturali che si svolgerà dal 6 al 14 novembre 2014. Il primo evento in programma è quello promosso dal Fai, per sabato 6 dicembre e che ha come titolo: “Parole in viaggio. Avventure, poesie e teatro a bordo di un pullman”. Il ritrovo è in via Badaloni alle 9.45. «La settimana dei beni culturali – ha detto Chinaglia – ha un onere doppio perchè fino a due anni fa esisteva una settimana che si svolgeva a primavera a livello nazionale e che per motivi economici è stata cancellata dal ministero e quindi deve portare in alto la bandiera della cultura in polesine. Quest'anno il tema è quello del viaggio che è molto caro ai polesani e che si collega al libro scritto dal 2013 da Gabbris Ferrari e da Sergio Garbato sul tema dei viaggiatori e la settima rassegna dell'illustrazione che in corso al Roverella fino a metà gennaio ci hanno suggerito questo approccio».
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