giovedì 28 febbraio 2013

Tradizione e Solidarietà, roba da Bontemponi



Ci hanno fatto compiere un viaggio nelle tradizioni culturale polesana. Sono i componenti del Gruppo Folkloristico Bontemponi & Simpatica compagnia, di Bottrighe. Ci hanno anche portato anche una copia del loro ultimo cd intitolato “L’è ancora Ganxega” dal quale abbiamo selezionato ed ascoltato alcune tracce. «La Ganxega era la festa che si faceva un tempo, nella tradizione contadina ovvero quando il padrone offriva pane e salame a tutti i lavoratori e si ballava e cantava in allegria fino a tarda notte», ci ha spiegato Roberto Marangoni, portavoce del gruppo del quale fa parte ormai da 27 anni. Assieme a lui in radio sono venuti Gianni Spadon che è il nuovo presidente da agosto 2012 e poi Sergio Salmi che è vice presidente e chitarrista.
«Il gruppo è nato nel 1965 – ha spiegato Marangoni – ma le basi si erano iniziate a gettare nel 1964. Era un gruppo di amici tra cui il maestro Loris Cominato, fisarmonicista scomparso tra l’altro nel 2008 ed a cui siamo riusciti a dedicare una sala a Bottrighe.
Si cantava per stare in compagnia si è poi iniziato a fare delle serate per raccogliere fondi per sostenere l’asilo ed anche la squadra di calcio di Bottrighe. Inizialmente il gruppo proponeva canti rielaborati da un duo artistico di Bottrighe, il maestro Danilo Venturi per la musica ed il professor Vito Rossati per le parole. Poi negli anni è iniziata una ricerca sulla musica della tradizione popolare polesana».
Anche gli abiti di scena del gruppo sono molto belli: « sono costumi da festa che si usavano in Polesine – ha spiegato sempre Marangoni – anche se i colori di una volta erano spenti, tendenti al grigio e noi invece abbiamo utilizzato dei colori più vivaci anche per dare maggiormente il senso della festa sul palco». Nel corso dell’intervista abbiamo chiesto ai rappresentanti del Gruppo Folkloristico, qual è lo spirito che anima il loro gruppo:  «Siamo una associazione di volontariato – ha risposto Marangoni – ci troviamo assieme due volte alla settimana per fare le prove, ed è anche un momento dove si sta insieme, si scherza in compagnia, si mangia una fetta di dolce. Lo spirito che ci anima è sì quello della conservazione delle musiche di un tempo ma anche quello di fare della solidarietà ed infatti abbiamo sostenuto in questi anni diversi progetti».
Il gruppo attuale è formato da sedici persone di cui quattordici stanno sul palco e due invece stanno alla regia: «nel corso dell’anno partecipiamo a diverse iniziative in tutta Italia ed anche all’estero. Il gruppo all’inizio era formato da soli uomini e si chiamava Bontemponi, più tardi, sempre con la guida del maestro Loris Cominato si è formato un gruppo di sole donne chiamato Simpatica Compagnia. Nel 1992 c’è stata poi l’unione dei due gruppi. Molti brani vengono recuperati dagli anziani, come ha spiegato Sergio Salmi:«loro li cantano e li registriamo e poi componiamo la musica sulla base della melodia»   ed infatti nel cd rom c’è una ninna nanna che si può ascoltare anche durante l’intervista radiofonica, che è stata registrata da una voce di una signora di Papozze nel 1986 e che le cantava addirittura la bisnonna, quindi si va veramente indietro nel tempo ed oltre ad essere bella ha anche un grande valore storico.
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giovedì 21 febbraio 2013

I genitori di Massimo Ranzani a "Missione è..."

Ricordare i nostri ragazzi, che hanno perso la vita in Afganistan. Può essere un modo per sentirli più vicini a noi, per non dimenticarli. Anche questa è una piccola missione in fondo. Nella puntata di “Missione è …” in onda questa settimana, Riccardo Rizzatello ha intervistato Mario e Gabriella, genitori del capitano Massimo Ranzani. Doveva essere in trasmissione anche Luciana, mamma del sottotenente Mauro Gigli, ma per motivi di salute non ha potuto intervenire. Sono già passati due anni da quel 28 febbraio, giorno in cui Massimo ha perso la vita durante un attentato mentre rientravano da un’operazione di assistenza medica nei pressi di Shindand. Mauro Gigli è invece deceduto il 28 luglio del 2010 durante l’operazione di disinnesco di un ordigno rudimentale, salvando la vita ad altri commilitoni, facendo da scudo con il proprio corpo, dando agli altri il tempo di mettersi in salvo.Gigli era originario della Sardegna ma i suoi genitori vivono ad Occhiobello dal 1986. E’ ancora troppo forte la commozione di Gabriella e con grande difficoltà ma anche con grande coraggio in trasmissione, è riuscita ad esprimere il suo stato d’animo: «parlare di Massimo è molto difficile – ha detto Gabriella – lo sento sempre presente, sempre vicino a me. Sento che è ancora in missione, anche se non torna… io però sento che sta aiutando tante persone in questo momento. Sicuramente lo vorrei qua con me, ma purtroppo non è possibile». A sostenerla in questo grande dolore c’è Mario: «A due anni di distanza a dire che il dolore è ancora devastante è poco, però bisogna andare avanti. Io ringrazio tutti quelli che ci aiutano, grazie ad Assisi, grazie a tutte le occasioni a cui posso partecipare, i raduni. A tante non posso partecipare però quelle a cui sono presente mi aiutano tanto. Per me è importante sentirlo vivo ed è importante che lui viva. Tante persone giustamente quando mi incontrano non sanno cosa dire, però perdere un figlio non è una cosa facile da superare. Forse cado più in crisi adesso che un anno fa» . Per constatare quante persone volevano bene a Massimo basta recarsi al cimitero e vedere quanti ricordi vengono lasciati, specialmente da parte dei bambini che lui amava tantissimo: «lasciano dei bigliettini, tanti sono scritti proprio dai bambini, ed il giorno dei morti ho visto tanti bambini e questo mi ha fatto tanta tenerezza, perché volevano vedere dove riposa il soldato che stringeva le mani ai bambini». Un po’ di conforto Mario e Gabriella lo hanno trovato anche all’incontro con i genitori degli altri militari morti in Afganistan, sono 52 in tutto fino ad oggi, persone che stanno vivendo le loro stesse sensazioni, stanno provando lo stesso dolore: «stando con loro – ha detto Gabriella - mi sono accorta che in comune questi ragazzi avevano molte cose, intanto il senso del dovere, il fatto di avere scelto loro questa missione, poi le cose che ci accomunano, come le telefonate, i messaggini spediti ai genitori. E poi soprattutto l’amore che ci hanno messo nel compiere questa missione e alla fine è stato proprio quell’amore che li ha portati lontano da noi dove sono adesso».
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Max e Cristian ricordano i concerti per l'Emilia


Una puntata dedicata a due grandi eventi di musica e solidarietà che si sono svolti lo scorso anno: il Concerto per l’Emilia ed il grande il grande concerto di Campo Volo intitolato “Italia loves Emilia”. In studio Max e Cristian che ci hanno accompagnato in questo viaggio… partendo dal terremoto dell’Emilia del maggio 2012, che si è sentita bene anche da noi. Un evento che ha sconvolto il nostro paese. La musica però si è subito attivata per dare un aiuto concreto alle popolazioni in difficoltà. I primi a muoversi sono stati i Nomadi con Beppe Carletti: «Un concerto che è stato anche trasmesso in tv su Rai Uno – ha ricordato Cristian – ed il cui incasso è stato di oltre un milione di euro. Tanti gli artisti che vi hanno partecipato tra cui Laura Pausini, Morandi, Nek, Zucchero, gli Stadio e anche Caterina Caselli che è tornata sul palco dopo molti anni di assenza proprio in questa occasione». Tutti artisti emiliani o romagnoli. Max e Cristian durante la puntata hanno proposto alcuni brani tra cui “E da qui” di Nek tratto dal concerto per l’Emilia che si è svolto nel mese di giugno dello scorso anno. Il ricavato è andato a beneficio degli ospedali di Carpi e Mirandola. «Un altro evento importantissimo è stato il concerto a Campo Volo un’avio-superficie molto grande che si trova vicino a Reggio Emilia. Il concerto si è svolto il 22 settembre ed è stato intitolato “Italia loves Emilia”. Campo Volo è un luogo diventato famoso per un grande concerto di Ligabue. Un posto che riesce ad accogliere un numero grandissimo di persone ed infatti questo concerto è stato molto più grande ed ha coinvolto anche artisti provenienti da tutte le parti d’Italia e vi hanno partecipato Giorgia, Litfiba, Biagio Antonacci, Zucchero, poi tanti duetti che hanno emozionato. Gli spettatori erano oltre 150 mila. Nell’occasione è stato realizzato anche un bellissimo cofanetto contenente 4 cd e due dvd che è ancora tra i più venduti e che potrebbe essere un bellissimo regalo da fare alla fidanzata o al fidanzato. Un evento che si è svolto su due palchi, in modo che mentre si esibiva una band su un palco, sull’altro si preparavano gli strumenti per l’esibizione del gruppo successivo. Cristian ha scelto da questo concerto il brano Anna e Marco di Lucio Dalla e che è stato eseguito da Fiorella Mannoia e da Giuliano Sangiorgi, cantante dei Negramaro. E poi abbiamo ascoltato il brano dei Nomadi “Non avrai” nuovo brano eseguito dalla nuova voce del gruppo Cristiano Turato. Finale di puntata ascoltando la canzone di “A muso duro”, «Un brano di Pierangelo Bertoli – ha spiegato Cristian - che non è stato realizzato tramite la registrazione in contemporanea di tutti gli artisti ma ognuno ha mandato la sua registrazione ed è stato mixato in seguito». La puntata andrà in onda venerdì 22 febbraio, lunedì 25 febbraio alle 18.00 e martedì 26 febbraio alle 21.30. 
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martedì 19 febbraio 2013

Un invito alla gioia puntata del 19 febbraio 2013

Un invito alla gioia puntata del 19 febbraio 2013. A cura di don Bruno Cappato

mercoledì 13 febbraio 2013

Il Ricordo di Giovanni Palatucci



"Missione è”, rubrica curata da Riccardo Rizzatello ha avuto come ospite Flavio Ambroglini, Presidente del “Comitato Palatucci” di Rovigo. Come sappiamo durante il Giorno del Ricordo viene ricordata anche la figura del questore buono, che durante la seconda guerra mondiale salvò dalla deportazione migliaia di ebrei. Egli stesso poi, venne deportato al campo di concentramento di Dachau dove morì il 10 febbraio del 1945. Per le sue gesta è stato nominato Medaglia d’oro al merito civile. Giusto tra le nazioni e Servo di Dio. «Il compito che ci siamo assunti di ricordare Palatucci – ha detto Ambroglini – non è dei più facili perché è una persona che ha insegnato la strada a tanti, nel suo silenzio, nella sua sofferenza, nel suo vivere quotidiano a contatto con il pericolo. Un pericolo che poi l’ha portato alla morte. Noi abbiamo raccolto il suo messaggio e cerchiamo di essere dei portatori d’acqua a coloro che non hanno ancora avuto la fortuna di conoscerlo e di aiutare il prossimo. Ci rivolgiamo soprattutto ai giovani, agli studenti delle scuole superiori, persone che sono prossime alla maturità, che hanno già un loro modo di vedere, di interpretare la vita. Sono loro a cui passeremo il testimone, dobbiamo parlare loro con degli esempi luminosi, positivi, abbiamo giù fatto la prima parte di un concorso e sabato prossimo ci sarà la conclusione e la premiazione. A questi giovani abbiamo cercato di dire chi era Palatucci, che cosa ha fatto. I ragazzi ci hanno seguito con molta attenzione e noi siamo stati molto soddisfatti. Noi ci affacciamo con molto rispetto alla loro vita, alla loro sensibilità, però è giusto anche fare loro conoscere questi esempi importanti. Penso che il famoso granello di senape possa dare una grande pianta e Palatucci è stato questo piccolo granello. Premieremo dei progetti di riqualificazione urbanistica e per la realizzazione di un monumento al largo Palatucci, di fronte all’ex ospedale Maddalena. Abbiamo poi fatto due cene di beneficenza ed abbiamo visto che l’interesse attorno a questa figura sta crescendo, sta dilagando. In questo momento di disvalori, siamo convinti che la figura di Palatucci possa lasciare un segno di speranza».
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martedì 12 febbraio 2013

Il Vescovo Soravito sulle dimissioni di Benedetto XVI

L'intervista di Telestense al Vescovo Lucio Soravito sulle dimissioni di Papa Benedetto XVI

lunedì 11 febbraio 2013

Giorno del ricordo: la testimonianza di due esuli italiane


 Il 10 febbraio del 1947 venne firmato a Parigi il Trattato di pace con cui si stabiliva la cessione alla Jugoslavia dei territori dell’Istria e della Dalmazia e la conseguenza immediata fu l’esodo di tanti italiani da quelle terre. Per questo motivo è stata scelta la data del 10 febbraio per ricordare il dramma vissuto dai nostri italiani vittime della persecuzione comunista e nel 2004 è stata istituita la Giornata del Ricordo. In concomitanza con le celebrazioni ufficiali di questa ricorrenza, sono stati ospiti nei nostri studi due esuli Maria Schittarelich e Anna Mechis, accompagnate da Lorenzo Maggi delegato della A.N.V.G.D. (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia). L’associazione è stata costituita già nel 1947 per assistere gli italiani in fuga dalle proprie terre, dall’Istria e dalla Dalmazia, e fin dall’inizio non si è interessata solo dell’aspetto solidaristico ma anche della rappresentanza degli esuli nelle sedi istituzionali e governative e come ha aggiunto Maggi, proprio anche per questo suo carattere aparitico è sempre stata ascoltata e considerata dalle varie parti politiche e istituzionali. «Ho lasciato la Dalmazia nel 1948 e sono arrivata in Italia il giorno dell’attentato a Togliatti, sono venuti a prenderci con la Polizia perché avevano paura che ci facessero qualcosa. L’opinione pubblica a quel tempo non sapeva nulla del nostro dramma di Zara, della Dalmazia, delle terre perdute. Noi saremmo rimasti là, ma i comunisti di Tito ci hanno detto che dovevamo compiere una scelta o diventare Croati o venire in Italia. Alla mia famiglia hanno concesso di venire via solo nel 1948 perché essendo Zara stata quasi distrutta dai bombardamenti angloamericani, mio padre essendo impiegato alla rete elettrica, finché non ha messo in funzione la corrente elettrica non lo lasciavano venire via. Nel frattempo avevano arrestato mio padre ed avevano preso mio fratello allora diciottenne lo hanno mandato in prima linea a combattere contro i tedesco. Per fortuna un operaio di mio papà che era partigiano lo ha salvato all’ultimo momento altrimenti sarebbe finito in prima linea. A noi poi è arrivato il “nulla osta” per venire in Italia ma a mio fratello non lo lasciavano partire, così ha tentato la fuga ma è stato preso, processato e condannato a dodici anni di carcere.  A mia mamma sono venuti i capelli bianchi dal dolore. Una volta arrivati ad Ancona, ci hanno portati in una scuola e poi in treno siamo venuti a Venezia. Sono felice di essere in Italia, ricordo ancora la mia Zara, ma a Rovigo mi sono sempre trovata molto bene. Alla fine mio fratello si è aggiunto a noi essendo stato rilasciato per uno scambio con dei prigionieri croati».  Elvira Mechis è originaria dell’Istria ed è arrivata in Italia nel 1947, portati dagli americani. A Pola a quel tempo avevamo sia i tedeschi che gli americani, era un porto e quindi teatro di scontri. Dopo l’8 settebre sono iniziati i bombardamenti e  mi ricordo che dopo cinque ore sono uscita dal rifugio ed ho camminato sopra i cadaveri e le macerie. Quando siamo andati a Parenzo abbiamo visto i morti che erano stati infoibati. Tanti erano amici di mio padre. Siamo rimasti lì alcuni giorni ma poi abbiamo deciso di partire all’alba con i carri. Una volta arrivati qua mio papà è partito subito per il Canada. (Nella foto in alto, da sinistra: Maria Schittarelich, Elvira Mechis e Lorenzo Maggi).  
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esuli dalmazia from yannez on Vimeo.
 

domenica 10 febbraio 2013

Magdi Allam presenta il suo programma politico


Magdi Cristiano Allam che in questi giorni è in tour per il tutto Veneto per presentare il suo programma,  in vista delle prossime elezioni politiche, è stato ospite anche nei nostri studi ed è stato intervistato da Luca Busson, presidente di Scienza e Vita di Rovigo. «Il tema della centralità della famiglia naturale rappresenta il pilastro su cui si fonda il programma politico di “Io amo l’Italia” perché è un valore non negoziabile che oggi dobbiamo salvaguardare unitamente alla sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale. Purtroppo viviamo in una Italia che è ai più bassi tassi di natalità in una Europa che in assoluto ha il più basso tasso di natalità al mondo quindi non si tratta soltanto di salvaguardare il valore non negoziabile che laicamente corrisponde a ciò che è l’essenza della nostra comune umanità, ma secondo ragione si tratta di porre fine ad un eccidio, suicidio demografico che da un lato ci fa perdere la consapevolezza di chi siamo e dall’altro, man mano ci fa perdere la nostra civiltà. Io amo l’Italia considera che il sostegno alla famiglia naturale, il sostegno alla maternità per incentivare la natalità, il sostegno ai giovani affinchè attraverso la stabilità lavorativa possano essere messi nella condizione di ergersi a promotori di nuova vita, costituisca il fondamento di una cultura della vita e vogliamo farlo nell’ambito laico di chi aspira a promuovere una politica di cultura della vita confrontandosi von gli strumenti dello stato. Il lavoro domestico ha una valenza economica. Il lavoro domestico in Francia è stato stimato valere il 33% del PIL, del prodotto interno lordo. Quindi più di un terzo della ricchezza dello stato. Se è veramente così, riteniamo che sia corretto e opportuno riconoscere alle madri che scelgono di dedicarsi alla famiglia e alla casa, non il quoziente famigliare di cui si parla da anni e viene interpretato in modo diverso ma un vero e proprio stipendio».  Magdi Allam ha toccato anche tematiche internazionali, come l'emergeza della Tunisia e della Siria: «L'Unione Europea ha purtroppo commesso un errore grave voltando le spalle a dei regimi che erano considerati amici, laici, moderati, un argine contro l'estremismo islamico ed ha consentito a queste forze estremiste di partecipare alle elezioni ed il risultato è che noi oggi assistiamo all'ascesa al potere di forze estremiste islamiche che vedono le elezioni come la possibilità di salire al potere per imporre la Shiari'a, la legge islamica»
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Associazioni contro il femminicidio


Doppia intervista ma una sola tematica per la puntata di Radio Volontariato di febbraio. La prima parte della rubrica curata dal CSV di Rovigo e condotta da Francesco Casoni, ha come
ospiti Giacomo Gasparetto e Selene Arcuri della Rete Studenti di Rovigo. La Rete degli studenti che è un sindacato degli studenti ma che a Rovigo è anche un luogo di aggregazione molto forte, ha avviato la campagna “Mettici la faccia”, contro il femminicidio: «E’ una campagna – ha spiegato Giacomo - nata per portare l’attenzione sul problema dei femminicidio ed in particolare ci rivolgiamo ai giovani che in futuro saranno mariti e la campagna consiste nello scattarsi una foto da pubblicare poi su Facebook con un cartello davanti con scritto sopra “io ci metto la faccia”, e metterci la faccia è una manifestazione di impegno, di responsabilità». «La campagna sembra essere partita bene – ha spiegato Selene – con oltre 500 persone che già nel primo giorno si sono iscritte e più di 200 persone che hanno pubblicato la loro foto. Ora siamo ad oltre 4000 “mi piace” sulla pagina e più di 1100 persone che hanno inserito la loro foto, tra di loro ci sono tante persone comuni ma anche persone note, artisti e volti dello spettacolo».
Nel 2012 dai dati del Telefono Rosa, sono state 110 le donne uccise e la maggior parte di questi omicidi è avvenuto tra le mura domestiche e a compierli è spesso il partner o il convivente. Nella
seconda parte della trasmissione è ospite Donatella Traniello del CDP, Centro di Documentazione Polesano che in questo periodo organizza un ciclo di incontri settimanali dal titolo “Nove venerdì aspettando l’8 marzo”. «Sono ormai sei anni che organizziamo questo ciclo di incontri – ha detto la Traniello – e l’iniziativa è partita a gennaio. Cerchiamo di sviscerare un tema emergente e quest’anno abbiamo scelto il femminicidio. Abbiamo voluto cercare di vedere la violenza ed il rapporto che può avere la donna con la violenza, sia come violenza subita, abbiamo un po’ lasciato da parte lo stupro
per vedere invece certe ambiguità, nel mondo del lavoro per esempio la donna subisce la discriminazione ma nei posti di comando può essere anche artefice di violenza. Oppure per esempio quali sono le violenze sulle donne soffermandoci sulle vittime della violenza di mafia». Il programma dettagliato degli incontri è consultabile sul sito www.cdonlus.it

lunedì 4 febbraio 2013

Roberto Tovo presenta l'University Day 2013


Due giorni per presentare l’Università a Rovigo. Nello scorso fine settimana al Censer si è tenuto l’University Day e qualche giorno prima abbiamo avuto il piacere di intervistare in radio Roberto Tovo, nella rubrica Ponte Radio. Il presidente del Consorzio Università di Rovigo ci ha presentato l’evento, diventato ormai una tradizione e ci ha parlato dei corsi che le due Unversità di Ferrara e di Padova, organizzano nella nostra città.  
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giovedì 28 febbraio 2013

Tradizione e Solidarietà, roba da Bontemponi



Ci hanno fatto compiere un viaggio nelle tradizioni culturale polesana. Sono i componenti del Gruppo Folkloristico Bontemponi & Simpatica compagnia, di Bottrighe. Ci hanno anche portato anche una copia del loro ultimo cd intitolato “L’è ancora Ganxega” dal quale abbiamo selezionato ed ascoltato alcune tracce. «La Ganxega era la festa che si faceva un tempo, nella tradizione contadina ovvero quando il padrone offriva pane e salame a tutti i lavoratori e si ballava e cantava in allegria fino a tarda notte», ci ha spiegato Roberto Marangoni, portavoce del gruppo del quale fa parte ormai da 27 anni. Assieme a lui in radio sono venuti Gianni Spadon che è il nuovo presidente da agosto 2012 e poi Sergio Salmi che è vice presidente e chitarrista.
«Il gruppo è nato nel 1965 – ha spiegato Marangoni – ma le basi si erano iniziate a gettare nel 1964. Era un gruppo di amici tra cui il maestro Loris Cominato, fisarmonicista scomparso tra l’altro nel 2008 ed a cui siamo riusciti a dedicare una sala a Bottrighe.
Si cantava per stare in compagnia si è poi iniziato a fare delle serate per raccogliere fondi per sostenere l’asilo ed anche la squadra di calcio di Bottrighe. Inizialmente il gruppo proponeva canti rielaborati da un duo artistico di Bottrighe, il maestro Danilo Venturi per la musica ed il professor Vito Rossati per le parole. Poi negli anni è iniziata una ricerca sulla musica della tradizione popolare polesana».
Anche gli abiti di scena del gruppo sono molto belli: « sono costumi da festa che si usavano in Polesine – ha spiegato sempre Marangoni – anche se i colori di una volta erano spenti, tendenti al grigio e noi invece abbiamo utilizzato dei colori più vivaci anche per dare maggiormente il senso della festa sul palco». Nel corso dell’intervista abbiamo chiesto ai rappresentanti del Gruppo Folkloristico, qual è lo spirito che anima il loro gruppo:  «Siamo una associazione di volontariato – ha risposto Marangoni – ci troviamo assieme due volte alla settimana per fare le prove, ed è anche un momento dove si sta insieme, si scherza in compagnia, si mangia una fetta di dolce. Lo spirito che ci anima è sì quello della conservazione delle musiche di un tempo ma anche quello di fare della solidarietà ed infatti abbiamo sostenuto in questi anni diversi progetti».
Il gruppo attuale è formato da sedici persone di cui quattordici stanno sul palco e due invece stanno alla regia: «nel corso dell’anno partecipiamo a diverse iniziative in tutta Italia ed anche all’estero. Il gruppo all’inizio era formato da soli uomini e si chiamava Bontemponi, più tardi, sempre con la guida del maestro Loris Cominato si è formato un gruppo di sole donne chiamato Simpatica Compagnia. Nel 1992 c’è stata poi l’unione dei due gruppi. Molti brani vengono recuperati dagli anziani, come ha spiegato Sergio Salmi:«loro li cantano e li registriamo e poi componiamo la musica sulla base della melodia»   ed infatti nel cd rom c’è una ninna nanna che si può ascoltare anche durante l’intervista radiofonica, che è stata registrata da una voce di una signora di Papozze nel 1986 e che le cantava addirittura la bisnonna, quindi si va veramente indietro nel tempo ed oltre ad essere bella ha anche un grande valore storico.
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giovedì 21 febbraio 2013

I genitori di Massimo Ranzani a "Missione è..."

Ricordare i nostri ragazzi, che hanno perso la vita in Afganistan. Può essere un modo per sentirli più vicini a noi, per non dimenticarli. Anche questa è una piccola missione in fondo. Nella puntata di “Missione è …” in onda questa settimana, Riccardo Rizzatello ha intervistato Mario e Gabriella, genitori del capitano Massimo Ranzani. Doveva essere in trasmissione anche Luciana, mamma del sottotenente Mauro Gigli, ma per motivi di salute non ha potuto intervenire. Sono già passati due anni da quel 28 febbraio, giorno in cui Massimo ha perso la vita durante un attentato mentre rientravano da un’operazione di assistenza medica nei pressi di Shindand. Mauro Gigli è invece deceduto il 28 luglio del 2010 durante l’operazione di disinnesco di un ordigno rudimentale, salvando la vita ad altri commilitoni, facendo da scudo con il proprio corpo, dando agli altri il tempo di mettersi in salvo.Gigli era originario della Sardegna ma i suoi genitori vivono ad Occhiobello dal 1986. E’ ancora troppo forte la commozione di Gabriella e con grande difficoltà ma anche con grande coraggio in trasmissione, è riuscita ad esprimere il suo stato d’animo: «parlare di Massimo è molto difficile – ha detto Gabriella – lo sento sempre presente, sempre vicino a me. Sento che è ancora in missione, anche se non torna… io però sento che sta aiutando tante persone in questo momento. Sicuramente lo vorrei qua con me, ma purtroppo non è possibile». A sostenerla in questo grande dolore c’è Mario: «A due anni di distanza a dire che il dolore è ancora devastante è poco, però bisogna andare avanti. Io ringrazio tutti quelli che ci aiutano, grazie ad Assisi, grazie a tutte le occasioni a cui posso partecipare, i raduni. A tante non posso partecipare però quelle a cui sono presente mi aiutano tanto. Per me è importante sentirlo vivo ed è importante che lui viva. Tante persone giustamente quando mi incontrano non sanno cosa dire, però perdere un figlio non è una cosa facile da superare. Forse cado più in crisi adesso che un anno fa» . Per constatare quante persone volevano bene a Massimo basta recarsi al cimitero e vedere quanti ricordi vengono lasciati, specialmente da parte dei bambini che lui amava tantissimo: «lasciano dei bigliettini, tanti sono scritti proprio dai bambini, ed il giorno dei morti ho visto tanti bambini e questo mi ha fatto tanta tenerezza, perché volevano vedere dove riposa il soldato che stringeva le mani ai bambini». Un po’ di conforto Mario e Gabriella lo hanno trovato anche all’incontro con i genitori degli altri militari morti in Afganistan, sono 52 in tutto fino ad oggi, persone che stanno vivendo le loro stesse sensazioni, stanno provando lo stesso dolore: «stando con loro – ha detto Gabriella - mi sono accorta che in comune questi ragazzi avevano molte cose, intanto il senso del dovere, il fatto di avere scelto loro questa missione, poi le cose che ci accomunano, come le telefonate, i messaggini spediti ai genitori. E poi soprattutto l’amore che ci hanno messo nel compiere questa missione e alla fine è stato proprio quell’amore che li ha portati lontano da noi dove sono adesso».
Ascolta la puntata 

Max e Cristian ricordano i concerti per l'Emilia


Una puntata dedicata a due grandi eventi di musica e solidarietà che si sono svolti lo scorso anno: il Concerto per l’Emilia ed il grande il grande concerto di Campo Volo intitolato “Italia loves Emilia”. In studio Max e Cristian che ci hanno accompagnato in questo viaggio… partendo dal terremoto dell’Emilia del maggio 2012, che si è sentita bene anche da noi. Un evento che ha sconvolto il nostro paese. La musica però si è subito attivata per dare un aiuto concreto alle popolazioni in difficoltà. I primi a muoversi sono stati i Nomadi con Beppe Carletti: «Un concerto che è stato anche trasmesso in tv su Rai Uno – ha ricordato Cristian – ed il cui incasso è stato di oltre un milione di euro. Tanti gli artisti che vi hanno partecipato tra cui Laura Pausini, Morandi, Nek, Zucchero, gli Stadio e anche Caterina Caselli che è tornata sul palco dopo molti anni di assenza proprio in questa occasione». Tutti artisti emiliani o romagnoli. Max e Cristian durante la puntata hanno proposto alcuni brani tra cui “E da qui” di Nek tratto dal concerto per l’Emilia che si è svolto nel mese di giugno dello scorso anno. Il ricavato è andato a beneficio degli ospedali di Carpi e Mirandola. «Un altro evento importantissimo è stato il concerto a Campo Volo un’avio-superficie molto grande che si trova vicino a Reggio Emilia. Il concerto si è svolto il 22 settembre ed è stato intitolato “Italia loves Emilia”. Campo Volo è un luogo diventato famoso per un grande concerto di Ligabue. Un posto che riesce ad accogliere un numero grandissimo di persone ed infatti questo concerto è stato molto più grande ed ha coinvolto anche artisti provenienti da tutte le parti d’Italia e vi hanno partecipato Giorgia, Litfiba, Biagio Antonacci, Zucchero, poi tanti duetti che hanno emozionato. Gli spettatori erano oltre 150 mila. Nell’occasione è stato realizzato anche un bellissimo cofanetto contenente 4 cd e due dvd che è ancora tra i più venduti e che potrebbe essere un bellissimo regalo da fare alla fidanzata o al fidanzato. Un evento che si è svolto su due palchi, in modo che mentre si esibiva una band su un palco, sull’altro si preparavano gli strumenti per l’esibizione del gruppo successivo. Cristian ha scelto da questo concerto il brano Anna e Marco di Lucio Dalla e che è stato eseguito da Fiorella Mannoia e da Giuliano Sangiorgi, cantante dei Negramaro. E poi abbiamo ascoltato il brano dei Nomadi “Non avrai” nuovo brano eseguito dalla nuova voce del gruppo Cristiano Turato. Finale di puntata ascoltando la canzone di “A muso duro”, «Un brano di Pierangelo Bertoli – ha spiegato Cristian - che non è stato realizzato tramite la registrazione in contemporanea di tutti gli artisti ma ognuno ha mandato la sua registrazione ed è stato mixato in seguito». La puntata andrà in onda venerdì 22 febbraio, lunedì 25 febbraio alle 18.00 e martedì 26 febbraio alle 21.30. 
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mercoledì 13 febbraio 2013

Il Ricordo di Giovanni Palatucci



"Missione è”, rubrica curata da Riccardo Rizzatello ha avuto come ospite Flavio Ambroglini, Presidente del “Comitato Palatucci” di Rovigo. Come sappiamo durante il Giorno del Ricordo viene ricordata anche la figura del questore buono, che durante la seconda guerra mondiale salvò dalla deportazione migliaia di ebrei. Egli stesso poi, venne deportato al campo di concentramento di Dachau dove morì il 10 febbraio del 1945. Per le sue gesta è stato nominato Medaglia d’oro al merito civile. Giusto tra le nazioni e Servo di Dio. «Il compito che ci siamo assunti di ricordare Palatucci – ha detto Ambroglini – non è dei più facili perché è una persona che ha insegnato la strada a tanti, nel suo silenzio, nella sua sofferenza, nel suo vivere quotidiano a contatto con il pericolo. Un pericolo che poi l’ha portato alla morte. Noi abbiamo raccolto il suo messaggio e cerchiamo di essere dei portatori d’acqua a coloro che non hanno ancora avuto la fortuna di conoscerlo e di aiutare il prossimo. Ci rivolgiamo soprattutto ai giovani, agli studenti delle scuole superiori, persone che sono prossime alla maturità, che hanno già un loro modo di vedere, di interpretare la vita. Sono loro a cui passeremo il testimone, dobbiamo parlare loro con degli esempi luminosi, positivi, abbiamo giù fatto la prima parte di un concorso e sabato prossimo ci sarà la conclusione e la premiazione. A questi giovani abbiamo cercato di dire chi era Palatucci, che cosa ha fatto. I ragazzi ci hanno seguito con molta attenzione e noi siamo stati molto soddisfatti. Noi ci affacciamo con molto rispetto alla loro vita, alla loro sensibilità, però è giusto anche fare loro conoscere questi esempi importanti. Penso che il famoso granello di senape possa dare una grande pianta e Palatucci è stato questo piccolo granello. Premieremo dei progetti di riqualificazione urbanistica e per la realizzazione di un monumento al largo Palatucci, di fronte all’ex ospedale Maddalena. Abbiamo poi fatto due cene di beneficenza ed abbiamo visto che l’interesse attorno a questa figura sta crescendo, sta dilagando. In questo momento di disvalori, siamo convinti che la figura di Palatucci possa lasciare un segno di speranza».
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lunedì 11 febbraio 2013

Giorno del ricordo: la testimonianza di due esuli italiane


 Il 10 febbraio del 1947 venne firmato a Parigi il Trattato di pace con cui si stabiliva la cessione alla Jugoslavia dei territori dell’Istria e della Dalmazia e la conseguenza immediata fu l’esodo di tanti italiani da quelle terre. Per questo motivo è stata scelta la data del 10 febbraio per ricordare il dramma vissuto dai nostri italiani vittime della persecuzione comunista e nel 2004 è stata istituita la Giornata del Ricordo. In concomitanza con le celebrazioni ufficiali di questa ricorrenza, sono stati ospiti nei nostri studi due esuli Maria Schittarelich e Anna Mechis, accompagnate da Lorenzo Maggi delegato della A.N.V.G.D. (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia). L’associazione è stata costituita già nel 1947 per assistere gli italiani in fuga dalle proprie terre, dall’Istria e dalla Dalmazia, e fin dall’inizio non si è interessata solo dell’aspetto solidaristico ma anche della rappresentanza degli esuli nelle sedi istituzionali e governative e come ha aggiunto Maggi, proprio anche per questo suo carattere aparitico è sempre stata ascoltata e considerata dalle varie parti politiche e istituzionali. «Ho lasciato la Dalmazia nel 1948 e sono arrivata in Italia il giorno dell’attentato a Togliatti, sono venuti a prenderci con la Polizia perché avevano paura che ci facessero qualcosa. L’opinione pubblica a quel tempo non sapeva nulla del nostro dramma di Zara, della Dalmazia, delle terre perdute. Noi saremmo rimasti là, ma i comunisti di Tito ci hanno detto che dovevamo compiere una scelta o diventare Croati o venire in Italia. Alla mia famiglia hanno concesso di venire via solo nel 1948 perché essendo Zara stata quasi distrutta dai bombardamenti angloamericani, mio padre essendo impiegato alla rete elettrica, finché non ha messo in funzione la corrente elettrica non lo lasciavano venire via. Nel frattempo avevano arrestato mio padre ed avevano preso mio fratello allora diciottenne lo hanno mandato in prima linea a combattere contro i tedesco. Per fortuna un operaio di mio papà che era partigiano lo ha salvato all’ultimo momento altrimenti sarebbe finito in prima linea. A noi poi è arrivato il “nulla osta” per venire in Italia ma a mio fratello non lo lasciavano partire, così ha tentato la fuga ma è stato preso, processato e condannato a dodici anni di carcere.  A mia mamma sono venuti i capelli bianchi dal dolore. Una volta arrivati ad Ancona, ci hanno portati in una scuola e poi in treno siamo venuti a Venezia. Sono felice di essere in Italia, ricordo ancora la mia Zara, ma a Rovigo mi sono sempre trovata molto bene. Alla fine mio fratello si è aggiunto a noi essendo stato rilasciato per uno scambio con dei prigionieri croati».  Elvira Mechis è originaria dell’Istria ed è arrivata in Italia nel 1947, portati dagli americani. A Pola a quel tempo avevamo sia i tedeschi che gli americani, era un porto e quindi teatro di scontri. Dopo l’8 settebre sono iniziati i bombardamenti e  mi ricordo che dopo cinque ore sono uscita dal rifugio ed ho camminato sopra i cadaveri e le macerie. Quando siamo andati a Parenzo abbiamo visto i morti che erano stati infoibati. Tanti erano amici di mio padre. Siamo rimasti lì alcuni giorni ma poi abbiamo deciso di partire all’alba con i carri. Una volta arrivati qua mio papà è partito subito per il Canada. (Nella foto in alto, da sinistra: Maria Schittarelich, Elvira Mechis e Lorenzo Maggi).  
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domenica 10 febbraio 2013

Magdi Allam presenta il suo programma politico


Magdi Cristiano Allam che in questi giorni è in tour per il tutto Veneto per presentare il suo programma,  in vista delle prossime elezioni politiche, è stato ospite anche nei nostri studi ed è stato intervistato da Luca Busson, presidente di Scienza e Vita di Rovigo. «Il tema della centralità della famiglia naturale rappresenta il pilastro su cui si fonda il programma politico di “Io amo l’Italia” perché è un valore non negoziabile che oggi dobbiamo salvaguardare unitamente alla sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale. Purtroppo viviamo in una Italia che è ai più bassi tassi di natalità in una Europa che in assoluto ha il più basso tasso di natalità al mondo quindi non si tratta soltanto di salvaguardare il valore non negoziabile che laicamente corrisponde a ciò che è l’essenza della nostra comune umanità, ma secondo ragione si tratta di porre fine ad un eccidio, suicidio demografico che da un lato ci fa perdere la consapevolezza di chi siamo e dall’altro, man mano ci fa perdere la nostra civiltà. Io amo l’Italia considera che il sostegno alla famiglia naturale, il sostegno alla maternità per incentivare la natalità, il sostegno ai giovani affinchè attraverso la stabilità lavorativa possano essere messi nella condizione di ergersi a promotori di nuova vita, costituisca il fondamento di una cultura della vita e vogliamo farlo nell’ambito laico di chi aspira a promuovere una politica di cultura della vita confrontandosi von gli strumenti dello stato. Il lavoro domestico ha una valenza economica. Il lavoro domestico in Francia è stato stimato valere il 33% del PIL, del prodotto interno lordo. Quindi più di un terzo della ricchezza dello stato. Se è veramente così, riteniamo che sia corretto e opportuno riconoscere alle madri che scelgono di dedicarsi alla famiglia e alla casa, non il quoziente famigliare di cui si parla da anni e viene interpretato in modo diverso ma un vero e proprio stipendio».  Magdi Allam ha toccato anche tematiche internazionali, come l'emergeza della Tunisia e della Siria: «L'Unione Europea ha purtroppo commesso un errore grave voltando le spalle a dei regimi che erano considerati amici, laici, moderati, un argine contro l'estremismo islamico ed ha consentito a queste forze estremiste di partecipare alle elezioni ed il risultato è che noi oggi assistiamo all'ascesa al potere di forze estremiste islamiche che vedono le elezioni come la possibilità di salire al potere per imporre la Shiari'a, la legge islamica»
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Associazioni contro il femminicidio


Doppia intervista ma una sola tematica per la puntata di Radio Volontariato di febbraio. La prima parte della rubrica curata dal CSV di Rovigo e condotta da Francesco Casoni, ha come
ospiti Giacomo Gasparetto e Selene Arcuri della Rete Studenti di Rovigo. La Rete degli studenti che è un sindacato degli studenti ma che a Rovigo è anche un luogo di aggregazione molto forte, ha avviato la campagna “Mettici la faccia”, contro il femminicidio: «E’ una campagna – ha spiegato Giacomo - nata per portare l’attenzione sul problema dei femminicidio ed in particolare ci rivolgiamo ai giovani che in futuro saranno mariti e la campagna consiste nello scattarsi una foto da pubblicare poi su Facebook con un cartello davanti con scritto sopra “io ci metto la faccia”, e metterci la faccia è una manifestazione di impegno, di responsabilità». «La campagna sembra essere partita bene – ha spiegato Selene – con oltre 500 persone che già nel primo giorno si sono iscritte e più di 200 persone che hanno pubblicato la loro foto. Ora siamo ad oltre 4000 “mi piace” sulla pagina e più di 1100 persone che hanno inserito la loro foto, tra di loro ci sono tante persone comuni ma anche persone note, artisti e volti dello spettacolo».
Nel 2012 dai dati del Telefono Rosa, sono state 110 le donne uccise e la maggior parte di questi omicidi è avvenuto tra le mura domestiche e a compierli è spesso il partner o il convivente. Nella
seconda parte della trasmissione è ospite Donatella Traniello del CDP, Centro di Documentazione Polesano che in questo periodo organizza un ciclo di incontri settimanali dal titolo “Nove venerdì aspettando l’8 marzo”. «Sono ormai sei anni che organizziamo questo ciclo di incontri – ha detto la Traniello – e l’iniziativa è partita a gennaio. Cerchiamo di sviscerare un tema emergente e quest’anno abbiamo scelto il femminicidio. Abbiamo voluto cercare di vedere la violenza ed il rapporto che può avere la donna con la violenza, sia come violenza subita, abbiamo un po’ lasciato da parte lo stupro
per vedere invece certe ambiguità, nel mondo del lavoro per esempio la donna subisce la discriminazione ma nei posti di comando può essere anche artefice di violenza. Oppure per esempio quali sono le violenze sulle donne soffermandoci sulle vittime della violenza di mafia». Il programma dettagliato degli incontri è consultabile sul sito www.cdonlus.it

lunedì 4 febbraio 2013

Roberto Tovo presenta l'University Day 2013


Due giorni per presentare l’Università a Rovigo. Nello scorso fine settimana al Censer si è tenuto l’University Day e qualche giorno prima abbiamo avuto il piacere di intervistare in radio Roberto Tovo, nella rubrica Ponte Radio. Il presidente del Consorzio Università di Rovigo ci ha presentato l’evento, diventato ormai una tradizione e ci ha parlato dei corsi che le due Unversità di Ferrara e di Padova, organizzano nella nostra città.  
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