martedì 18 marzo 2014

Una pediatra che aiuta i bambini di tutto il mondo



“A vent’anni ho scelto di fare medicina perché volevo salvare il mondo. Ho lasciato questo sogno nel cassetto per tanti anni, poi è arrivata l’occasione per realizzarlo”. La pediatra Valeria Rossi è l’ospite della puntata di Radio Volontariato in onda nella seconda metà di marzo. Volontaria in numerose organizzazioni umanitarie, da anni mette a disposizione le sue competenze per aiutare bambini in India e in Africa. “Tutto è iniziato una decina di anni fa, quando sono stata coinvolta con altri pediatri in uno studio sulla popolazione di Capoverde, paradiso turistico che presenta in realtà molti problemi sociali e ambientali. C’è una grande povertà, che incontra spesso il disinteresse di chi è lì per turismo”. Da quattro anni Valeria è segretaria di “Child Care World Wide”, organizzazione di pediatri di base che si mettono a disposizione di organizzazioni umanitarie. In Italia conta circa 40 pediatri. Dal 2008 l’esperienza in India, nell’Andra Pradesh, secondo stato più povero del paese asiatico, dove Valeria assiste da anni i bambini negli orfanotrofi dell’organizzazione Care & Share. “E’ stata una sfida e un’emozione imparare a rapportarsi con una cultura diversa, non filtrandola attraverso la mia cultura, ma accettandola semplicemente com’è”. “Quando racconto ciò che faccio, mi sento dire anche dai colleghi quanto sono brava. In realtà chi decide di fare queste esperienze lo fa soprattutto per se stesso”. Lavorare nei paesi più poveri è una sfida anche dal punto di vista professionale: “Significa mettere da parte quasi tutto quello che sai e ripartire da zero. Io ad esempio non avevo mai visto un caso di lebbra, nonostante gli studi e l’esperienza”. C’è, tuttavia, la difficoltà di trovare pediatri disponibili a partecipare come volontari a missioni internazionali, come dimostra il numero ristretto di aderenti a CCWW. Si tratta di esperienze impegnative, in cui mancano le comodità che si hanno a casa e il lavoro è imponente. Eppure, è forse l’esperienza professionale più pura, anche se a titolo volontario: “Non c’è burocrazia, non ci sono mille problemi. Si tratta di andare là a fare ciò che sai fare al meglio”. Quando si racconta nelle scuole o in pubblico, Valeria invita sempre a conservare il proprio sogno nel cassetto: “Prima o poi capita l’occasione di tirarlo fuori dal cassetto, com’è accaduto a me. L’importante è coglierla”. 

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martedì 18 marzo 2014

Una pediatra che aiuta i bambini di tutto il mondo



“A vent’anni ho scelto di fare medicina perché volevo salvare il mondo. Ho lasciato questo sogno nel cassetto per tanti anni, poi è arrivata l’occasione per realizzarlo”. La pediatra Valeria Rossi è l’ospite della puntata di Radio Volontariato in onda nella seconda metà di marzo. Volontaria in numerose organizzazioni umanitarie, da anni mette a disposizione le sue competenze per aiutare bambini in India e in Africa. “Tutto è iniziato una decina di anni fa, quando sono stata coinvolta con altri pediatri in uno studio sulla popolazione di Capoverde, paradiso turistico che presenta in realtà molti problemi sociali e ambientali. C’è una grande povertà, che incontra spesso il disinteresse di chi è lì per turismo”. Da quattro anni Valeria è segretaria di “Child Care World Wide”, organizzazione di pediatri di base che si mettono a disposizione di organizzazioni umanitarie. In Italia conta circa 40 pediatri. Dal 2008 l’esperienza in India, nell’Andra Pradesh, secondo stato più povero del paese asiatico, dove Valeria assiste da anni i bambini negli orfanotrofi dell’organizzazione Care & Share. “E’ stata una sfida e un’emozione imparare a rapportarsi con una cultura diversa, non filtrandola attraverso la mia cultura, ma accettandola semplicemente com’è”. “Quando racconto ciò che faccio, mi sento dire anche dai colleghi quanto sono brava. In realtà chi decide di fare queste esperienze lo fa soprattutto per se stesso”. Lavorare nei paesi più poveri è una sfida anche dal punto di vista professionale: “Significa mettere da parte quasi tutto quello che sai e ripartire da zero. Io ad esempio non avevo mai visto un caso di lebbra, nonostante gli studi e l’esperienza”. C’è, tuttavia, la difficoltà di trovare pediatri disponibili a partecipare come volontari a missioni internazionali, come dimostra il numero ristretto di aderenti a CCWW. Si tratta di esperienze impegnative, in cui mancano le comodità che si hanno a casa e il lavoro è imponente. Eppure, è forse l’esperienza professionale più pura, anche se a titolo volontario: “Non c’è burocrazia, non ci sono mille problemi. Si tratta di andare là a fare ciò che sai fare al meglio”. Quando si racconta nelle scuole o in pubblico, Valeria invita sempre a conservare il proprio sogno nel cassetto: “Prima o poi capita l’occasione di tirarlo fuori dal cassetto, com’è accaduto a me. L’importante è coglierla”. 

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