mercoledì 19 novembre 2014

Musica e preghiera sul cammino di Santiago



Decidere di partire per un lungo viaggio, da sola, per mettersi alla prova, per misurarsi con la fatica, per imporsi una meta da raggiungere.
E’ quello che ha fatto Maria Figato, una giovane rodigina, studentessa universitaria, che quest’estate, proprio nel giorno del suo compleanno ha deciso di intraprendere il cammino di Santiago.
Sono stati quaranta giorni intensi, quaranta giorni di “vita vera” come lei stessa afferma. Come lei stessa ha deciso di raccontare, con grande spontaneità nella nostra rubrica Polesine Coast to Coast, in onda questa settimana.
Incalzata dalle domande dei giovani conduttori, Thomas, Alberto, Chiara S. e Chiara R.
«Già lo scorso anno - ha raccontato Maria - avevo percorso un tratto di strada in compagnia di una amica, ma quest’anno ho deciso di rivivere in maniera più intensa, partendo da sola, per esigenza, per vedere se fossi riuscita a cavarmela in una determinata situazione.
Sono partita il 26 agosto scorso, nel giorno del mio compleanno, ho preso il treno alle sei di mattina e sono andata a Milano, poi da lì sono partita con l’aereo per Lourdes. Ero andata nella città francese con il desiderio di immergermi nelle vasche, di vivere una esperienza intensa, invece una volta arrivata lì ho incontrato persone altri pellegrini». Il cammino di Santiago non è solo la fase finale, gli ultimi cento chilometri, ma ci sono molti cammini. Infatti il logo è una conchiglia con i rami che convergono in un unico punto. Rami rappresentano infatti i vari cammini che portano a Santiago. C’è il cammino portoghese, quello che parte da Gerusalemme e quello francese che io ho deciso di percorrere. A farle compagnia in questo viaggio varie canzoni, tra cui quella che ha proposto ai nostri ascoltatori intitolata appunto “Il viaggio”, un brano dei Sonohra con i Modena City Ramblers.
E poi il Santo Rosario: «Ho iniziato a sgranare questa corona che avevo portato con me - dice Maria - io non conoscevo i misteri, ma per me aveva una funzione mantrica. Mi dava un effetto di sollievo lungo il cammino, mi purificava la vista, nel senso che mi aiutava a vedere le cose con occhi nuovi».

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