martedì 11 marzo 2014

Davide Girotto: la Caritas e l'emergenza povertà




Nella puntata di Arab Rovigo in onda in questi giorni Dounia e Federico intervistano Davide Girotto della Caritas diocesana. «Mi occupo di coordinare la promozione umana ovvero tutti quei servizi destinati alle persone che si trovano in una situazione di disagio. In Polesine ci sono tantissime persone che soffrono, si parlano di percentuali rilevanti. In Polesine circa il 10% della popolazione secondo un calcolo fatto dall’Istat vivono situazioni di povertà o a rischio di povertà. Un numero altissimo, - ha detto Davide -  e si tratta pur sempre di un dato statistico, basato su un calcolo effettuato dal punto di vista economico. Se poi andiamo a vedere cos’è la povertà non solo dal punto di vista economico ma anche in termini di mancanza di relazioni, mancanza di possibilità di accesso all’istruzione, della mancanza di un lavoro, quel numero non descrive una situazione ben più grave».
Federico ha chiesto se vi è una distinzione tra italiani e stranieri: «Come Caritas non facciamo distinzione tra un povero italiano o un povero straniero, certamente per gli stranieri si aggiunge anche il fatto di venire da un altro stato, da un’altra realtà, quindi ha ancora più svantaggi». Davide ha poi descritto quali sono i progetti della Caritas per combattere le situazioni di povertà: «abbiamo il servizio di microcredito, il servizio di micro finanza, microcredito e progetti antiusura, il servizio famiglie e bandanti, il servizio docce, il poliambulatorio e poi il centro di ascolto che è poi il contenitore da cui sono nate tutte le iniziative. Il centro di ascolto è rivolto a tutte le persone che hanno bisogno. E’ aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 e al pomeriggio dalle 14.30 alle 17.00. Si rivolgono a noi persone con richieste che vanno da un tetto da cui dormire a problemi di alcolismo, a chi ha una persona in casa e non sa come accudirla. Da tutte queste richieste poi la Caritas ha avviato dei progetti che vanno a provare a rispondere a queste esigenze». 




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martedì 11 marzo 2014

Davide Girotto: la Caritas e l'emergenza povertà




Nella puntata di Arab Rovigo in onda in questi giorni Dounia e Federico intervistano Davide Girotto della Caritas diocesana. «Mi occupo di coordinare la promozione umana ovvero tutti quei servizi destinati alle persone che si trovano in una situazione di disagio. In Polesine ci sono tantissime persone che soffrono, si parlano di percentuali rilevanti. In Polesine circa il 10% della popolazione secondo un calcolo fatto dall’Istat vivono situazioni di povertà o a rischio di povertà. Un numero altissimo, - ha detto Davide -  e si tratta pur sempre di un dato statistico, basato su un calcolo effettuato dal punto di vista economico. Se poi andiamo a vedere cos’è la povertà non solo dal punto di vista economico ma anche in termini di mancanza di relazioni, mancanza di possibilità di accesso all’istruzione, della mancanza di un lavoro, quel numero non descrive una situazione ben più grave».
Federico ha chiesto se vi è una distinzione tra italiani e stranieri: «Come Caritas non facciamo distinzione tra un povero italiano o un povero straniero, certamente per gli stranieri si aggiunge anche il fatto di venire da un altro stato, da un’altra realtà, quindi ha ancora più svantaggi». Davide ha poi descritto quali sono i progetti della Caritas per combattere le situazioni di povertà: «abbiamo il servizio di microcredito, il servizio di micro finanza, microcredito e progetti antiusura, il servizio famiglie e bandanti, il servizio docce, il poliambulatorio e poi il centro di ascolto che è poi il contenitore da cui sono nate tutte le iniziative. Il centro di ascolto è rivolto a tutte le persone che hanno bisogno. E’ aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 e al pomeriggio dalle 14.30 alle 17.00. Si rivolgono a noi persone con richieste che vanno da un tetto da cui dormire a problemi di alcolismo, a chi ha una persona in casa e non sa come accudirla. Da tutte queste richieste poi la Caritas ha avviato dei progetti che vanno a provare a rispondere a queste esigenze». 




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